Ieri notte Antonio ha fatto la sua prima assistenza on site. E' stato da mezzanotte alle 7 a Canary Wharf. Wow! E nel mezzo e' pure cambiata l'ora (altra ora di sonno rubata dopo quella in Canada...)
Nel frattempo, Tobia a letto, navigavo pacifica in Internet.
E naviga qui... e naviga li'...
PUF!
Improvvisamente schermata nera a righe verticali verdi e viola.
PC andato.
Dovro' accontentarmi di usare quello di Antonio la sera... E come avrete capito la condivisione tra un sistemista e una sviluppatrice non e' delle piu' facili (Mi hai spostato la mia icona dal desktop! Ma con che logica chiami i file?!?! Stai intasando la CPU! etc.etc.)
Quindi forse per un po' rallentero' la scrittura.
Vorrei sottolineare che il pc e' quello che Antonio mi ha regalato a Natale (solo 3 mesi fa!), spacciandomelo come una buona macchina, di cui taccio la marca per benevolenza. E che sara' un bel problema capire dove spedirlo in assistenza: acquistato in Italia, esportato e attualmente residente in Inghilterra.
D'altronde, ieri era sabato... nero a righe... il monitor ha fatto lo shantoso ed e' uscito in gessato!
PS. Complimenti a Stefano Bisca che ha completato la sua 5a Treviso Marathon (le ha fatte tutte)!
domenica 30 marzo 2008
venerdì 28 marzo 2008
Testa da sistemista...
Mi scrive la Fede che si sta divertendo a leggere il blog.
Allora, questo post lo dedico a lei - la mia Grande Maestra -, che sicuramente mi può capire (perchè la nostra testa è di un altro stampo, MIGLIORE!)
Antonio stasera mi chiede: "Si dice ASK TO ME o ASK ME?"
Penso: "Ma dai!". Dico: "ASK ME".
Antonio: "Sicura?"
"Sicura"
"Non sono mica convinto"
"Anche di questo potevo essere sicura. Controlla sul dizionario"
Si attacca al pc e ammette [a denti stretti]: "Avevi ragione tu..."
[Se non si leggesse, ha detto: "Avevi ragione tu..."]
Avrà controllato http://www.wordreference.com?!
Macchè!
La sua tecnica è:
1) apri Google
2) cerca "ask to me" (tra apici per essere sicuro che becchi la stringa esatta)
3) cerca "ask me" (sempre tra apici)
In alto a destra Google dice:
caso 2) Risultati 1-10 su circa 36.600 per "ask to me"
caso 3) Risultati 1-10 su curca 36.600.000 per "ask me"
Quindi, secondo lui, PER UNA QUESTIONE STATISTICA, "ask me" E' PIU' CORRETTO di "ask to me"
Se questo non è il modo di procedere di un sistemista...
Allora, questo post lo dedico a lei - la mia Grande Maestra -, che sicuramente mi può capire (perchè la nostra testa è di un altro stampo, MIGLIORE!)
Antonio stasera mi chiede: "Si dice ASK TO ME o ASK ME?"
Penso: "Ma dai!". Dico: "ASK ME".
Antonio: "Sicura?"
"Sicura"
"Non sono mica convinto"
"Anche di questo potevo essere sicura. Controlla sul dizionario"
Si attacca al pc e ammette [a denti stretti]: "Avevi ragione tu..."
[Se non si leggesse, ha detto: "Avevi ragione tu..."]
Avrà controllato http://www.wordreference.com?!
Macchè!
La sua tecnica è:
1) apri Google
2) cerca "ask to me" (tra apici per essere sicuro che becchi la stringa esatta)
3) cerca "ask me" (sempre tra apici)
In alto a destra Google dice:
caso 2) Risultati 1-10 su circa 36.600 per "ask to me"
caso 3) Risultati 1-10 su curca 36.600.000 per "ask me"
Quindi, secondo lui, PER UNA QUESTIONE STATISTICA, "ask me" E' PIU' CORRETTO di "ask to me"
Se questo non è il modo di procedere di un sistemista...
Dall'Ansa di Ieri: RUBIK
Dedicato a Stefano Bisca.
