Noi...

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venerdì 29 febbraio 2008

Tanti auguri alla zia Marigilda!

Off to Canada

Domani mattina partiamo per il Canada. Le prime due settimane saremo a Waterloo (Ontario), dove c'è la sede della RIM. La terza settimana è di ferie. Però le temperature sono ancora proibitive per le mie speranze di girare.
Non so cosa potrò fare con Tobia mentre Antonio lavora. Per fortuna, il sito della biblioteca locale promette una bella struttura e pare che siano organizzate anche attività adatte a bambini della sua età.

Finalmente io e Tobia smetteremo almeno per un po' di cambiare letto e fuso orario con frequenza praticamente settimanale!

giovedì 28 febbraio 2008

Dottori e Farmacia

Questo è un post soprattutto per le zie Dottoresse e per le zie farmaciste. E ovviamente per chi è solo curioso...

Oggi ho portato Tobia dal medico. O meglio dai medici, perchè siamo stati assegnati ad un poliambulatorio. In base ai turni e alla disponibilità si viene visitati dall'uno o dall'altro medico.
Tobia aveva delle piccole bollicine sul corpo che sono risultate esser causate dall'acqua troppo dura della zona che gli ha disidratato la pelle.

Ci siamo fermati in farmacia a prendere la crema idratante che la dottoressa gli ha prescritto.
Ho aspettato cinque minuti buoni perchè mi fosse consegnato il pacchetto. (A casa è risultato che il pacchetto è stato chiuso con un adesivo indicante il nome del paziente e l'indirizzo. Inoltre, sul tubetto nella scatola è stato applicato un ulteriore adesivo con il nome del paziente e la prescrizione medica.)
Ho chiesto il conto, paventando una buona cifra, considerato che si trattava di una crema Aveeno e considerato il diverso costo della vita qui.
La farmacista mi ha detto che era GRATIS! Qui i ragazzi fino a 16 anni non pagano i medicinali.
WOW!

Sulla porta della farmacia campeggiava in bella vista la pubblicita della "morning after pillol". Anche quella è gratuita, fino a 21 anni.
Il problema delle gravidanze in adolescenza qui è molto frequente e lo stato si accolla l'onere di dare un vitalizio e una residenza alle ragazze madri. Forse per questo si cerca di fare tanta "prevenzione" (se di prevenzione si può parlare con la pillola del giorno dopo...). Però... che tristezza!

mercoledì 27 febbraio 2008

Visita alla RIM

Oggi ho conosciuto i colleghi di Antonio. Persone simpatiche. Soprattutto il suo capo. Ha ironizzato sugli episodi che hanno rivelato la vera natura del suo subalterno. Come quando, alla festa azienda natalizia, ha perso la giacca del completo del matrimonio, dimenticandola nell'hotel dove si è svolto il ricevimento...
Abbiamo pranzato a sbaffo della T-mobile, che ha offerto un rinfresco per ringraziare l'azienda del lavoro fatto.

A proposito... La Research In Motion ha scelto come acronimo una parola che nello slang indica una pratica sessuale...
Inoltre, l'azienda offre ai clienti due modalità di servizio: il BES e il BIS.
Della serie che per avere successo bisogna prendere la vita con spirito e leggerezza!

martedì 26 febbraio 2008

Auguri a Caterina!

Auguri alla piccola Caterina (26.12.2007) per il suo secondo compimese da Tobia, il cuginetto in pectore!!!
(Manca la foto perchè papà Nicola non ce l'ha ancora mandata...)

lunedì 25 febbraio 2008

Domenica in famiglia Gallina

Ieri, grande pranzo in famiglia da Cecile e Lino Gallina. Per chi non lo sapesse, mia zia Laura ha sposato il fratello di Lino, che appunto è mio zio Giorgio.
C'era anche Metthew con la fidanzata Kate. Alex, il secondo figlio, era a vedere il Totenham.
E' stato davvero un pranzo piacevole, in un clima molto familiare. Per me è stata anche l'occasione per parlare un po' di inglese e per rivedere la loro magnifica casa, dove ero stata ospitata 7 anni fa di ritorno da Manchester.
Lino e Cecile (che è francese) sono delle persone squisite che forse ricordano i loro primi anni in terra straniera e per questo - o forse solo perchè è nel loro carattere gioviale - sono molto premurosi nei nostri confronti e lo sono stati soprattutto con Antonio nei suoi primi mesi di permanenza qui, in solitaria.
Quando verrete a trovarci (spero presto!) e vi accomoderete su una delle due poltrone blu del salotto, sappiate che ce le hanno regalate loro!
Date anche un'occhiata al sito di Cecile (http://www.cegalart.com/), dove potrete ammirare i quadri che lei stessa dipinge. Enjoy!

