Noi...

Noi...
New Pics!!

mercoledì 14 dicembre 2011

Italiani vs Britannici

L' articolo mi e' stato segnalato dal solito collega (due in realta') che vuole fare un po' lo spocchioso...

Devo ammettere che e' tutto cosi' vero... Ricordo ancora che -in visita in Italia in pieno inverno- mia zia e' andata da mia mamma tutta preoccupata a farle notare che Tobia non portava la canottiera. (Giustificazione: che senso avrebbe se all'asilo li lasciano in maglietta?! Sara' pur meglio che si abitui agli usi e costumi locali!)

Credo di aver citato recentemente l'amica che -come tutte le inglesi- non si asciuga i capelli, come l'altra amica che si e' stizzita perche' la suocera italiana le ha regalato un phon (immagino nella vana speranza di salvaguardare soprattutto i nipoti). Perche' il colpo d'aria in Inghilterra non esiste.
Certo invece che tanto gli Inglesi sono impavidi nel freddo, tanto sono terrorizzati dal caldo... Al minimo accenno di un raggio di sole primaverile si coprono di crema solare.

Per quanto ci riguarda,leggendo il resoconto, Antonio si e' vantato di essere quello meglio acclimatato, visto che adesso usa la T-shirt anche d'inverno. Il che -ahime'- e' vero. Io ho sempre freddino e francamente vorrei non succedesse. Ma e' anche lo stesso che -vestendo la stessa T-shirt- mi rimprovera perche' i bambini non hanno il maglione addosso... In questo senso, quella che meglio ha abbracciato la filosofia anglosassone sono io, mentre lui fa ancora il Mammo italianamente apprensivo!

giovedì 8 dicembre 2011

8 Dicembre

Un buon ponte a tutti VOI... Escludendo NOI e un paio di miei lettori fedelissimi, espatriati generalmente felici, ma forse un po' meno in queste circostanze: i Lions (in Irlanda) e Sibilla & family (a Taipei).
Qui oggi si lavora...

Stamattina sono andata con la memoria a ripescare i ricordi di ormai tanti anni fa, quando l'8 di dicembre, ogni anno, tutta la famiglia si radunava a pranzo dai Nonni per ricordare e festeggiare il ritorno dalla Guerra del Nonno.

Mio Nonno e' morto 14 anni fa e da allora non c'e' stato piu' un pranzo per l'Immacolata. Ma gli eventi della vita sono questi e portare avanti quella tradizione non avrebbe nemmeno avuto senso, credo.
In quelle occasioni si mangiava un sacco, si chiacchierava un po' e si discuteva parecchio (lunghe disquisizioni politiche che non capivo), noi bambini ci distraevamo con la tivu' e -fatti i piatti, una montagna di piatti lavati a mano... ma la cosa non mi ha mai riguardato piu' di tanto- ognuno andava a casa, senza infamia ne' lode e soprattutto con prospettiva che da li' a pochi giorni il tutto si sarebbe ripetuto per Natale. Insomma, niente di particolarmente esilarante. Anzi, il piu' delle volte mi annoiavo da morire...

Eppure stamattina ripensavo con nostalgia a quelle giornate, alle persone che allora c'erano e oggi non ci sono piu'. Alla soddisfazione -un po' cieca - di mio Nonno nell'avere tutta la sua famiglia riunita. Credo si ritenesse un uomo fortunato.

giovedì 1 dicembre 2011

Ripescata...









Tobia quest'estate a Cortina... Un hoolingan in vacanza!

venerdì 25 novembre 2011

Un'altra notizia

La notizia mi lascia alquanto perplessa... Le donne inglesi protranno optare per un cesareo anche quando non necessario. Anche se l'aspettativa e' che i numeri dei cesarei non aumentino, perche' una donna dovrebbe preferire un'operazione ad un parto naturale se non richiesto?

Ammetto che con la facilita' con cui io ho partorito, forse non posso capire il dolore e la fatica di certe donne.

Quello che mi stupisce e' leggere la notizia in questo paese, dove la maternita' e il parto non mi paiono cosi' "medicalizzati" come in Italia, dove le ecografie in gravidanza sono ridotte a due, si promuove il parto in casa e la dimissione dall'ospedale post parto avviene comunque nel giro di qualche ora, vuoi per questioni sia di costi che di metalita'.
Le Inglesi mi sembrano sempre molto rilassate in materia di salute: nell'ottica italiana, giudichereste i neonati poco vestiti, perfino trascurati, i bambini poco seguiti, le donne un tantino sconsiderate nell'uscire a piedi -una sera d'autunno inoltrato - coi capelli bagnati nonostante il raffreddore. Ma un mamma inglese crede che un naso che cola non si possa spiegare con un po' di freddo, che invece la causa debba per forza essere un virus, per cui le bambine hanno gonna e calzini corti anche in pieno inverno (che invece una mamma inglese sia terrorizzata dal sole e che metta crema solare ai figli in piu' strati e dosi in quella che per noi e' una giornata primaverile di pallido sole e' altra faccenda).
Senza considerare che - come conseguenza ai tagli fatti nel settore pubblico - si registrano considerevoli cali del personale, tanto che in alcune contee manca il 40% delle midwifes (allevatrici) richiesto.
Quindi, a fronte di queste considerazioni, la proposta mi pare non collimare.

Ripensandoci pero', e' anche vero che una donna inglese spesso sceglie di non allattare (sacrilegio! gridano le puerpere italiane...), perche' il biberon pare piu' pratico e l'incombenza meglio "condivisibile" coi papa'. E una donna inglese aspira a potersi concedere entro un paio di mesi dalla nuova nascita una serata fuori con le amiche, per dimostrare soprattutto a se stessa che la maternita' non le ha sconvolto la vita e le abitudini. Ecco, forse in quest'ottica un cesareo appare come una via piu' facile...?
O forse piu' semplicemente col cesareo pensiamo di evitare il dolore del parto, che' ormai l'importante e' scegliere la strada piu' di comodo?
Anche recentemente alcune amiche mi guardavano allibite quando dicevo di aver rifiutato il gas anestetico. Non che abbia nulla in contrario alle terapie del dolore, ma in fondo il parto e' un sforzo e una sofferenza relativamente breve.