IN 25 MOSSE RISOLTO CUBO RUBIK
ROMA - Non si sa quante mosse abbia previsto Gabriele Muccino per far risolvere al protagonista del suo film 'La ricerca della Felicita' il cubo di Rubik, ma se avesse voluto essere perfetto avrebbe dovuto fargliene usare 25. E' questo infatti il minimo numero necessario per risolverlo a partire da qualsiasi configurazione secondo un'elaborazione di un matematico dell'università americana di Stanford che ha reso nota la sua scoperta sulla rivista online Arxiv.org. Nonostante abbia ormai 34 anni, il cubo di Rubik è ancora molto venduto e studiato, per la gioia del suo inventore, l'ingegnere ungherese Erno Rubik che è diventato in pochi anni l'uomo più ricco del suo paese. Tomas Rokicki, il matematico che ha trovato la soluzione minima, ha usato la simmetria del cubo per ridurre le possibili varianti delle posizioni dei colori in circa 2miliardi di set, ognuno dei quali contiene 20 miliardi di posizioni (in tutto sono 43 miliardi di miliardi). A questo punto sono bastate 1500 ore di lavoro di una rete di computer per trovare il numero minimo di mosse, che è risultato essere 25, abbassando di una il record stabilito lo scorso anno alla Northeastern University. Secondo l'autore però la ricerca é appena cominciata: il suo obiettivo è infatti arrivare alla dimostrazione che il numero minimo di mosse è in realtà 20.
Sì, ma accontento anche di 26... ma QUALI?!
IN 25 MOSSE RISOLTO CUBO RUBIK
ROMA - Non si sa quante mosse abbia previsto Gabriele Muccino per far risolvere al protagonista del suo film 'La ricerca della Felicita' il cubo di Rubik, ma se avesse voluto essere perfetto avrebbe dovuto fargliene usare 25. E' questo infatti il minimo numero necessario per risolverlo a partire da qualsiasi configurazione secondo un'elaborazione di un matematico dell'università americana di Stanford che ha reso nota la sua scoperta sulla rivista online Arxiv.org. Nonostante abbia ormai 34 anni, il cubo di Rubik è ancora molto venduto e studiato, per la gioia del suo inventore, l'ingegnere ungherese Erno Rubik che è diventato in pochi anni l'uomo più ricco del suo paese. Tomas Rokicki, il matematico che ha trovato la soluzione minima, ha usato la simmetria del cubo per ridurre le possibili varianti delle posizioni dei colori in circa 2miliardi di set, ognuno dei quali contiene 20 miliardi di posizioni (in tutto sono 43 miliardi di miliardi). A questo punto sono bastate 1500 ore di lavoro di una rete di computer per trovare il numero minimo di mosse, che è risultato essere 25, abbassando di una il record stabilito lo scorso anno alla Northeastern University. Secondo l'autore però la ricerca é appena cominciata: il suo obiettivo è infatti arrivare alla dimostrazione che il numero minimo di mosse è in realtà 20.
Sì, ma accontento anche di 26... ma QUALI?!
giovedì 27 marzo 2008
Inghippi semantici e culturali
Qualche settimana fa dico a Tobia: "Perchè piangi così tanto? Ti stanno spuntando i CANINI?"
E lui: "BAU!"
Oggi sta cercando di infilarsi le scarpe e gli suggerisco: "Prima devi tirare fuori la LINGUETTA"
Lui spalanca la bocca e si mette lingua penzoloni a inistere col piede nella scarpa...
E spiegate invece a me come posso chiedergli di mangiare la pasta, la carne, la verdura e il pesce con la forchetta (e quanto devo insistere!), se poi gli concedo di mangiare il pane e la frutta con le mani?! Non è lecito che si chieda quale differenza mai ci sarà tra gli uni e gli altri?!
E lui: "BAU!"
Oggi sta cercando di infilarsi le scarpe e gli suggerisco: "Prima devi tirare fuori la LINGUETTA"
Lui spalanca la bocca e si mette lingua penzoloni a inistere col piede nella scarpa...
E spiegate invece a me come posso chiedergli di mangiare la pasta, la carne, la verdura e il pesce con la forchetta (e quanto devo insistere!), se poi gli concedo di mangiare il pane e la frutta con le mani?! Non è lecito che si chieda quale differenza mai ci sarà tra gli uni e gli altri?!
mercoledì 26 marzo 2008
Biblioteca, Bollette e Bookstart
Io e Tobia oggi ci siamo iscritti in biblioteca. Per farlo ho dovuto produrre una bolletta intestata a mio nome.