domenica 24 febbraio 2008

CIPRO: DIARIO DI VIAGGIO - Dal 3.2.2008 al 10.2.2008

L'itinerario
Domenica 3: arrivo a Paphos
Lunedì 4: da Paphos a Polis e ritorno
Martedì 5: rovine e mosaici di Paphos e visita di Limassol
Mercoledì 6: attraversamento dei Trohodos (con tappa ai vari monasteri e chiese bizantine) e arrivo a Nicosia
Giovedì 7: visita di Nicosia; matrimonio di Hee Jeong e Stelios e ricevimento
Venerdì 8: Larnaka, Moschea di Tekke, Pafo Leftarka, Chappelle Royal; ritorno a Nicosia per la cena del matrimonio
Sabato 9: costa tra Limassol e Paphos; cena da Erato
Domenica 10: altro giro per Paphos; cena da Erato; ritorno a Londra

Le impressioni
Il viaggio nel complesso non è stato entusiasmante, ma -piuttosto- lo definirei interessante, sotto molti aspetti. Siamo stati favoriti e al contempo penalizzati dall’essere in bassa stagione. Probabilmente c’erano meno turisti rispetto ai mesi estivi, ma abbiamo trovato alcune mete chiuse.

Senza dubbio le cose più belle che abbiamo visitato sono state le rovine e i mosaici romani di Paphos e la zona dei Trohodos, con i tanti monasteri e le numerose piccole chiese di epoca bizantina, tutte in pietra esternamente e affrescate internamente. Restano aperte a discrezione del custode che può essere contattato via telefono. Avendo però organizzato il tour con pochissimo anticipo e non potendo prevedere che ritmi avremmo sostenuto con Tobia al seguito, non abbiamo potuto provvedere in anticipo e spesso abbiamo trovato chiuso.

La sensazione è che i Ciprioti stiano puntando poco sul turismo culturale: i siti archeologici sono poco curati e spesso le indicazioni stradali assenti. Al contrario, soprattutto nella zona costiera, stanno investendo tantissimo sul turismo occasionale che sceglie gli hotel “all inclusive” per trascorrere una o più settimane stanziali al mare oppure sugli stranieri che acquistano lì la seconda casa, primi tra tutti gli inglesi che trovano convenientissimi i prezzi degli immobili.

Nicosia
Discorso a parte merita Nicosia. Capitale moderna e caotica fuori dalla mura (veneziane) e fatiscente centro storico al loro interno, dopo la caduta del muro di Berlino la città ha il triste primato di essere l’ultima capitale divisa in due: a Nord la parte turca, a Sud quella greco-cipriota. La circolazione di persone da uno stato all’altro sembra diventata una possibilità più facile negli ultimi anni. Ma lungo la “Linea Verde” che taglia la città longitudinalmente ci sono ancora presidi di guardia dell’esercito greco e zone cuscinetto gestite dall’ONU.
Camminando lungo i vicoli chiusi dalle barricate uno si sente dentro alla storia più di quanto quotidianamente non realizzi di essere (“La storia siamo noi…”). Benché geograficamente asiatica, Cipro fa parte dell’Unione Europea e dall’inizio di quest’anno è stato introdotto l’euro.Vien da chiedersi il senso di tutto questo dal momento che un qualsiasi atto di violenza tra le due fazioni pare impossibile in un contesto così occidentalizzato ed europeo. Eppure il confine c’è.
Forse ho vissuto questa situazione con più angoscia io di un comune cittadino cipriota: alle spalle di un presidio greco-cipriota campeggiava la scritta "Nothing is gained without sacrifices and freedom without blood"... Comunque, registro che in una settimana ho visto più bandiere greche che cipriote. Strana la volontà di questo popolo che ottenuta l’indipendenza dalla Gran Bretagna, avrebbe preferito l’annessione alla Grecia.
Oggi, pare che l’annessione alla Grecia non sia così caldeggiata dalle nuove generazioni. Ma di fatto nell’isola esiste un dialetto derivante dal greco antico, benché tutti parlino anche greco e inglese. Economicamente, invece, è piuttosto evidente che Cipro sia fortemente legata alla Gran Bretagna. C’è di fatto questa strana eppure chiara commistione di indipendenza e dipendenza dalla Grecia sotto il profilo culturale e dall’Inghilterra sotto quello economico.