People

C'e' un gran parlare in questi giorni di numeri sull'immigrazione.

Questo l'articolo che riassume le preoccupazioni correnti, con Mrs May che cerca di ridurre il numero di immigrati e con gli inglesi che pero' non migliorano le cose perche' hanno smesso di emigrare (solo la mia amica, che io volevo far restare, se ne e' andata in Australia). Cosi' il trend di crescita della popolazione (net migration) e' in attivo e questo pare non andare troppo bene.

Va a fine che tra un po' ci rispediscono a casa!

martedì 22 novembre 2011

MOVEMBER ( Novembre - Parte 2 )

Questo proliferare di facce (maschili) strane e buffe per gli stanzoni dell'ufficio e per le strade si spiega cosi':

http://uk.movember.com/about

Qualche baffo e' davvero improponibile, ma apprezzabile nell'intento.

lunedì 21 novembre 2011

Novembre - Parte 1

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare.




Antonio e' perso se gli muore il telefono... E mi riprovera se mi muore la macchina...
Io sto sempre morendo di sonno e Ines muore constantemente di fame...


Puoi essere stanco morto una vita, ma quando veramente ti capita... sarai venuto a mancare, non sarai piu' tra noi, sarai passato all'altro mondo o sarai improvvisamente scomparso...


Antonio sostiene che e' una forma di delicatezza.
Secondo me la lingua dimostra solo la nostra atavica paura di morire.


Non era mia intezione scrivere un post con riflessioni filosofiche -anche se a Novembre ormai ho il mio tot di defunti da ricordare- per cui mi fermo qui. A dire il vero la considerazione e' nata piuttosto dall'ennesima riflessione linguistica, una delle tante sorte dopo l'ennesimo svarione di Tobia che ultimamente ha ricominciato a mescolare inglese e italiano: "Stamattina Miss Philips, la mia teacher, ha detto che potevamo sederci sul carpet e fare choosing time. Poi abbiamo playato un po' nel garden dopo il lunch..."

mercoledì 16 novembre 2011

Volunia

La notizia: Marchiori inventa google italiano

Il protagonista: Massimo Marchiori

In qualche misura ci sentiamo orgogliosi di conoscerlo.
E' stato il relatore di Antonio e presenza attenta alla mia laurea.
Una grande mente, un tuttologo.
Ma anche una persona alla mano.

Quindi, restiamo in attesa di Volunia.

In Bocca al Lupo!

martedì 11 ottobre 2011

Pubblicita'!





La donazione di midollo osseo non e' la donazione di midollo spinale!




La compatibilita' di un donatore con un paziente e' di 1 a 100.000. Per questo servono donatori!




Con un semplice prelievo di sangue si viene tipizzati e iscritti nel Registro Italiano Donatori Midollo Osseo (http://www.ibmdr.galliera.it/).


Nella maggior parte dei casi, verificata la compatibilita' con un paziente, la donazione consiste in un ulteriore prelievo di sague. Occasionalmente in un prelievo di midollo dalle creste iliache, operazione senza conseguenze per il donatore.




Inoltre: "Il nostro organismo è in grado di sopportare più di una donazione di midollo osseo ma il Registro Italiano Donatori Midollo Osseo (IBMDR), in collaborazione con il Gruppo Italiano Trapianti Midollo Osseo (GITMO), ha stabilito che i donatori volontari non verranno più inseriti nel Registro dopo aver effettuato una donazione, a tutela dei donatori stessi. Unica possibile eccezione, in caso di fallimento del primo trapianto, un'ulteriore donazione a favore dello stesso paziente."




Accettare di donare il proprio midollo osseo significa essere disposti a salvare una vita...




lunedì 3 ottobre 2011

Grazie due volte... Ovvero piu' e meno volte

Ho perso il conto delle persone che mi hanno fatto gli auguri di compleanno (diciamocelo, Facebook aiuta!)
Il che mi ha fatto un enorme piacere, nonostante la considerazione a margine appena fatta.

Pero' -senza voler fare recriminazioni di alcun tipo- del nostro anniversario si ricordano sempre in pochissimi.
Se devo scegliere tra una festa tutta mia e una di Famiglia, opterei per la seconda.
E adesso, a dirla proprio tutta, penso sarebbe piu' importante il pensiero e il supporto degli amici in questa ricorrenza, che' gli anni si compiono inevitabilmente, ma un matrimonio che funziona non e' cosa scontata! Soprattutto alle soglie del settimo, proverbialmente (e cinematograficamente [*]) fatidico anno!

[*] http://en.wikipedia.org/wiki/The_Seven_Year_Itch

venerdì 30 settembre 2011

Disappunto

Io li odio questi uffici senza finestre dove la luce e' sempre accesa (e comunque anche quando e dove non serve)...

Se la mia azienda aderisse a "M'illumino di meno" non riuscirei nemmeno ad andare in bagno, salvo raggiungere la tazza al buio...

mercoledì 28 settembre 2011

29 Settembre

E se domani ti venisse in mente di farmi gli auguri, ricordati che:

1) Non avro' tempo per ringraziarti

2) Ci sara' un sole bellissimo -questi retaggi estivi qui si chiamano Indian Summer- ma io saro' reclusa in ufficio

3) Sono reperibile, quindi comunque non posso festeggiare

4) E' anche il compleanno di Mr.Berlusconi

...quindi considera tu se vuoi davvero augurarmi un buon compleanno...

mercoledì 21 settembre 2011

GRIDO

Io vorrei che di questo rendesse conto lo psicologo che all'epoca autorizzo' questo aborto, poi fallito.
Che si giustificasse per la vita d'inferno che ha passato questa povera bambina, dettata non dalla sua cecita' ma dalla nascita prematura.