Qui tutto funziona così: se vuoi ottenere qualcosa non devi dimostrare che risiedi nel paese, ma avere una bolletta con su scritto il tuo nome. Per fortuna Antonio, consapevole di questo, aveva a suo tempo cointestato quella dell'acqua.
In biblioteca abbiamo anche richiesto i primi 2 pacchi omaggio di Bookstart, un programma nazionale per incentivare la lettura nei bambini. [ http://www.bookstart.org.uk/ ]
Ci è sembrato giusto dimostrare allo Stato che l'iniziativa è molto apprezzata anche da onesti cittadini d'importazione.
Qui tutto funziona così: se vuoi ottenere qualcosa non devi dimostrare che risiedi nel paese, ma avere una bolletta con su scritto il tuo nome. Per fortuna Antonio, consapevole di questo, aveva a suo tempo cointestato quella dell'acqua.
In biblioteca abbiamo anche richiesto i primi 2 pacchi omaggio di Bookstart, un programma nazionale per incentivare la lettura nei bambini. [ http://www.bookstart.org.uk/ ]
Ci è sembrato giusto dimostrare allo Stato che l'iniziativa è molto apprezzata anche da onesti cittadini d'importazione.
martedì 25 marzo 2008
A Staines
Finalmente mi sento in Inghilterra! C'è un cielo grigio e nuvoloso, a tratti piove.
Sono arrivata da esattamente 2 mesi e ho passato fisicamente qui solo 2 settimane o poco più!
Adesso inizia il bello... Ho voglia di non fare più valigie per un po', ma nello stesso tempo mi preoccupa l'idea di dovermi stabilizzare definitivamente. Il che, tra le altre cose, comporta prendere un po' le misure del territorio, sondare la possibilità di sistemare Tobia da qualche parte e - purtroppo! - trovare un lavoro.
Antonio questa sera vuole che scriva il mio curriculum. Anzi è quello che crede io stia facendo... Proseguo! Sob!
Sono arrivata da esattamente 2 mesi e ho passato fisicamente qui solo 2 settimane o poco più!
Adesso inizia il bello... Ho voglia di non fare più valigie per un po', ma nello stesso tempo mi preoccupa l'idea di dovermi stabilizzare definitivamente. Il che, tra le altre cose, comporta prendere un po' le misure del territorio, sondare la possibilità di sistemare Tobia da qualche parte e - purtroppo! - trovare un lavoro.
Antonio questa sera vuole che scriva il mio curriculum. Anzi è quello che crede io stia facendo... Proseguo! Sob!
lunedì 24 marzo 2008
Canada: ultima settimana e ritorno
Innanzitutto, l'itinerario dell'ultima settimana:
- domenica 16: OTTAWA
- lunedì 17 e martedì 18: QUEBEC città
- mercoledì 19 e giovedì 20: MONTREAL
- venerdì 21 e sabato 22: TORONTO
- domenica 23: ancora TORONTO e ritorno
TOTALE: 2700km. Ovviamente tutti guidati da Antonio, perchè - non sia mai! - l'auto viene sempre noleggiata con un solo guidatore, LUI.
OTTAWA - vedi post del 16 marzo.
QUEBEC - Il nucleo originario di Quebec nasce nel 1608 (Happy 400th Birthday!) su un promontorio che si affaccia sul fiume San Lorenzo, come punto strategico di controllo del commercio delle pelli. Arrivando, si attreversa quindi la parte nuova della città, per poi salire e raggiungere la Città Vecchia Alta e infine ridiscendere lungo una sottile striscia di terra che costeggia il San Lorenzo ed è chiamata la Città Vecchia Bassa, la zona del porto.
I 400 anni della città possono sembrarci relativamente pochi, ma per il contesto canadese è un'età ragguardevole.
Quebec è davvero di matrice fortemente francofona e si caratterizza forse proprio per questo con un centro non molto grande ma elegante.
La periferia, che comunque non è moderna, ci si è presentata con palazzine di qualche piano che, come qui in Inghilterra, hanno un quid di trascurato o di un po' vecchiotto che le rende simpatiche. Per salire agli appartamenti dei piani superiori, spesso ci sono delle scale esterne, belle - in ferro battuto - o semplicemente essenziali (tutte senza l'alzata dello scalino) e fruibili. E' tutto molto caratteristico, tant'è che le mettono pure sulle cartoline. Ma mi chiedo: con quattro mesi e più di nevicate l'anno, insisti nel farti la scala esterna che ti devi necessariamente spalare ogni volta?!
