Tanti Auguri ZIA Opal!!
Per la cronaca, tutte sone "Zie"- bionde rosse e brune purchè giovani e simpatiche. Ma la zia Opal, che tanto ci tiene a ruolo e appellativo, nel parlato di Tobia è *solo*... Opal!
Noi ridiamo. L'interessata no.
venerdì 19 dicembre 2008
giovedì 18 dicembre 2008
Crisi d'identità
Antonio prende le distanze da certe abitudini degli autoctoni e proclama:
Sì... perchè io sono LATINO
[leggasi: 90% pugliese, 10% veneto - non 50 e 50 come le corrette percentuali sanguinee vorrebbero]
Infatti mi chiamo Epifani, dal GRECO "manifestazione"...
Della serie: Quando uno vuole fare lo sborone...!
Sì... perchè io sono LATINO
[leggasi: 90% pugliese, 10% veneto - non 50 e 50 come le corrette percentuali sanguinee vorrebbero]
Infatti mi chiamo Epifani, dal GRECO "manifestazione"...
Della serie: Quando uno vuole fare lo sborone...!
martedì 16 dicembre 2008
Disastro
Radioascoltatori dai gusti raffinati (modestamente!), vi ricordate il sondaggio lanciato da Caterpillar sui genitori alle prese con le recite natalizie dei figli? di come si fosse rivelato un'occasione di sfogo che accomunava padri e madri da Campione d'Italia a Palermo?
Ecco la nostra piccola ma significativa esperienza, quando Tobia ha solo 2 anni...
STEP #1
Per lo spettacolo di Natale Tobia deve impersonare il pupazzo di neve. Quindi ci mettiamo alla ricerca di un paio di braghe BIANCHE, impresa che si rivela snervante perche' per quanto fashion vogliano proporsi le aziende di abbigliamento infantile non sembrano essere cosi' idiote da produrre per monelli [maschi] di 2 anni pantaloni immacolati, che resterebbero tali per al piu' 30 secondi.
Vorrei un pantalone da pigiama per unire l'utile al dilettevole... ma neanche di quello l'ombra.
Dopo il decimo negozio (e sapete quanto mi piaccia andare per negozi...! penitenza non si faceva per Pasqua??), comperiamo un paio di braghette GAP alla *modica* cifra di 9£, da bambina, taglia 18-24 mesi, convinti che possano anche essere piccole senza guastare la bellezza del pupazzo.
Fortuna che maglia e calzini ce li avevamo gia'.
STEP #2
Per una settimana disegnamo indefessamente pupazzi di neve, perche' chissa' se Tobia si ricorda quello fatto in Canada... e se sa minimamente cosa sia uno "snowman".
STEP #3
La recita e' alle 3.30 di pomeriggio, proprio quando avrei la revisione settimanale dei miei casi. Quindi, chiedo umilmente di uscire in anticipo e di spostare la telefonata. Per fortuna il TL e' appena rientrato dalle ferie ed e' magnanimamente disposto.
STEP #4
Corsa all'asilo. Arriviamo con qualche minuto prima. Ma qui un anticipo cosi' risicato equivale ad un mezzo ritardo (e non e' per via della smania di prendere la sedia in prima fila come si potrebbe pensare per questa circostanza). I genitori sono gia' tutti accalcati nella piccola aula. Ci posizioniamo dietro, vincino ad una coppia che conosco di vista, che mi dice di essere in posizione defilata perche' se la figlia li vede si mette sicuramente a piangere. In effetti, ad osservare bene, gia' molti bambini sono in braccio alla mamma o al papa'. Musi lunghi, "mocci" sotto il naso, lacrimoni... Alla fine anche Tobia ci nota e comincia a chiamare, implorare, disperarsi. Vado o non vado? Mi intrometto? Forse non e' il massimo dei confronti delle maestre... Alla fine mi chiamano e mi procurano una sedia vicino alle scene. Tobia continua a frignottare, piangere e tossire. Tossire, tossire, tossire... E come sa bene Gianca, tanta tosse stimola lo stomaco... Bah! Vomito trattenuto a malapena dalla mia mano, sciarpa maglia e pantaloni macchiati (suoi e miei).
Ci offrono le salviette per pulirci...