Il matrimonio
Anche il matrimonio di Hee Jeong e Stelios ha rispettato questo mix di culture.
L’autoctona ovviamente non è lei, che è invece originaria della Corea. I due si sono incontrati studiando a Manchester, dove li ho conosciuti anch’io. Adesso vivono vicino a Londra, un po’ più a nord di noi. In aggiunta la madre di lui, la signora Tina (una cordialissima ed esplosiva signora), è americana.
Il matrimonio è stato impostato secondo la tradizione cipriota, con appunto qualche contaminazione orientale. La cerimonia secondo il rito ortodosso (lei è cattolica) è stata molto suggestiva, molto cantata. I momento più coinvolgente è stato quando il celebrante ha incoronato gli sposi con due corone bianche legate da due fiocchi a simboleggiare l’unione e la dipendenza reciproca.
Durante la Messa eravamo circa un centinaio e ci siamo chiesti dove fossero le migliaia di persone annunciate nell’invito dagli sposi. Ritornati all’albergo per il ricevimento e il saluto agli sposi abbiamo trovato una discreta quantità di gente già in coda. Al ché, data l’ora, abbiamo deciso di procedere a sfamare Tobia e di accodarci in un secondo momento. Per TRE ore la coda è stata irremovibilmente ferma alla stessa lunghezza, con gente che arrivava solo per salutare gli sposi. Alle 22, ultimi con gli amici ritrovati di Manchester, siamo finalmente riusciti nell’intento di congratularci con la coppia. Sono state stimate circa 3000 presenze!
Deduco che questa sorta di ricevimento molto comune a Cipro sostituisca le visite che da noi si fanno precedentemente alle nozze per consegnare i regali.
Alla cena del venerdì, Hee Jeong si è presentata con uno splendido abito alla coreana. Abbiamo mangiato a buffet, quindi rispetto ai nostri pranzi di nozze in modo più informale.
Dopo un altro cambio di abito si sono aperte le danze, che sono proseguite fino a tarda notte. Ce ne siamo andati abbastanza presto perché era la prima sera che lasciavamo Tobia in custodia ad una baby-sitter e iniziare con una sconosciuta che non spiaccica una parola di inglese (unica nell’isola, credo!) non dà la massima tranquillità!

Erato e la sua famiglia
Come da programma, abbiamo cenato per due sere da Erato, una ragazza trentacinquenne conosciuta in aereo all’andata. Suo figlio Marcos (9 anni) ha intrattenuto Tobia per tutto il viaggio. GRAZIE MARCOS!
Erato e il marito Mario hanno una famiglia che ha qualcuno di voi piacerebbe molto (alla zia Gilda, a Laura V., ad Eugenio ed Elisabetta). Hanno 4 figli di 13,11,9 e 7 anni. Questo significa che lei alla mia età, li aveva già tutti! Inoltre, nei weekend ospitano una ragazzina scozzese trasferita da qualche anno sull’isola con la mamma. La ragazzina vuole essere considerata la “numero 2”…e questo la dice lunga sul rapporto che ha instaurato con la famiglia. Erato non ha rinunciato alla sua attività di capo scout né al lavoro in posta, e il marito le vieta una donna delle pulizie…
Sono stati molto ospitali e gentili con noi. Peccato solo che speravamo di mangiare alla cipriota. Invece la prima sera hanno procurato dei kebab take-away e la seconda sera hanno preparato… pasta!
Nella foto siamo tutti assieme, con la cuginetta Michelle.