Nel pomeriggio di martedì facciamo un giro all'Ile d'Orlean, un'isola residenziale con case enormi, paesini piccoli, bella vista su Quebec, cumuli di neve di anche 4 metri... Impressionanti!
MONTREAL - Per Montreal vale quanto appena detto per Quebec: matrice francofona, città elegante, scalette esterne.
Montreal è però più grande di Quebec e l'area urbana conta quasi 4 milioni di abitanti. E' la città francofona più grande al mondo dopo Parigi! (Wikipedia la dà per terza dopo Kinshasa, ma siamo lì)
La parte vecchia e più caratteristica è la zona del porto.
Il centro più nuovo è un incrociarsi di via più o meno grandi con negozi raffinati (quelli dove dovremmo fare shopping a prezzi vantaggiosi, ma tiriamo innanzi per poter girare la città)
Concludiamo la notra permanenza con un passeggiata sul Mont Royal, la collina che domina la città e ci regala un bel panorama e uno stuolo di socievoli scoiattoli al seguito (che tripudio di S!).
TORONTO - Toronto è stata per me la grande delusione. Abbiamo iniziato salendo sulla CN Tower: la soddisfazione del giro non ci ha ripagati del costo del biglietto.
Lo "skyline" e l'affastellarsi di negozi di bassa qualità - mi dice Antonio - corrispondono allo stile americano che ha visto a New York (nella sua leggendaria visita lampo alla Grande Mela).
Di qualcosa con una qualche parvenza storica è rimasto ben poco. Mi concedo una puntatina al BCE Place, palazzo il cui atrio è stato progettato da Santiago Calatrava. E lui non mi delude!
Venerdì sera cena con Nonno Odino e zia Eugenia dalla figlia Magda, con il simpatico Ronald e il figlioletto Michael, 4 anni di vivacità e allegria. Piccolo excursus: Odino ed Eugenia sono amici di mio nonno emigrati in Canada dopo la seconda guerra mondiale, per Nonno Odino e zia Eugenia.
Odino -classe 1921- ha iniziato a coltivare la passione della corsa verso i 60 anni e vanta numerosi primati nella classe "over 80" sulle lunghe distanze. A suon di banane e di corse mattutine, ha fatto sue la 100km del Passatore e la maratona, la doppia maratona e la 100km della Nanisivik Midnight Sun (di cui IO ho la maglietta!). Cercate "Odino Soligo" con Google e il primo risultato è la sua scheda personale.
Questo in sintesi spiega il suo feeling con Antonio. La scorsa estare lo ha spinto alla 6 ore della corsa delle Dirty Girls. Chilometri percorsi: 50. Premio conseguito: un paio di mutande con una Dirty Girl stampata sopra.
E' stata una serata molto piacevole. Abbiamo replicato con una visita l'indomani per il caffè del dopopranzo a casa loro, una casa ovviamente enorme che la zia riesce a pulire ancora da sola. Ma la zia è in gamba! Si è fatta una mezz'ora di gioco con Tobia mentre noi chiacchieravamo con il nonno del Canada. Credo se la sia anche spassata, ma alla fine - molto cortesemente - ha commentato che Tobia è sempre in movimento e che si era dovuta concedere un bicchiere d'acqua. Povera! Siamo rientrati con un bell'autobus giocattolo che era stato di Michael, corredato di passeggeri ad incastro.
Aggiungo che a Toronto abbiamo trovato un albergo molto economico in zona ChinaTown. Non avevo mai visto niente di simile: avrei potuto pensare di essere in Cina. Negozi cinesi di prodotti cinesi (anche se convengo con voi sul fatto che i prodotti cinesi siano ormai in qualsiasi negozio). Ma anche banche canadesi con insegne e loghi in cinese. Cinesi ovunque! D'altro canto i cinesi a Toronto sono mezzo milione, un ottavo dell'intera popolazione. Solo qualche anno fa hanno superato numericamente la comunità italiana, che ammonta a quasi un altro ottavo.
L'hotel era all'ultimo piano di un centro commerciale cinese, con receptionist e inservienti cinesi. Arriviamo e la porta della camera attigua alla nostra è socchiusa, presidiata da un cinese dall'aria circospetta. All'interno un vociare concitato. Entriamo in camera un po' titubanti. Di lì a mezz'ora la stanza è piantonata da una pattuglia della polizia che è arrivata con un'ambulanza al seguito perchè se le sono date di santa ragione...