Tobia adesso sembra piu' tranquillo. Poi vede Antonio dall'altra parte della stanza e comincia a gridare "Papa', papa'". Al che glielo sbologno. [Antonio si lamenta perche' Tobia puzza un po'. Vuoi mettere come puzza la mia mano?!]
Inizia la recita...
Bambini intimiditi che non cantano e non ballano.
Un po' pietoso se giudicato oggettivamente. Le maestre mi fanno anche un po' pena. I genitori tamponano e apprezzano comunque, in contemplazione estasiata dei loro pargoli.
Antonio fa la sua parte. Quando tocca a Tobia, che non si scolla, lo invitano al centro della stanza e sta li' finche' finisce il jingle.
Il tutto dura complessivamente 20 minuti.
STEP 5#
A casa di corsa per la doccia e per lavare maglia e pantaloni perche' domani mattina altri 26 fortunati tra mamme e papa' assisteranno allo spettacolo.
E speriamo che si asciughi tutto in tempo record...
Ecco la nostra piccola ma significativa esperienza, quando Tobia ha solo 2 anni...
STEP #1
Per lo spettacolo di Natale Tobia deve impersonare il pupazzo di neve. Quindi ci mettiamo alla ricerca di un paio di braghe BIANCHE, impresa che si rivela snervante perche' per quanto fashion vogliano proporsi le aziende di abbigliamento infantile non sembrano essere cosi' idiote da produrre per monelli [maschi] di 2 anni pantaloni immacolati, che resterebbero tali per al piu' 30 secondi.
Vorrei un pantalone da pigiama per unire l'utile al dilettevole... ma neanche di quello l'ombra.
Dopo il decimo negozio (e sapete quanto mi piaccia andare per negozi...! penitenza non si faceva per Pasqua??), comperiamo un paio di braghette GAP alla *modica* cifra di 9£, da bambina, taglia 18-24 mesi, convinti che possano anche essere piccole senza guastare la bellezza del pupazzo.
Fortuna che maglia e calzini ce li avevamo gia'.
STEP #2
Per una settimana disegnamo indefessamente pupazzi di neve, perche' chissa' se Tobia si ricorda quello fatto in Canada... e se sa minimamente cosa sia uno "snowman".
STEP #3
La recita e' alle 3.30 di pomeriggio, proprio quando avrei la revisione settimanale dei miei casi. Quindi, chiedo umilmente di uscire in anticipo e di spostare la telefonata. Per fortuna il TL e' appena rientrato dalle ferie ed e' magnanimamente disposto.
STEP #4
Corsa all'asilo. Arriviamo con qualche minuto prima. Ma qui un anticipo cosi' risicato equivale ad un mezzo ritardo (e non e' per via della smania di prendere la sedia in prima fila come si potrebbe pensare per questa circostanza). I genitori sono gia' tutti accalcati nella piccola aula. Ci posizioniamo dietro, vincino ad una coppia che conosco di vista, che mi dice di essere in posizione defilata perche' se la figlia li vede si mette sicuramente a piangere. In effetti, ad osservare bene, gia' molti bambini sono in braccio alla mamma o al papa'. Musi lunghi, "mocci" sotto il naso, lacrimoni... Alla fine anche Tobia ci nota e comincia a chiamare, implorare, disperarsi. Vado o non vado? Mi intrometto? Forse non e' il massimo dei confronti delle maestre... Alla fine mi chiamano e mi procurano una sedia vicino alle scene. Tobia continua a frignottare, piangere e tossire. Tossire, tossire, tossire... E come sa bene Gianca, tanta tosse stimola lo stomaco... Bah! Vomito trattenuto a malapena dalla mia mano, sciarpa maglia e pantaloni macchiati (suoi e miei).
Ci offrono le salviette per pulirci...
Tobia adesso sembra piu' tranquillo. Poi vede Antonio dall'altra parte della stanza e comincia a gridare "Papa', papa'". Al che glielo sbologno. [Antonio si lamenta perche' Tobia puzza un po'. Vuoi mettere come puzza la mia mano?!]
Inizia la recita...
Bambini intimiditi che non cantano e non ballano.
Un po' pietoso se giudicato oggettivamente. Le maestre mi fanno anche un po' pena. I genitori tamponano e apprezzano comunque, in contemplazione estasiata dei loro pargoli.
Antonio fa la sua parte. Quando tocca a Tobia, che non si scolla, lo invitano al centro della stanza e sta li' finche' finisce il jingle.