La chicca del viaggio
Come ho già spifferato ad alcuni, la chicca del viaggio ha avuto come protagonista Antonio. La sera prima della partenza, molto diligentemente, si è preoccupato di preparare a Tobia il pranzo per l'indomani. Vedo che prende una forchetta e gli ricordo che i controlli a Heatrow sono molto severi, quindi gli chiedo di scegliere una vecchia forchetta che non sia del servizio di tutti i giorni, di modo che se ce la sequestrano non sia una grossa perdita.
Arrivati in areoporto, imbarcati i bagagli, decidiamo di dar da mangiare a Tobia prima di passare i controlli. E Antonio candidamente mi dice: "Oh! Mi sono tenuto il coltello!". Il coltello?!?!? Se mi sono fatta scrupolo della forchetta, men che meno vado a pensare che prenda un coltello...
Lo gettiamo preventivamente prima che ci blocchino al controllo. Ci sequestrano anche la forchetta.
Inutile precisare che il coltello era di un servizio da sei, ora da cinque...!
Al ritorno, a Paphos, un signore di mezza età viene malamente bloccato perchè nel bagaglio a mano ha una bottiglia di liquore. Commento che la guardia avrebbe potuto essere più cortese. Replica di Antonio: "Sì... ma... come se la gente non viaggiasse mai e non conoscesse le regole!"
No comment!

Le foto
Antonio ha pubblicato altre foto della settimana cipriota nel suo sito, all’indirizzo:
http://www.antonioepifani.com/img/Holiday/Cyprus08/index.html

venerdì 22 febbraio 2008

Quando lo sport non fa bene alla salute

Quando sono arrivata a gennaio Antonio si era preso l'influenza. Questa volta ha rimediato una pallonata in faccia nella partita di calcetto organizzata in pausa pranzo. E' letteralmente rimasto a bocca aperta, nel senso che non riesce a chiuderla del tutto.

Nel pomeriggio ne abbiamo approfittato per farci un giro conoscitivo al pronto soccorso di Ashford. Su consiglio di Aldaisir (il collega scozzese) ci siamo precipitati il prima possibile, per evitare l'orda degli ubriachi che il venerdì sera affollano la sala d'attesa dopo aver subito incidenti di varia natura.
In effetti ce la siamo cavata velocemente. Il responso è stato che la mandibola si sistemerà da sola.

L'esperienza ha rafforzato il nostro status di emigranti/immigranti. Una certa diversità culturale è motivo di orgoglio, soprattutto in fatto di pulizia e senso civico. Ma al momento restano le difficoltà di integrazione, come la comprensione di un sistema sanitario sconosciuto.

giovedì 21 febbraio 2008

Back Home

Eccoci di nuovo a casa, quella di Staines, dopo una settimana a casa, quella di Montebelluna.
Sono stati giorni molto intensi. Mi è parso di giocare a Tetris per riuscire ad incastrare quanti più appuntamenti possibile ottimizzando i tempi e le risorse senza dimenticare di sistemare casa Ceccato.
Tobia si è portato in Italia la sesta malattia. Le ipotesi più temute sono che se la sia presa nella mezz'ora di visita esplorativa al nido (quindi, cosa potrebbe comportare una frequentazione più lunga e assidua?!) o per via di quella considerazione sussurrata a mezza voce qualche giorno prima con la quale constatavamo che in 17 mesi non si era mai ammalato... Come non sapessimo che queste cose non vanno neanche pensate!
Comunque è stato meglio poter comunicare col suo pediatra, in italiano.

Sono ripartita piuttosto stanca, ma è stato un immenso piacere poter vedere così tanti e affezionati amici. Mi spiace non aver accontentato tutti (la zia Marika, lo zio fra'Marco, la zia Rosanna e la zia Monica), ma ho davvero fatto del mio meglio...
Con chi sono riuscita a vedere ho passato dei momenti molto piacevoli. Un incontro fugace ma inderogabile con la zia "Caia", che ha intelligentemente capito la mancanza di tempo. Una serata che avrei voluto non terminasse con la zia Chiara (GO CHIARA!!! GO!!!) e lo zio Samu. La chiacchierata con Cinzia e Nicola, a cui vanno tutti i miei auguri per i loro progetti di coppia. Un'ora al telefono e un pranzo rilassante con la zia Laura -prodiga di consigli e prestiti come sempre-, l'affettuoso Pietro e il sorridente Paolo. Una chiacchierata-sfogo con la zia Michela, che ha pazientemente ascoltato. La visita di zio Nicola e dell'immancabile Mirko. Un vassoio di pizzette in ufficio che è stato un rinnovato e sofferto saluto agli AtWorkUsers, che sono stati dei colleghi eccezionali ma per fortuna restano degli ottimi amici anche dopo il mio licenziamento.
A tal proposito, riflettevo che sia io che Antonio abbiamo avuto la fortuna di essere sempre circondati da persone molto care. Penso non solo agli amici -che in una qualche misura ci siamo scelti-, ma anche alle conoscenze maturate in contesti solitamente più formali, in cui non è così scontato creare dei rapporti di amicizia autentica, come appunto l'ambito professionale.