E vorrei che i genitori naturali si chiedessero se non avrebbero potuto aspettare qualche settimana in piu' per non riconoscerla come loro figlia.

Perche' vorrei che quando si parla di "diritto" all'aborto lo si facesse con cognizione di causa, consapevoli delle modalita' e delle conseguenze di un'induzione di parto alla 25esima settimana, sia per la mamma che per il nascituro. E vorrei che si considerasse la frequenza con cui tutto cio' accade.

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/21-settembre-2011/bimba-sopravvissuta-all-aborto-muore-comunita-cinque-anni-1901594539171.shtml

lunedì 12 settembre 2011

Il Paradiso lottizzato

Una sola settimana alla scuola cattolica e gia' se ne vedono gli effetti...

"Mamma, a scuola ci hanno detto che dobbiamo pregare la Madonna per sentirla col cuoricino..."

"Ma Mamma, perche' la Madonna non e' rivissuta come Gesu' ?"
"Non e' risorta, ma e' salita in cielo... come la Nonna Assunta"
"Ma la Nonna Assunta e' nell'appartamento degli uomini o delle donne?"

E intanto la scuola ci fa avere il prospetto degli incontri tematici che affronteranno coi bambini, la lista delle attivita' del trimestre, le indicazioni su come prepararli all'Avvento.

venerdì 9 settembre 2011

Domande sconvenienti

Tobia:- BisNonno, tu quando vai in cielo?
Risposta del BisNonno: Il piu' tardi possibile


T.- Ma voi siete sposati?
Coppia di Amici (conviventi):- No...
T.- Perche'? Quando vi sposate?
C.d.A.- Ehm...

Per stare al passo coi tempi dovrebbe chiedere perche' qualcuno si sposa ancora e perche' qualche famiglia resiste tenacemente al divorzio...
Se ci chiedesse perche' noi ci siamo sposati, saprei rispondergli? Penso anche di si', ma dovrei tradurlo in linguaggio da "cinquenne", e magari spiegargli la differenza tra matrimonio civile e religioso, cos'e' il divorzio e la convivenza...
A questo punto spero mi chieda come si fanno i bambini, che' il sistema e' uno solo!

mercoledì 7 settembre 2011

Cosi', tanto per parlare

Conversazione delle 6 di pomeriggio di ritorno dall'asilo.

Mamma a Ines: "Cosa hai fatto oggi? Hai giocato con i Bimbi...?"
Ines: "Bimbi...!"
Mamma: "E hai fatto la Nanna?"
Ines: "Nanna...!"
Mamma:"Ti hanno cambiato il pannolino?"
Ines: "CACCA!!"

martedì 6 settembre 2011

The time has come...

Primo giorno di scuola per Tobia!!

Ma un ritorno "sui banchi" un po' per tutta la famiglia, costretta ad una nuova routine che comporta sveglia anticipata e di due figli da scaricare in scuole diverse.

Vestito in uniforme -comprensiva di cartella-, munito di un frutto da scambiare a merenda coi compagni, sotto una pioggia battente, l'ignaro Tobia ha fatto il suo ingresso alla Reception dell'Our Lady Of The Rosary.
A scanso di equivoci, la Reception non e' la hall dell'edificio, ma la classe iniziale dell'elementari, una sorta di passaggio dall'asilo alla prima (Year 1).
Chissa' se avrebbe sorriso cosi' tanto sapendo che questo e' solo l'allegro preludio di un lungo percorso, non sempre cosi' facile e felice...?!

Sara' forse per questo che noi (genitori) eravamo piu' sconvolti di lui -cosi' ridicolo e allo stesso tempo improvvisamente cresciuto in camicia bianca e cravattino-, entrambi ancora memori del nostro primo giorno di scuola, un bel tot di anni fa.

venerdì 2 settembre 2011

Ci sarebbe molto da raccontare di questa estate frenetica, dalle vacanze in Puglia di Giugno a quelle di Brunico ad Agosto, passando per la visita di 4 Leoni in trasferta in Francia (vedi indirizzamento al loro blog nel menu a destra), il matrimonio di Kate e Matthew con replica del pranzo il giorno successivo, la ricomparsa dei medesimi Leoni sulla strada del ritorno verso la loro Irlanda e concludendo con una settimana ad Asiago dove poi abbiamo lasciato Tobia e Ines per altri 20 giorni (sono rientrati ieri).

Forse trovero' tempo e voglia per maggiori dettagli, ma nel frattempo questo e' in assoluto il momento piu' bello spensierato e felice di tutta la mia estate, che ovviamente devo ai 4 monelli che mi circondano nelle immagini:

http://www.youtube.com/watch?v=3DuZu0RIUXg

E, assieme a tutto cio', credo che l'emozione piu' grande sia stata sentire CaterinaPiccola che mi chiama "Zia Ambra" in maniera ormai assodata. Immagino sia difficile capirlo - ma del resto io sono un po' rovescia - pero' e' stata un'emozione tanto inattesa da essere piu' forte di quella di essere chiamata mamma (forse do questo appellativo per scontato?).
Merito questo si' della sua spontanea loquacita', ma anche e soprattutto dei suoi genitori che evidentemente le hanno passato per scelta e con convinzione l'idea che io sono la zia. Felice di esserlo per altro!

mercoledì 27 luglio 2011

Tanti Altri Blog

In qualche fugage momento di delirio d'onnipotenza, capita che mi metta (ho scoperto questo weekend che il congiuntivo e' sexy, ma ve lo racconto meglio un'altra volta)... capita che mi metta a cercare qualche schema a maglia - gratuito perche' la costanza e la passione non sono tanto salde da giustificare una spesa nemmeno di qualche pound.

