Constato da tempo che Mattia aggiorna il suo blog (vedi lista di link a destra) con frequenza molto minore da quando Elena e Michele lo hanno raggiunto in Irlanda.
Sospettavo che anche a me sarebbe successa la stessa cosa. E cosi' e' stato... inevitabilemente.
Impossibile recuperare tutto quanto accaduto nell'ultimo mese, quindi tanto vale partire dal fondo.
Forse mi è sfuggito di dirlo a qualcuno... nonostante la notizia credo sia stata sparsa a destra e a sinistra con profusione di dettagli, dubbi e preoccupazioni, annessi e connessi. Ma, se appunto di fosse qualcuno che ho trascurato, rendo noto a tutti che ho ripreso a lavorare.
Lavoro in
RIM, la stessa azienda in cui lavora anche Antonio. Diverso il team.
Sintetizzando, dopo una serie di colloqui e di offerte, ho deciso di abbandonare la professione dello sviluppatore domino per ... per ... per ... non lo so! O meglio non ne avevo la minima idea quando ho accettato questo posto. Adesso, a distanza di due settimane, sto cominciando a comporre qualche tassello.
Diciamo che accettare questo posto è stata una scelta fatta, prima che per la mia carriera professionale, per convenienza personale, per riuscire a gestire con piu' facilita' Tobia, non avendo nessun supporto nei paraggi (una nonna per esempio!).
Se si rivelera' una scelta anche professionalmente valida, solo il tempo potra' dirlo. Diciamo che e' molto comoda, perche' sia io che Antonio lavoriamo nella stessa sede, a pochi chilometri da casa (anche se il traffico non perdona). A dire il vero, lavoriamo addirittura nella stessa stanza, un open space con un centinaio di persone, quindi piuttosto grande. Solo che, fatalita', siamo finiti per essere ai lati opposti del corridoio che divide la stanza, ma alla stessa altezza, quindi fondamentalmente ci possiamo vedere/guardare/controllare in ogni momento! Fortunatamente abbiamo poco tempo per concederci questi check.
In ufficio circolano gia' battutine in merito. Visto che il gruppo di Antonio, attraverso i senior, i membri con maggiore esperienza, passa al mio alcune richieste di intervento, alcuni dei senior si sono resi disponibili a inotrare richieste di Antonio quali: "
Honey, can I go to the pub tonight?!"
Peggio che peggio, il team a Egham e' nato quest'anno come una succursale del team principale dislocato a Waterloo, in Canada, dove fisicamente risiede il mio capo. A causa del jet lag la mattina lui non e' mai disponibile, quindi il mio responsabile "locale" in UK e' il capo di Antonio (la stessa persona che mi ha proposto per il posto).
ADESSO SONO IN CANADA, da domenica scorsa a venerdi' della prossima settimana, per una due settimane di training. Sono venuta a conoscere i miei colleghi (qui sono una quindicina), il mio capo e il suo responsabile, i due che mi hanno fatto il colloquio.
Il team e' molto giovane. Il mio capo ha 29 anni e pare un ragazzino. Da un punto di vista tecnico mi pare molto in gamba, ma su certe cose e' caratterialmente un po' troppo riservato e forse un po' "crudo", carente di una certa esperienza di vita per fare il team leader. Forse la pecca che gli imputo e' di non essere attento a fare gruppo. Ammetto che in questo sono stata un po' viziata dall'esperienza in At Work, dove lo spirito di collaborazione e l'amicizia che ci lega e' un valore aggiunto di prima qualita'.
I ragazzi qui sono giovani (forse di poco, ma penso di essere tra i piu' vecchi!), ma hanno gia' diversi anni di esperienza e l'ambiente e' molto competitivo.