L'altra riflessione sui miei amici è che ho visto tutti molto consapevoli e attenti al loro futuro professionale e non. La considerazione vale ancora di più per chi conosco da tanto tempo (Chiara, Marika, Nicola, Michela...), che nel corso degli anni si sono trasformati in adulti dai caratteri forti e dalle personalità interessanti.

Mi mancherete...

domenica 17 febbraio 2008

Sara


Ho una figlioccia!!!
Oggi, nella Chiesa di Santa Maria del Sile, Sara ha celebrato la Santa Cresima, ricevendo il dono dello Spirito Santo. Al suo fianco c'ero io...
Non vi nascondo una certa trepidazione: è un po' come avere guadagnato una figlia, con le responsabilità e le gioie che comporta l'essere genitore.
Eccoci di fronte a quella che si rivelerà un'ottima torta!

Benvenuto Antonio!

Stamattina, con qualche giorno di ritardo, è nato Antonio!
Un abbraccio a mamma Fabiana e papà PierLuigi, un bacio speciale e tutta la mia solidarietà da sorella maggiore a fratello maggiore a PierFrancesco

sabato 16 febbraio 2008

Tobia fa tanti auguri allo zio Nicola Sansonetto (16.02.1976)!

giovedì 14 febbraio 2008

A casa!

Siamo arrivati a casa, io e Tobia!
Ci fermeremo un settimana. Domenica infatti verrà celebrata la Cresima di Sara, a cui farò da madrina.
Spero sarà anche l'occasione per vedere tanti di voi e per sistemare le tante pendenze lasciate in sospeso alla partenza e il disordine a casa Ceccato.
Avanzate ancora il resoconto del viaggio a Cipro. Non mancheremo! Stiamo elaborando...

martedì 12 febbraio 2008

First Week

Amici carissimi, eccoci!

Ieri era il primo febbraio. Pierobon festeggiava il suo ingresso nella nuova decade dei 30, ma meglio non chiedersi né dove né come (scherzo… auguri!) e io e Tobia invece la prima settimana in Gran Bretagna.

Precisiamo subito che noi non siamo a Londra ma a Staines, nell’area che ci chiama Surrey e confina con quella di Londra. Siamo a mezz’ora abbondante di treno dalla stazione dei treni più vicina di Londra. Da lì, poi, il tempo necessario per raggiungere altri punti della città varia di molto.
Comunque, nel bene e nel male, non stiamo a Londra.

E’ passata una settimana e sembra già una mezza eternità, come dice il buon vecchio Christian, il cui futuro tetto coniugale non si sa se reggerà con una nuova porta su un muro portante.
Da Capodanno in poi, la partenza si è avvicinata inesorabilmente carica di sentimenti contrastanti, zittiti dalle mille incombenze da portare a termine. (Obbiettivo peraltro fallito in parte. Ma siamo comunque partiti.)
La mia incommensurabile fortuna è stato il supporto di nonna Marica e nonno Enzo, che non solo hanno fatto i nonni a tempo pieno ma con impareggiabile e impagabile fantasia si sono ingegnati a darmi una mano in mille modi, sopportando anche qualche crisi di sconforto e qualche imprevisto.
Non è stato facile lasciare il noto ambiente di casa, con tutte le sicurezze e i punti di riferimento che danno tranquillità, soprattutto avendo un bambino. Ma dall’altro lato, alla vigilia della partenza c’era la curiosità di scoprire la nuova sistemazione britannica e una buona dose di fatalismo: prima avessi preso quel benedetto volo, prima avrei superato il momento angoscioso del distacco.