In proposito, a questo punto, gli unici schemi che capisco sono in inglese, e i miei preferiti sono quelli coi ferri circolari che non necessitano di cuciture.


Quando la mia Mamma recentemente guardando i ferri sospirava: "Io non saprei neanche da dove cominciare", io rispondevo: "Su YouTube!"

Ed e' indatti pazzesco quanti video ci siano, praticamente per qualsiasi cosa nella quale uno voglia cimentarsi. E alcuni son fatti veramente bene.


Allo stesso modo, per gli schemi (patterns) ci sono centinaia di blog di Signore che regalano consigli, sperimentano tecniche, mostrano i loro "progetti" in corso d'opera e gli splendidi risultati finali. Si' perche' ci sono dei blog graficamente strepitosi, con foto da professioniste e golfini berretti borse etc.etc. che sono delle vere delizie di magnifica fantasia.



E ti vien da chiedere quanto tempo ha 'sta gente... ma del resto sono anche io qui a scrivere su un blog, quindi non mi posso lamentare!

lunedì 4 luglio 2011

Ipse dixit

Il vocabolario della Piccoletta e' alquanto ristretto ma in qualche misura significativo e interessante gia' agli albori.
La domanda cruciale e': parlera' piu' italiano o inglese (almeno all'inizio)?

La Minuscola al momento dice:
- Mamma, scandito con una certa soddisfazione :)
- Papa'
- Papa per pappa
- Hiya, saluto che tutti i bambini del nido hanno mutuato dalle giovani maestre
- Bye
- Ta per grazie (Thanks)
- Pu' per "non c'e' piu'.."
- No, un no deciso e generalmente urlato del quale si avvale per protestare contro il fratello
- Oh no!, con tono di disappunto molto britannico che suona all'incirca come "ouu nouuuuuu..."

Se si escludono i termini basilari (No, Mamma e Papa'), al momento il conteggio parla chiaro.
Venerdi' pomeriggio poi la maestrina e' arrivata verso di noi trotterellando, tutta entusiasta e trionfante: "Ha detto il mio nome!! Ha detto il mio nome!! Doveva prendere un gioco e io ero in mezzo e ha detto:'Becca' (per Rebecca, N.d.R.)". Che tenerezza la maestra!
Ma sara' che e' stata la necessita' ha muovere la Monella... sara' che forse alla maestra faceva piacere sopravvalutare le capacita' della Birichina... noi questo 'Becca' non lo abbiamo piu' sentito...

giovedì 16 giugno 2011

Vestiario

Se lavorassi in centro a Londra, sarei circondata da colleghi vestiti bene (per quanto un inglese medio possa capirne di eleganza) e sarei costretta a fare altrettanto. Unica concessione quello che qui chiamano il "dress-down Friday": il Venerdi' ti puoi vestire un po' piu' casual.

Ma lavoro in un paese di campagna -seppure in una zona molto posh-, si' per un'azienda grande ma in una sede piccola, per di piu' nell'IT. Quindi, se anche sei in jeans o del tutto sbracato, fa lo stesso.
I nuovi arrivati li sgammi subito. "Impinguinati" nei loro completi e incravattati a puntino. Ma dura solo un giorno. (Parlo di uomini perche' la maggioranza di chi mi circonda e' tale: pare sia il mio destino dalle superiori in poi)

Quindi anch'io mi vesto a seconda dell'umore. E si sa che non ho un ottimo rapporto con l'armadio.

Fino a poco fa mi ritenevo fortunata.
Ho scampato lo sguardo giudice - a tratti rassegnato - di mia mamma e di mia sorella che mi controllerebbero ogni mattina sulla soglia di casa. A loro discapito dico che lo farebbero a fin di bene e anche che quel poco di portabile che ho lo devo ai loro regali.
Antonio a me non ci fa proprio caso, a meno che la mise non sia particolarmente oscena o particolarmente indovinata - secondo i suoi criteri, ovviamente, che spesso non coincidono coi miei. Mi piace pensare che a lui vado bene comunque... (Mah...)

Invece adesso trovo in Tobia un nuovo opinionista.
Per fortuna lui si sbilancia solo in commenti benevoli, quando lo colpisco positivamente.
Lo conquisto se mi vesto di rosa -il suo colore- o se mi metto un capo particolarmente allegro.

Stamattina gli e' molto piaciuta l'immensa gonna a fiori che mi sono messa.
"Mi piace la tua gonna. Perche' mi piaccioni i fiori. I fiori sono belli perche' sono colorati"
Poi e' sceso a far colazione e ha detto a suo padre: "Oggi la Mamma e' bella". Giusto perche' anche lui mi degnasse di un'occhiata...! Grazie Tobia.

mercoledì 15 giugno 2011

E' Nato Pietro!!

Di Elisabetta ed Eugenio, in coda a: Teresa, Sara e Giovanni Paolo.

venerdì 10 giugno 2011

Tempo di bilanci

Ieri - 9 giugno - ho "festeggiato" i miei primi 3 anni in azienda. Considerando che uno e' stato off, non ne sono ancora stufa. Non completamente - "I'm not extremely completely fed up", come direbbe Lola di Charlie And Lola.

Quindi, ricapitolavo che:
- Antonio e' qui da 4 anni
- siamo in casa nuova da quasi 4 mesi ed e' ancora un bel caos
- ho un figlio che nella mia testa da mesi ha 5 anni, forse perche' viaggio con la taglia dei vestiti piu' che con l'eta' anagrafica
- paghiamo l'asilo da 3 anni
- sono laureata da quasi 9 anni
- siamo sposati da quasi 6 anni
- ho 32 anni (il "quasi..." in questo caso non si applica ma mi attengo strettamente al conteggio corrente)
... e via discorrendo.