Sono contenta di essere dislocata in Inghilterra, perche' li' il gruppo e' tutto da creare (siamo in tre) e di conseguenza anche le abitudini (mi riferisco soprattutto ai ritmi e agli orari, che in questo momento per me sono una questione delicata)
Trovo difficolta' soprattutto a rapportarmi con una realta' molto piu' grande di quella a cui ero abituata. Pare strano, ma questo condiziona molto sia i rapporti che il lavoro. A parte le lungaggini burocratiche (settimane per ottenere una password, approvazioni richieste per qualsiasi cosa, anche solo per avere uno zaino per il portatile), e' difficile sapere chi e' responsabile di cosa. Si frammentano e moltiplicano le informazioni, si distribuiscono i compiti e si perde la visione complessiva della faccenda (che per un prodotto come questo e' una storia molto complicata!) . La filosofia in At Work era quella di essere responsabili di tutto lo sviluppo di un'applicazione, dall'offerta fatta al cliente fino alla consegna del prodotto finito. Qui e' l'esatto opposto. Il mio ruolo e' quello di dare supporto ai clienti che riscontrano problemi legati allo sviluppo del prodotto. Cio' significa che devo dare risposte sul funzionamento di codice che non ho scritto. E c'e' gente altra che scrive la documentazione sullo stesso codice. La mia idea e' che nessuno meglio del pool degli sviluppatori potrebbe farsi carico di questi compiti, eppure e' altrettanto evidente che non puo' essere cosi' perche' la mole di lavoro per loro sarebbe ingestibile. Tutto e' quindi organizzato su una serie di controlli incrociati, in modo che la risposta data all'utente finale sia quella corretta.
Ricevo una media di 200 mail al giorno (impossibile leggerle tutto, e questo e' un vero paradosso). Se uno si fa carico di un problema, tutti continuano a ricevere in copia tutte le email inviate e ricevute per quel caso, e di conseguenza si e' potenzialmente sempre controllati.
Insomma, e' tutto un sistema diverso a cui mi devo abiutare, oltre alle conoscenze nuove che devo acquisire. Fondamentalmente, spero che mi piaccia almeno un po', ma soprattutto spero di esserne all'altezza.
Onestamente non mi sono neanche posta il problema se sia una tecnologia valida. (Posso dirvi che mensilmente allo stato attuale sono installati 4000/5000 nuovi server BES e venduti 300K Blackberry.) Lo reputo un lavoro NON socialmente molto utile, ma il migliore per il bene di Tobia in questo momento.
TOBIA...Tobia mentre lavoro sta con una "chilminder". Il termine indica le signore che in Inghilterra fanno le baby sitter di professione, badando a diversi bambini in casa propria. Sono certificate dallo stato.
Quella che abbiamo scelto e' un'adorabile signora sudafricana che ha un amore bambino di 15 mesi ed e' incinta. Terra' Tobia fino a settembre, quando iniziera' l'asilo. L'abbiamo scelta forse perche' -non essendo inglese- corrispondeva meglio alle nostre aspettative in termini di pulizia, di alimentazione, di igiene, di educazione etc.etc.! Siamo molto contenti, anche se la prima settimana e' stata molto dura perche' Tobia ha pianto sia quando lo lasciavamo sia quando lo andavamo a riprendere... cioe' per una settimana lo abbiamo sempre e solo visto piangere, stanco e stravolto dai nuovi ritmi. E' stata una piccola rivoluzione familiare...
Adesso, stando alle notizie che ricevo, sembra piu' contento, anche perche' fa un sacco di belle cose: frequenta la biblioteca, i playgroup, ascolta musica, balla, gioca un sacco...
Pare anche che lui e Antonio si stiano divertendo un sacco in mia assenza, avendo finalmente la possibilita' di stare un po' da soli. Per gli addetti ai lavori, Antonio si definisce il mio
CLUSTER PASSIVO, nel senso che solo in caso di
MAMMA UNAVAILABLE Tobia ricorre al papa'!
Comunque - a parte qualche piccolo inconveniente organizzativo - se la cava egregiamente e se si coccolano vicendevolmente. Tant'e' l'altra sera hanno dormito insieme sul lettone!
A me mancano... ma questo non e' un loro problema!!!