Il tutto dura complessivamente 20 minuti.
STEP 5#
A casa di corsa per la doccia e per lavare maglia e pantaloni perche' domani mattina altri 26 fortunati tra mamme e papa' assisteranno allo spettacolo.
E speriamo che si asciughi tutto in tempo record...
lunedì 15 dicembre 2008
New entries
Date sei mesi di tempo a vostro marito e vi dara' ragione.
Magari non proprio cosi' esplicitamente, ma a volte bisogna sapersi accontentare dei risultati.
A gennaio avremo l'asciugatrice, che per altro ci e' stata in parte finanziata dai buoni aziendali che Antonio ha ottenuto lavorando qualche sabato notte.
Cosi' niente piu' stendini che girano per casa una settimana e piu' tra salotto cucina e camere. Niente piu' umidita' indotta ma solo quella naturale della mattina che ti entra dagli spifferi delle finestre. E niente piu' 3 lavatrici concentrate al sabato per poter correre giu' alla lavanderia d'angolo e mettere tutto nell'asciugatrice del nostro amico indiano, che tra l'atro e' un personaggio interessante che studia informatica e lavora 10 ore ogni giorno facendo gli straodinari domenicali.
Dove la metteremo quando ce la consegneranno a Gennaio è una questione sulla quale vi darò risposta a tempo debito. Ovvero, a dilemma risolto.
Magari non proprio cosi' esplicitamente, ma a volte bisogna sapersi accontentare dei risultati.
A gennaio avremo l'asciugatrice, che per altro ci e' stata in parte finanziata dai buoni aziendali che Antonio ha ottenuto lavorando qualche sabato notte.
Cosi' niente piu' stendini che girano per casa una settimana e piu' tra salotto cucina e camere. Niente piu' umidita' indotta ma solo quella naturale della mattina che ti entra dagli spifferi delle finestre. E niente piu' 3 lavatrici concentrate al sabato per poter correre giu' alla lavanderia d'angolo e mettere tutto nell'asciugatrice del nostro amico indiano, che tra l'atro e' un personaggio interessante che studia informatica e lavora 10 ore ogni giorno facendo gli straodinari domenicali.
Dove la metteremo quando ce la consegneranno a Gennaio è una questione sulla quale vi darò risposta a tempo debito. Ovvero, a dilemma risolto.
martedì 9 dicembre 2008
giovedì 4 dicembre 2008
Periodicamente
Ormai scrivo con la stessa frequenza con cui arriva la lettera periodica dal Venezuela di Elisabbetta ed Eugenio. Cioe' ogni mese-mese e mezzo-due... con puntualità venezuelana! A scanso di equivoci, preciso che i contenuti sono nettamente piu' interessanti quando scrivono loro.
E appunto Elisabetta mi ha ripreso: e allora 'sto blog lo aggiorni o no?
E con lei Laura, che preoccupata mi scrive: nessuno post... tutto ok? state bene?
Di 6 settimane di silenzio mi posso giustificare subito per un paio, visto che ho passato 10 giorni letteralmente a letto, influenzata, e per un altro paio mi sono trascinata come potevo nella routine di tutti i giorni. E per il resto... Per il resto fate voi: scegliete tra un figlio ("Mamma, giochiamo!"), una casa da mantenere almeno decorosa, zero voglia di riaccendere il computer dopo otto ore di lavoro etc. etc.
Ci siamo anche fatti prendere per i fondelli da Claudia e Adam, lei una simpatica romanaccia e lui un tranquillo inglese, due bambini: Sam, 3 anni e mezzo, e Tim, 2, nato 2 giorni prima di Tobia anche se con rammarico mum&dad abbiano sottolineato che è un buon 5 cm più basso - tutti co' sta mania dell'altezza! Insomma, han capito che Tobia non è mai addormentato prima delle 9 e noi se possiamo per le 9.30 siamo già al Cinema Bianchini, quello "con la testa sui cuscini". "A raga' ...ma voi cheffate?!" (è romano questo?!). Sam e Tim sono a letto alle 7, così Claudia e Adam hanno le serata libera fino alle 11.30... Samba Rumba e Chachachà!!