Ma il peggio e' che non vado dal parrucchiere da 6 mesi e dall'estetista da... Vabbe'. Sorvoliamo.
Lola dice: "I Love My Hair Completely The Way It Is".

martedì 31 maggio 2011

Welcome Francesco!

Sabato 28 è nato Francesco, il Tato dei nostri "compari" Giuliana e Valentino, che segue - non proprio a ruota - Cristina(9) e Caterina(7), già protagoniste in queste pagine di altri post.
Par di capire che - oltre al sesso - si sia già del tutto distinto dalle sorelle: è arrivato in ritardo, un parto veloce, un peso discreto, un sacco di capelli scuri (visti in foto).
Così in via Dolomiti 57 a Maserada adesso sono in 5!

E per chi non l'ha già letto su FB - con gli altri mi scuso, o saltino il resto del presente messaggio -, c'è da segnalare che abbiamo l'altra coppia di compari -Laura e Nicola- che abitano in via Dolomiti 32 a San Michele Buonalbergo, con Caterina(3 - il perchè dell'età ve lo spiego a breve) e Francesco(1)...

Forse abbiamo l'aria di quelli che necessitano un sussidio mnemonico importante per ricordare correttamente le cose...?!?!?
[Funziona bene 'sto giochetto dei colori per rendere l'idea...]

Ma vi immaginate il casino invece?! Ogni volta che si parlerà di Francesco bisognerà specificare quale...
Si potrebbe obbiettare che ci siamo già dovuti arrangiare con le Caterina, il che è vero. Infatti c'è Caterina e Caterina-Piccola.
Il problema è che a questo punto - se procedessimo analogamente - ci sarebbe Francesco-Grande con Caterina-Piccola e Franscesco-Piccolo con Caterina-Grande!
Too complicated (per Antonio, s'intende!)

Sicuramente, al di là del nome, li accumuna tutto il bene vogliamo loro!! (Oh... che poesia!)
...e ovviamente anche a Cristina, che per fortuna crea un diversivo - almeno al momento! - in questa sfilza di parallelismi.

E siccome lo so - me lo dico da sola - questo post suona un po' cinico per festeggiare la nascita di un Tato tanto atteso -anche da noi-, ribadisco:

WELCOME FRANCESCO!

giovedì 12 maggio 2011

La saga degli espatriati

Antonio - che, dopo 4 ore al telefono con l'IT di una banca italiana nostra cliente, si lamenta per tutta la sera che lui con gli italiani non riesce piu' a lavorare, perche' gli italiani "non sanno lavorare" etc etc (taglio l'indicibile)... - puo' forse essere la misura di quanto ormai la nostra mentalita' sia cambiata dopo l'espatrio?!

O forse dovrei raccontarvi che con 15 gradi Tobia e Ines vanno all'asilo in maniche corte pantaloncini e sandali? senza battere i denti e senza che i genitori siano tacciati di scarsa cura verso i loro figli...

Feeling very Brits.

mercoledì 27 aprile 2011

Amore fraterno...

Tobia ha ribattezzato Ines.
Adesso la chiama... KLEENEX...!

giovedì 21 aprile 2011

Domanda

Perche' ai bambini di quattro anni non insegnano a "colorare dentro i bordi" invece di ostinarsi a volergli insegnare gia' numeri e lettere?
A questo punto, non sarebbe piu' istruttivo instillare una certa dose di pazienza e disciplina nel rispettare i contorni e promuovere una certa cura nel fare le cose?
Mah...
Cosi' a quattro anni non sanno colorare e scrivono pure male.
Useless.

lunedì 11 aprile 2011

Settembre 2011

E siamo gia' qui a pensare alla scuola di Tobia...
A dire il vero avevamo presentato domanda gia' a gennaio. Ma adesso che ci e' stata comunicata l'assegnazione del posto alla scuola cattolica di Staines (perche' qui si indicano fino a 3 preferenze, ma non si puo' scegliere), il tutto comincia a diventare piu' concreto.
E si riaffacciano le mie ataviche paure, quelle post ecografia del quinto mese, quando il pistolino faceva bella mostra di se' e io scrivevo alla zia Opal: "e' maschio... non studiera'..."
E adesso ci organizzaremo per l'uniforme, per il pre e il dopo-scuola... tacendogli la dura verita' che -da qui ad almeno 16 anni- questa e' la vitaccia che lo aspetta! ( e poi e' anche peggio! )

domenica 3 aprile 2011

Mother's Day

Buona festa della Mamma!

Per l'occasione propongo tre film, che in qualche misura, nel bene e nel male, parlano anche di maternità... maternità negata, maternità subita, maternità accolta.
Ovviamente me li ha suggeriti l'intenditrice di casa, la mia Mamma!

4 mesi 3 settimane 2 giorni
Precious
Grbavica - Il segreto di Esma

venerdì 25 marzo 2011

Quando...

Quando la Morte ti prende così all'improvviso...
Il Giusto e l'Ingiusto non hanno più un criterio.
Tanti inutili 'se' e 'ma'.
Tanti imperfetti certi e condizionali sprecati.

Quest'unico tarlo nella testa per tutto il giorno.
E il pensiero per chi resta, vicinissimo nel cuore ma così dannatamente lontano.

Arrivederci Signor Giulio.

giovedì 24 marzo 2011

La piu' bella stagione

E' tiepido. C'e' il sole.
Gli alberi sono in fiore.
Domenica cambia l'ora.
Presto fara' chiaro alle 4 e buio alle 10.
Un'escalation di eventi che ci avvia velocemente a Giugno, il mese dell'anno forse piu' bello e godibile qui in Inghilterra.

venerdì 18 marzo 2011

Di-Ai-Uai

DIY = do it yourself... O forse sarebbe meglio dire: "Di Ahi-ahi-ahi Guai"...