Vi ringrazio tutti di esservi fatti vivi o presenti in modi diversi ma tutti affettuosi. L’ultima serata di pizza&chiacchiere con le zie Caia&Manga, ancora incredule, e con lo zio Nicola. La cena coi colleghi organizzata da Vera. La voce commossa della zia Laura V. (Laura Frati in famiglia perché conosciuta tramite fra’Marco e fra’Vanni), che si rammarica per la nostra lontananza. La pizza a casa De Pieri colle principesse e la cena da Giuliana e Valentino, che nonostante i mille impegni sono tra gli amici più presenti e accorti. E ancora le telefonate e gli sms che non sono riuscita a contare… Avanza ancora la grigliata di Mr.Moreno (!!!), ma sono rimasta veramente sorpresa che così in tanti vi siate fatti vivi e mi sono sentita molto coccolata da questa vostra vicinanza.
Devo ringraziare perfino Mirko che si è presentato il giorno prima della partenza alle 5 del pomeriggio… Io nel più totale caos di cose ancora da sistemare per svuotare l’appartamento della nonna, sull’orlo della più nera crisi isterica. Il primo pensiero nel vederlo è stato chiedersi con che coraggio si presentava lì: doveva pur immaginare la situazione. Poi, facendo di necessità virtù, la sua visita si è rivelata provvidenziale, perché mi ha aiutato – costretto!- a portare giù gli scatoloni lungo i tre piani di scale e a finire la bottiglia da 2 litri di Pepsi, scongiurando che la dose eccessiva caffeina che mi sarei dovuta ingurgitare da sola peggiorasse il mio già precario equilibrio.

Procedendo con ordine… Il volo ha avuto un’ora e mezza di ritardo, la maggior parte del tempo trascorso in aereo, già imbarcati. Per fortuna c’era poca gente – un 30 o 40 persone -, così ho potuto lasciare che Tobia si muovesse più liberamente su e giù per l’aereo. Ha fatto il ruffiano con una coppia asiatica e – benedetti loro – si è sfibrato a tal punto che una volta decollati…lui è crollato!
Arrivati a Heatrow la faccenda più complicata è stata gestire il carrello colle valigie con una mano, il passeggino a traino nell’altra e controllare che Tobia procedesse con passo spedito e non restasse dall’altra parte delle porte scorrevoli!
All’uscita Antonio stava ingannando l’attesa giocando col suo blackberry e non ci ha neanche notati. (Chiederò a Ferrara di lanciare una moratoria contro l’aggeggio infernale.) Quando finalmente ha avvertito la nostra presenza, Tobia lo ha chiamato “Papà” e così lui si è del tutto dimenticato di salutarmi…
Per inciso, è stato solo l’inizio della storia, nel senso che per fortuna Tobia sta molto volentieri con Antonio, lo chiama e lo cerca per il bagnetto. Noi due invece ci accusiamo reciprocamente e più o meno bonariamente di essere troppo abituati a vivere da soli.

Sabato abbiamo fatto un primo giretto esplorativo per Staines, che si è ripetuto anche domenica pomeriggio in compagnia di Stefano che è stato qui a pranzo. Lui sì mi ha riservato una bella accoglienza, dimostrandosi l’amico affettuosissimo e prezioso di sempre, oltre ad essere la persona grazie alla quale Antonio è arrivato qui.

Ormai ho capito come raggiungere il centro seguendo le due direttrici principali, ovvero la strada e il percorso pedonale lungo il Tamigi: ci si mette circa 20-30 minuti.
Il percorso lungo il Tamigi è piacevole, costeggiato da case grandi e facoltose. In particolare, sulla sponda opposta ci sono vere e proprie ville, con tanto di barca ormeggiata di fronte, per raggiungere Londra via acqua.
Noi abitiamo in una zona più modesta ma tranquillissima, con un piccolo campo vicino che sa proprio di campagna inglese. E’ tutto molto British! Stiamo nell’unico palazzo a 3 piani della zona, circondato da abbinate e singole di un paio di piani, tutte con giardinetto più o meno curato.
Mi è parso di intuire che ci siano residenti più o meno ricchi. Lo inducono a pensare lo stato di manutenzione delle abitazioni ma anche l’arredamento interno. Tutte le case sono dotate di enormi finestre (direi delle dimensioni delle vetrine dei negozi), forse per catturare tutta la luce possibile. Quindi è facile osservare il mobilio dei salotti, se non gli inquilini che leggono il giornale seduti in poltrona! Da precisare che le suddette finestre, come nessuna del resto, non hanno mai balconi o persiane o inferriate. Inoltre, i portoni in genere non sono molto robusti. Il nostro ingresso è costituito da una porta a vetri… Qui si fidano. Pare che il problema dei ladri sia inesistente…
Tobia ha imparato a riconoscere il rumore degli aerei perché siamo vicini e Heatrow e a dire “cocca” (=oca) perché vediamo un sacco di oche anatre e cigni che nuotano nel Tamigi. Ci sono anche parecchi scoiattoli, ma è più difficile farglieli notare. Altra attrazione che lo incuriosisce sono i numerosi vogatori del vicino centro di canottaggio.

