Noi...

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giovedì 22 maggio 2008

Elisabetta ed io ci scriviamo spesso, raccontandoci le avventure e disavventure coi nostri pargoli (in realtà, io sono quella che pone dubbi e domande, lei -col suo piglio pragmatico tipico delle milanesi- quella prodiga di consigli).

Sono sicura che non le dispiacerà se riporto quanto mi scrive riguardo alla situazione dei bambini in Venezuela:

leggendo quello che hai scritto non ho potuto fare a meno di confrontarlo con la realtà di qui...5 sterline per un piccolo ritardo,qui nemmeno hanno l'orologio e nessuno sa mai che ora è-...si orientano a occhio..spesso mi chiedo come mai da noi quando uno ti chiede come va, si risponde..si bene, così così, ecc, qui rispondo chevere o calidad, che sarebbe grandioso, nonosatente vivano nelle catapecchie e nel fango e non sappiano come arrivare a fine mese, ma per davvero.allora credo che la differenza stia, oltre che nel temperamento latino, nella vita priva di stress che c'e qui, rispetto a noi..qui si arrabattano per sopravvivere, però non sanno cosa sia lo stress..le donne stanno a casa a crescere i figli, generalmete in casa vivono anche i nonni e magari un fratello o sorella con famiglia..fanno da mangiare, fanno tutto insieme..esistono anche qui le casa hogar, una casa con propri figli che accoglie altri bimbi a pagamento...a norma venezuelana..con galline polli e spunzoni e fango in giardino..altro che gite e giochi di gruppo..i bimbi aiutano un po' a pulire la casa, stanno a guardare la mamma che cucina, giocano in giardino con gli animali e l'aquilone..certo, pochi stimoli, troppo pochi..non li aiutano a usare il cervello,solo il corpo...forse una via di mezzo non guasterebbe....

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