Ci sono le porte che andrebbero riverniciate. Il prode Papa' - che non vuole essere da meno del prode Nonno - decide di scartavetrare stipiti e porte da solo.
E finche' si tratta delle superfici piane, va via di "platoretta" elettrica. Ma per le cornici e la parti lavorate, deve fare a mano.
Risultato: in un'INTERA giornata di lavoro svernicia MEZZA porta, cioe' solo un lato. E' stupenda, ma e' pur sempre solo mezza.
E alla sera si butta a letto con febbre e pollice inutilizzabile. Quale immane tragedia non riuscire a usare il BlackBerry!

Domenica di febbre, lunghe dormite e pollice gonfio...

Lunedi' dal medico... Una dottoressa che solitamente non prescrive nulla di non necessario (e per questo gode di tutta la mia simpatia), ma che stavolta gli da' antibiotici e lo istruisce sul fatto che con 20£ c'e' chi ti svernicia la porta. Lo apostrofa: "Crede che ne sia valsa la pena?"
Ti pare? Stai male e ti fai anche umiliare dal medico... donna...?!
E Papa' non desiste...e approfitta di altri 2 giorni di malattia.

La sottoscritta sospira: "Vorrei star male anch'io un po' e restare a casa a riposarmi"
Risposta: "Ma se tu vai a lavorare anche quando stai male!"
Grrrr...! C'ha pure ragione...
Ma se ragiona, allora tanto male non sta...
E cosi' torna al lavoro pure lui.

mercoledì 9 marzo 2011

Buona Quaresima

La polvere in cui sguazziamo in questi giorni, che respiriamo e "magiamo"...
Quale monito migliore, per questo mercoledi' delle ceneri, per ricordarci che solo polvere siamo?!

Buona Quaresima!

martedì 1 marzo 2011

Home sweet home?

Abbiamo abbandonato Joviel House al suo destino (il nuovo inquilino non sembra male) e ci siamo decisi ad affrontare il nostro, che al momento sembra piu' favorevole ad Antonio: il 77 (appunto, GAMBE DI DONNA!) di Garrick Close.

Abbiamo incredibilmente svuotato l'appartamento in tempo, ammassando tutto (libri giochi e ancora libri e giochi) tra il piano superiore della nuova casa e il garage.
Ho versato una lacrima sul carpet di quella che restera' la nostra prima dimora in terra britannica e ho seguito la famiglia nel nuovo... accampamento.

Domenica, prima notte in terrace house.
I lavori proseguono.
Antonio si sta divertendo a scavare "canale" (cioe' canalette, ma ormai diciamo anche che si intende delle... canalis). Confidiamo di attivare acqua calda e riscaldamento per questa sera e di sperimentare il fornello da campeggio.


Special thanks to:
- Nonno Enzo, "ciappinaro" (in bolognese, il tuttofare) per due settimane non-stop e infine riconvertito a babysitter per Ines ammalata. Senza di lui ci avremmo messo mesi a fare quello che ha fatto e saremmo entrati senza il piano di sopra sistemato.
- Yuri, esperto della canala e del cablaggio di casa
- Erica, babysitter ad oltranza e incomparabile sopportatrice di Tobia
- Kasia, fornitrice del suddetto fornelletto
- Thomas, Tom-the-builder, che dopo la storica vittoria del Bologna contro la Juve ci fa i lavori molto piu' volentieri!


P.S. Auguri Nonna Marica!!

martedì 15 febbraio 2011

Chicche

La casa e' in ordine. Sparso.

Faccio un lavoro socialmente INUTILE :(

P.S. Modestamente, quasi alla Bergonzoni o Campanile...

venerdì 11 febbraio 2011

Ce l'abbiamo fatta!!

Ufficialmente proprietari di... un mutuo!!

Foto a seguire... su questi schermi.

mercoledì 9 febbraio 2011

Io...knitto

Per Nives...







La mia FOTOMONELLA!



sabato 5 febbraio 2011

lunedì 31 gennaio 2011

Dedicato a Olga

Faccio un esame di coscienza e mi vergogno per la solfa che ho tirato avanti qualche giorno all'idea che Ines tornasse in Italia una settimana senza di me (Diciamocelo: e' lei che manca a me, non io a lei). Mia zia ripete: "Voltate indrio che ghe ne chi che sta pezo...."

Dedico questo articolo (che volevo pubblicare un anno fa e ho ritrovato solo ora), alla mia Amica Olga, un'esplosione di battute e allegria.
Olga e' una ragazza moldava laureata in igegneria e quasi dottorata in matematica. Il permesso di soggiorno in Italia le e' arrivato quando stava scrivendo la tesi. O subito o niente, e cosi' e' partita.
Olga si alza ogni mattina alle 4 e pulisce un ufficio. Alle 8 inzia a far camere in un noto hotel di Treviso.
Nel suo giorno libero "fa mestieri" a casa di una signora.
Olga ha partorito Anastasia a Treviso, quattro giorni dopo che era nato Tobia. Nove mesi dopo la ha riportata in Moldavia perche' la nonna paterna se ne occupi (W le nonne). Da allora la vede via Skype e di persona un paio di volte l'anno, quando ha ferie.
Se le prende la malinconia e le scappa di dirmelo, mi chiede subito del suo "Principe" e di Ines.
La sua distrazione e' il lavoro e la sua consolazione un pacchetto di sigarette, suscitando la mia indulgenza.
Non e' l'unica, non e' quella presa peggio, ha scelto la maternita' consapevolmente... Tutto quello che volete. Ma a me fa pena.



DA «IO DONNA»
«Mamma non c’è, lavora in Italia»
In Romania un’intera generazione cresce senza genitori. Rischiano depressione e delinquenza.