Sarà questo lavoro, tutte rogne casini e medie da incrementare, sarà il clima... che ne so... ma noi alla sera abbiamo sempre un sacco di sonno. E se sonno manca, c'è sicuramente qualcosa dalla leggere dal titolo che suona tipo "Administration Guide" o "Protocol Specification", così tempo dieci minuti e sei comunque ammattito.
Venendo alla cronaca. Novembre si è aperto con un'intera settimana di fuochi d'artificio, tant'è che alla volta di mercoledì ci è venuto il sospetto che tutta questa euforia non potesse essere dovuta ancora ad Halloween. Indagando, è venuto fuori che il 5 Novembre è la Guy Fawkes Night anche nota come la Fireworks Night, ovvero la notte dei fuochi d'artificio. Il povero Guy Fawkes era un cattolico che insieme ad altri tentò nel 1605 di assaltare il Parlamento per protestare contro la corruzione del governo. Ma qui pensano che Dio debba salvare la Regina sempre e comunque. Quindi il poveretto ebbe la peggio non solo all'epoca ma anche nella memoria dei posteri da quattocento anni a questa parte. La ricorrenza prevede infatti che un fantoccio che lo raffigura sia bruciato in cima ad un falò, come da noi sa fa per la Befana. E il tutto ripetuto in vari quartieri e case per una settimana.
Sul curvone vicino all'ufficio, un negozio esponeva un grande cartello pubblicitario che prometteva sconti sui fuochi d'artificio. Jim (il mio collega canadese) e Paul (l'inglese) un giorno si chiedono come si riciclerà quel commerciante passato il 5. Suggerisco che Capodanno è vicino e c'è la possibilità di fare ancora affari. Jim mi guarda e mi spiega che qui non si usano fuochi per l'Ultimo perchè entro mezzanotte sono già completamente sbronzi e incapaci di festeggiare. Benon!
L'11 è poi stata ricordata la fine della Prima Guerra Mondiale. Siamo stati tutti invitati ad un minuto di silenzio in memoria dei caduti duranti il conflitto e a sostegno dell'impegno della Royal British Legion nelle azioni di pace in tempi più recenti. Questa giornata è conosciuta come Remembrance Day o Poppy Day, il giorno del papavero. Prendendo spunto da un poema che descrive i papaveri cresciuti sulle tombe dei soldati caduti in battaglia, il fiore è stato scelto come simbolo per la ricorrenza ed è distribuito gratuitamente nei giorni precedenti in forma di spilla di carta. E molti, davvero tanti, lo indossano.
Sempre a Novembre sono stata trasferita al piano superiore perchè altri team avevano bisogno di scrivanie per i nuovi assunti. Così niente più condivisione forzata dello stesso open space con Antonio.
Sono finita nell'ufficio più sporco che mi ricordi di aver visto, chiuso com'è stato per 6 mesi. In realtà c'è sempre stato il ragazzo dell'IT, quello che ci sistema pc, ma lui sembra incurante sia della polvere che delle persone che lo circondano, tant'è che non saluta mai...
Mosche stecchite a parte, sono ancora vicino alla finestra e apprezzo immensamente la tranquillità di una stanza con solo 6 persone che sono raramente al telefono.
Infine, Novembre si è chiuso con la nascita di Johannes il 30, il secondo bimbo della "zia Corean", l'ex childminder di Tobia. Evviva!
Buon compleanno a Federica (l'8/11), professionalmente parlando la mia mentore, per contenuti tecnici, approccio allo sviluppo e per un certo "stile" nel lavorare.
Auguri anche a 3/4 della famiglia Di Giovine (i "100% Guanareni": Eugenio il 9, Sara il 22 ed Elisabetta il 30)!
E appunto Elisabetta mi ha ripreso: e allora 'sto blog lo aggiorni o no?
E con lei Laura, che preoccupata mi scrive: nessuno post... tutto ok? state bene?
Di 6 settimane di silenzio mi posso giustificare subito per un paio, visto che ho passato 10 giorni letteralmente a letto, influenzata, e per un altro paio mi sono trascinata come potevo nella routine di tutti i giorni. E per il resto... Per il resto fate voi: scegliete tra un figlio ("Mamma, giochiamo!"), una casa da mantenere almeno decorosa, zero voglia di riaccendere il computer dopo otto ore di lavoro etc. etc.