Il resto della settimana è trascorso veloce. Antonio ha celebrato il nostro arrivo stando male due giorni. Sarà stata la troppa emozione di averci di qui (?!) o forse ha solo pensato di non abbandonarci subito a lunghe giornate da soli. (Il lunedì e il mercoledì frequenta un corso di inglese e sta via fino alle dieci di sera.)
Comunque, poi, io e Tobia ce la siamo cavata egregiamente. L’appartamento è quanto mai lindo perché mi obbliga a quotidiane pulizie con l’aspirapolvere, che in assenza della scopa si è rivelato un sostituto apprezzabile.

Nel complesso le prime impressioni sono buone. Per mia fortuna il tempo di questa settimana - ad esclusione di giovedì - è stato soleggiato anche se fastidiosamente ventoso (ma del resto non poteva esserci sole senza vento). Dovremmo preoccuparci seriamente per le condizioni climatiche del Pianeta se in una settimana qui è piovuto una sola sera…

La casa è bella e spaziosa (forse perché è ancora vuota?!), in buone condizioni. Ovviamente non c’è il bidet e il fornello porta ancora le tracce dei precedenti inquilini, nonostante tutti i nostri sforzi, di Antonio in particolare.
Il centro di Staines non è un granché: un po’ squallido. Negozi e poco altro. Si dividono equamente in negozi di basso livello gestiti da asiatici e grandi punti di distribuzione delle principali catene che si trovano in centro a Londra (WaitRose, Tesco, Debenham etc.). Siamo costretti ad andarci per la spesa. La biblioteca purtroppo è modesta. A me basterebbe, nel senso che volendo penso di averne per un po’ da leggere. Ma niente ludoteca per Tobia... Non solo niente di comparabile con quella di Montebelluna dalla quale siamo stati “viziati” negli ultimi mesi, ma proprio niente. C’è la sezione dei libri per ragazzi e bimbi, ma è inserita nel resto della biblioteca ed è adibita a sola lettura.
La gente è cordiale. Sicuramente avere un bambino aiuta a scambiare qualche battuta per la strada e a facilitare i contatti. Abbiamo conosciuto una bimba che vive all’inizio della nostra via. Ci ha scoperti a guardare i pesci nella pozza del suo giardino, così dalla finestra ci ha mostrato il suo persiano e l’indomani ha aperto la porta per presentarci anche il cane, col risultato che la madre ci ha invitati prossimamente per un the o un caffè (buona la prima, penso sia meglio!)

Ancora qualche nota.
Faccio ancora molta fatica a capacitarmi del diverso modo di guidare. Mi aspetto sempre macchine da tutte le parti!
Al supermercato mancano totalmente: il sale grosso, la pastina da minestra e l’acqua distillata. Mah!
Qui – almeno in zona Staines – i rifiuti si dividono solo in riciclabili (carta e plastica nello stesso bidone) e rubbish generici (tutti gli altri). Anche questo desta un po’ la mia perplessità.
Ci siamo informati per il nido in vista del mio ritorno al lavoro. I prezzi sono altissimi: la retta supera le mille sterline al mese. L’unico conveniente è quello parrocchiale, ma è del tutto inconciliabile come orari con un qualsiasi lavoro, perché è aperto solo dalle 9 a mezzogiorno.
Decideremo il da farsi.

Domani partiamo per Cipro. Ci aspetta una settimana di ferie, sperando che Tobia ci consenta di vedere le tante cose segnalate dalla guida. Giovedì e venerdì siamo al famoso matrimonio tra la nostra amica coreana e il fidanzato cipriota. Rito ortodosso che si preannuncia molto suggestivo, ricevimento con 2000 invitati per salutare gli sposi, cena e festeggiamenti vari venerdì.

Ci sentiamo al nostro ritorno!