Ciprian, dieci anni, voleva solo che qualcuno stesse in ansia per lui quella sera che ha camminato per ore e poi si è buttato a dormire nell’androne di un palazzo. È tornato senza dire nulla, nella sua casa giallina lungo uno sterrato che non porta in nessun posto, e adesso scaglia pallonate rabbiose contro la gabbia vuota dei conigli. Anche sua sorella Gabriela, 15 anni, ogni tanto va via. La vedono per Târgul Frumos con una prostituta, dicono, ma non ha proprio l’aria da ragazzaccia ora che esce in tuta nell’orto umido, lunga e acerba, le maniche rimboccate. Stava lavando i piatti, è la donna di casa. Georgeta, la madre, da un anno fa la badante a Sabaudia. Loro stanno con un padre mite, che lavora quando capita. Di lei, ai figli restano la minuscola foto della patente, una telefonata a settimana, i dolci che ogni tanto carica sull’autobus per Iaşi, la promessa che presto tornerà con tanti soldi. «Mi manca in ogni momento della giornata» Gabriela ha gli occhi lucidi «con papà non parlo come con lei. E per lui la casa non è mai pulita».

Nella campagna piatta attorno a Iaşi, il principale centro della Moldavia romena, capita di incontrare vecchi e bambini mentre gli adulti inseguono chimere di benessere a Occidente. Sarebbero 4 milioni, quasi un quinto della popolazione, i romeni emigrati, soprattutto in Italia e Spagna. Con la crisi che qui taglia il Pil del 3,5 per cento e gli stipendi del 20, si prevedono altre emorragie umane. E al capolinea orientale d’Europa si parla già di “orfani da migrazione”: una generazione affidata alle cure di nonni, zii, vicini. L’Unicef ne stima 350 mila nel Paese, di cui un terzo in Moldavia dove una famiglia non percepisce più di 2.140 lei al mese, 510 euro. Gli esperti studiano questo nuovo disagio minorile, che promette malissimo per il futuro del Paese: «A scuola rendono poco, e sono a rischio delinquenza» spiega Alex Gulei di Alternative Sociale, un’associazione di Iaşi che è stata la prima, nel 2005, a interrogarsi sull’abbandono da emigrazione. «Con la crisi in Italia e Spagna, non sono più i padri a partire per lavorare nei cantieri. Oggi se ne vanno le madri: la domanda di badanti e baby-sitter non è calata». I 350 mila “orfani bianchi” ipotizzati dall’Unicef sono per difetto. In Romania, sopravvive dal comunismo il sussidio statale per ogni bambino: 65 euro al mese fino ai due anni, 10 fino ai 18, ma se i genitori vivono in patria. Così tanti raccontano che mamma e papà lavorano nel villaggio accanto, o a Bucarest. «Solo il 7 per cento di chi va all’estero lo dichiara al Comune, come vorrebbe la legge» precisa Maricica Buzescu, coordinatrice degli psicologi scolastici nel distretto di Iaşi, 63 per 350 istituti, che da tempo chiedono rinforzi per aiutare questi ragazzi difficili. «I figli restano senza tutela legale: un problema, se devono iscriversi a scuola o ricoverarsi in ospedale». La psicologa ricorda bene i quattro recenti suicidi, quattro figli di emigrati impiccati a una cintura, e quelli che ci hanno solo provato: «Soffrono d’ansia e depressione. Oppure sono aggressivi e iperattivi. Gli stessi disturbi di chi è davvero orfano».

A Liteni, un’accozzaglia di tetti aguzzi e steccati in legno vecchio a un’ora d’auto da Iaşi, il preside dell’unica scuola, Gheorghe Moga, fa alzare la mano ai bambini con i genitori all’estero. Quasi tutti, ma non sfoggiano abiti più belli o zainetti alla moda. «Da qui si parte per coprire i bisogni primari» dice Moga. «Mi sono accorto che tanti emigravano quando ho smesso di comprare di tasca mia il pane per i bambini». Anche le insegnanti, a Liteni, prendono un’aspettativa per lavorare in Italia come badanti. «Guadagno 150 euro al mese» ammette Elena Baziluc, quarant’anni, italiano perfetto «a Palermo ne prendevo 900. Ho ristrutturato casa, comprato un’auto e un pezzo di terra, computer e regali per i miei figli. Senza indebitarmi». In genere i genitori tornano dopo qualche anno, ma non sono poche le storie inspiegabili come quella di Iustin e Alexandra, tre e quattro anni, allevati da nonna Emilia a Iaşi. Iustin aveva tre mesi quando la madre Christina è andata a Cipro. Non dà notizie da tanto. «Balla in un club» dice Emilia, senza cattiveria. «È giovane e bella, si è gettata alle spalle il passato».

Il marito lavora pure a Cipro, sono separati. Lui però telefona, manda soldi. Nell’album di foto, Alexandra (che a 4 anni ancora non parla) indica solo il padre. La madre non esiste, per lei. Suceava è più a nord, vicino al confine con l’Ucraina. Anche da qui si fugge per sopravvivere. «Solo una minoranza raggiunge il benessere » informa Narcisa Marchitan, che dirige i Servizi sociali del Comune «gli altri lavorano all’estero senza contratto, saltuariamente. Non tornano perché qui è peggio». E aggiunge: «Abbiamo aumentato il personale per seguire i loro figli. Le situazioni peggiori sono di quelli affidati ai vicini di casa, che non li controllano. Nel 2008, su 338 minori denunciati, 250 avevano almeno un genitore all’estero». Burdujeni sta oltre la vecchia area industriale (sotto Ceausescu, Suceava era nota per le malformazioni infantili da nubi tossiche): era campagna, finché il dittatore che cancellava i villaggi per trasformare i contadini in operai, ha reso il quartiere un’anonima architettura di bloc. Solo la scuola “Miron Costin” è verde e rosa, e ospita un centro diurno di Save the Children per i figli degli emigrati. Sulla moquette rossa una trentina di bambini colora sagome di draghi e foreste. Hanno i genitori a Napoli, Roma, Orvieto, Rieti, Piacenza. Qualcuno parla italiano: «Sono nata a Roma» bisbiglia Giulia, 9 anni «poi i miei mi hanno portata dai nonni. Mi mancano la mattina: mi sveglio e loro non sono lì».