Ci siamo anche fatti prendere per i fondelli da Claudia e Adam, lei una simpatica romanaccia e lui un tranquillo inglese, due bambini: Sam, 3 anni e mezzo, e Tim, 2, nato 2 giorni prima di Tobia anche se con rammarico mum&dad abbiano sottolineato che è un buon 5 cm più basso - tutti co' sta mania dell'altezza! Insomma, han capito che Tobia non è mai addormentato prima delle 9 e noi se possiamo per le 9.30 siamo già al Cinema Bianchini, quello "con la testa sui cuscini". "A raga' ...ma voi cheffate?!" (è romano questo?!). Sam e Tim sono a letto alle 7, così Claudia e Adam hanno le serata libera fino alle 11.30... Samba Rumba e Chachachà!!
Sarà questo lavoro, tutte rogne casini e medie da incrementare, sarà il clima... che ne so... ma noi alla sera abbiamo sempre un sacco di sonno. E se sonno manca, c'è sicuramente qualcosa dalla leggere dal titolo che suona tipo "Administration Guide" o "Protocol Specification", così tempo dieci minuti e sei comunque ammattito.
Venendo alla cronaca. Novembre si è aperto con un'intera settimana di fuochi d'artificio, tant'è che alla volta di mercoledì ci è venuto il sospetto che tutta questa euforia non potesse essere dovuta ancora ad Halloween. Indagando, è venuto fuori che il 5 Novembre è la Guy Fawkes Night anche nota come la Fireworks Night, ovvero la notte dei fuochi d'artificio. Il povero Guy Fawkes era un cattolico che insieme ad altri tentò nel 1605 di assaltare il Parlamento per protestare contro la corruzione del governo. Ma qui pensano che Dio debba salvare la Regina sempre e comunque. Quindi il poveretto ebbe la peggio non solo all'epoca ma anche nella memoria dei posteri da quattocento anni a questa parte. La ricorrenza prevede infatti che un fantoccio che lo raffigura sia bruciato in cima ad un falò, come da noi sa fa per la Befana. E il tutto ripetuto in vari quartieri e case per una settimana.
Sul curvone vicino all'ufficio, un negozio esponeva un grande cartello pubblicitario che prometteva sconti sui fuochi d'artificio. Jim (il mio collega canadese) e Paul (l'inglese) un giorno si chiedono come si riciclerà quel commerciante passato il 5. Suggerisco che Capodanno è vicino e c'è la possibilità di fare ancora affari. Jim mi guarda e mi spiega che qui non si usano fuochi per l'Ultimo perchè entro mezzanotte sono già completamente sbronzi e incapaci di festeggiare. Benon!
L'11 è poi stata ricordata la fine della Prima Guerra Mondiale. Siamo stati tutti invitati ad un minuto di silenzio in memoria dei caduti duranti il conflitto e a sostegno dell'impegno della Royal British Legion nelle azioni di pace in tempi più recenti. Questa giornata è conosciuta come Remembrance Day o Poppy Day, il giorno del papavero. Prendendo spunto da un poema che descrive i papaveri cresciuti sulle tombe dei soldati caduti in battaglia, il fiore è stato scelto come simbolo per la ricorrenza ed è distribuito gratuitamente nei giorni precedenti in forma di spilla di carta. E molti, davvero tanti, lo indossano.
Sempre a Novembre sono stata trasferita al piano superiore perchè altri team avevano bisogno di scrivanie per i nuovi assunti. Così niente più condivisione forzata dello stesso open space con Antonio.
Sono finita nell'ufficio più sporco che mi ricordi di aver visto, chiuso com'è stato per 6 mesi. In realtà c'è sempre stato il ragazzo dell'IT, quello che ci sistema pc, ma lui sembra incurante sia della polvere che delle persone che lo circondano, tant'è che non saluta mai...
Mosche stecchite a parte, sono ancora vicino alla finestra e apprezzo immensamente la tranquillità di una stanza con solo 6 persone che sono raramente al telefono.
Infine, Novembre si è chiuso con la nascita di Johannes il 30, il secondo bimbo della "zia Corean", l'ex childminder di Tobia. Evviva!
Buon compleanno a Federica (l'8/11), professionalmente parlando la mia mentore, per contenuti tecnici, approccio allo sviluppo e per un certo "stile" nel lavorare.
Auguri anche a 3/4 della famiglia Di Giovine (i "100% Guanareni": Eugenio il 9, Sara il 22 ed Elisabetta il 30)!
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