Andreea Petriciac, psicologa di Save the Children, legge il malessere nei loro disegni: «I soggetti ricorrenti? L’attesa dell’autobus; due adulti pieni di bagagli... I nonni s’impegnano per educarli, eppure i piccoli sono insicuri, si attaccano a chiunque: aspettiamo di osservarli nell’adolescenza». Racconta di una tredicenne, anoressica dopo la partenza della madre: quando è tornata in vacanza, lei si è abbuffata convulsamente del cibo cucinato dalla madre. Una scorta d’affetto. Al terzo piano di un bloc, casa piccola e pulitissima, la nonna di Valentin, 10 anni, insiste che il bimbo sta bene e non sa cosa sia la solitudine. Lui mostra le foto della vacanza a Roma dai genitori, lontani da tre anni. «Non sente la mancanza» continua nonna Nicoleta «ieri hanno chiamato, lui giocava al computer e non ha risposto» rimarca, come fosse una cosa normale. Valentin fissa la foto della madre. Bella, giovane, castana. Che gli sorride mangiando un gelato.

Emanuela Zuccalà
20 marzo 2009

venerdì 28 gennaio 2011

All'italiana...

Il passaporto di Ines data 26 gennaio 2010. Registrato al Consolato Italiano a Londra.

Un anno dopo, la piccola di casa ha all'attivo QUATTRO viaggi in Italia.

E solo un anno dopo il poliziotto all'areoporto ci dice che mancano le firme dei genitori...!
In Questura a Treviso aggiungono che sanno benissimo che al Consolato e' prassi dimenticarsi di far apporre le firme.
E meno male che proprio al Consolato noi avevamo sollevato il dubbio...

Senza contare che per avere il tesserino fiscale bisogna fare richiesta e mandare anche allegare 2 buste affrancate per avere risposta.

lunedì 24 gennaio 2011

Il tormentone

TRASLOCHEREMO MAI?!?!?
Anzi...
AVREMO MAI UNA CASA NUOVA?!?!
Che agonia 'ste trattative all'inglese.

sabato 22 gennaio 2011

Earlier this January...


... compleanno numero 1!!

Tentativi di spegnere la candelina...


venerdì 21 gennaio 2011

Considerazioni

1 anno off dal lavoro, per realizzare che conti quello che produci e quando non ci sei non ti fila nessuno. per questo quando rientri in ufficio apprezzi cosi' tanto che qualcuno passi appositamente a salutarti

1 anno off dal lavoro, per rendersi conto che quando lavoriamo, lavoriamo troppo e che nella vita c'e' anche altro da fare, col buon proposito di non sfruttare al meglio il tempo libero nel 2011

2 figli, momenti di sclero ingestibile, zero tempo libero, entropia della casa a livelli mai visti

2 figli, perche' siamo comunque convinti che "DU GUSTI IS MEGLIO CHE ONE", soprattutto se continuano ad andare d'accordo come pare gia' da adesso, con un cameratismo che potrebbe anche rivelarsi a nostro sfavore, ma ci piace tanto!

lunedì 17 gennaio 2011

Zii e cugini!!

15 Gennaio 2011:: Siamo diventati Zii e Cugini di Nives, by Magda (Epifani) e Pierantonio

martedì 4 gennaio 2011

4 gennaio - Ritorno al lavoro...

...e questo mi pare di buon auspicio (anche se al punto 12 sostituirei "accendere il pc" con "accendere il BlackBerry")...

SCOPRI di vivere nel 2010 quando :

1. per caso batti la tua password sul microonde

2. sono anni che non giochi al solitario con carte vere

3. hai una lista di 15 numeri di telefono per chiamare una famiglia di 3 persone

4. mandi una mail al tuo collega che ha l'ufficio vicino al tuo

5. hai perso contatto con i tuoi amici o familiari perchè non hanno indirizzo e-mail

6. arrivi a casa dopo il lavoro e rispondi al telefono come se fossi ancora in ufficio

7. fai lo zero sul tuo telefono di casa per prendere la linea

8. sei al tuo posto di lavoro da 4 anni ma hai lavorato per 3 imprese diverse

10. tutte le pubblicità tv hanno un indirizzo web sullo schermo, in basso

11. vai nel panico se esci da casa senza il cellulare e torni indietro a riprenderlo

12. ti alzi la mattina e la prima cosa che fai è accendere il PC prima di bere un caffè

13. provi ad aprire il portone di casa con il badge dell'ufficio

14. stai leggendo questo testo, sei d'accordo e sorridi

15. peggio ancora, .......sai già a chi rimandare questa e-mail

16. sei troppo occupato per accorgerti che non c'è il numero 9 in questa lista

17. subito guardi il messaggio per vedere se c'è o no il numero 9 nella lista

CONSIGLIO : Quando sei in crisi perchè, al lavoro, niente va come vorresti, fai questo:
fermati ad una farmacia e compra un termometro rettale 'Johnson&Johnson' (proprio questa marca, non altre!)
Aprilo. ..... Leggi le istruzioni. .....

Troverai questa frase :


ogni termometro rettale della Johnson & Johnson è stato personalmente provato nella nostra fabbrica!


Ora, chiudi gli occhi. Ripeti ad alta voce per 5 volte:

'sono felice di non lavorare nel reparto controllo di qualità di Johnson & Johnson' .

Ora ridi!
Ricorda sempre che ....... ci sono lavori peggiori del tuo...

lunedì 3 gennaio 2011

3 gennaio - La vigilia

Il problema non è tanto tornare al lavoro... E' tornare al lavoro full-time, con la prospettiva di dover tirare avanti fino ai 65 senza soluzione di continuità...