RIENTRO - Finalmente abbiamo fatto il volo di rientro seduti tutti vicini vicini. Peccato che Antonio accusasse un po' di sintomi influenzali e si sia addormentato istantaneamente, mentre Tobia non ne abbia voluto sapere di dormire per 2 ore e mezza...
BILANCIO DEL VIAGGIO - Siamo sicuramente stati penalizzati e limitati dal freddo e dalla neve, anche se il paesaggio ha acquistato un fascino particolare.
Tornerei volentieri in estate per poter vedere la zona dei Grandi Laghi e qualche parco naturalistico.
Abbiamo anche perso un sacco di cose, per fortuna di poco valore: un berretto di Antonio, una bottiglia di shampoo, ovviamente un coltello della serie di quello "cipriota" e - non contenti - un coltello di 4 acquistati al Dollarama, la catena canadese che vende tutto a 1 dollaro. Se adesso volete scrivere una barzelletta su noi e i nostri coltelli... come biasimarvi?!
- domenica 16: OTTAWA
- lunedì 17 e martedì 18: QUEBEC città
- mercoledì 19 e giovedì 20: MONTREAL
- venerdì 21 e sabato 22: TORONTO
- domenica 23: ancora TORONTO e ritorno
TOTALE: 2700km. Ovviamente tutti guidati da Antonio, perchè - non sia mai! - l'auto viene sempre noleggiata con un solo guidatore, LUI.
OTTAWA - vedi post del 16 marzo.
QUEBEC - Il nucleo originario di Quebec nasce nel 1608 (Happy 400th Birthday!) su un promontorio che si affaccia sul fiume San Lorenzo, come punto strategico di controllo del commercio delle pelli. Arrivando, si attreversa quindi la parte nuova della città, per poi salire e raggiungere la Città Vecchia Alta e infine ridiscendere lungo una sottile striscia di terra che costeggia il San Lorenzo ed è chiamata la Città Vecchia Bassa, la zona del porto.
I 400 anni della città possono sembrarci relativamente pochi, ma per il contesto canadese è un'età ragguardevole.
Quebec è davvero di matrice fortemente francofona e si caratterizza forse proprio per questo con un centro non molto grande ma elegante.
La periferia, che comunque non è moderna, ci si è presentata con palazzine di qualche piano che, come qui in Inghilterra, hanno un quid di trascurato o di un po' vecchiotto che le rende simpatiche. Per salire agli appartamenti dei piani superiori, spesso ci sono delle scale esterne, belle - in ferro battuto - o semplicemente essenziali (tutte senza l'alzata dello scalino) e fruibili. E' tutto molto caratteristico, tant'è che le mettono pure sulle cartoline. Ma mi chiedo: con quattro mesi e più di nevicate l'anno, insisti nel farti la scala esterna che ti devi necessariamente spalare ogni volta?!
Nel pomeriggio di martedì facciamo un giro all'Ile d'Orlean, un'isola residenziale con case enormi, paesini piccoli, bella vista su Quebec, cumuli di neve di anche 4 metri... Impressionanti!
MONTREAL - Per Montreal vale quanto appena detto per Quebec: matrice francofona, città elegante, scalette esterne.
Montreal è però più grande di Quebec e l'area urbana conta quasi 4 milioni di abitanti. E' la città francofona più grande al mondo dopo Parigi! (Wikipedia la dà per terza dopo Kinshasa, ma siamo lì)
La parte vecchia e più caratteristica è la zona del porto.
Il centro più nuovo è un incrociarsi di via più o meno grandi con negozi raffinati (quelli dove dovremmo fare shopping a prezzi vantaggiosi, ma tiriamo innanzi per poter girare la città)
Concludiamo la notra permanenza con un passeggiata sul Mont Royal, la collina che domina la città e ci regala un bel panorama e uno stuolo di socievoli scoiattoli al seguito (che tripudio di S!).
TORONTO - Toronto è stata per me la grande delusione. Abbiamo iniziato salendo sulla CN Tower: la soddisfazione del giro non ci ha ripagati del costo del biglietto.
Lo "skyline" e l'affastellarsi di negozi di bassa qualità - mi dice Antonio - corrispondono allo stile americano che ha visto a New York (nella sua leggendaria visita lampo alla Grande Mela).
Di qualcosa con una qualche parvenza storica è rimasto ben poco. Mi concedo una puntatina al BCE Place, palazzo il cui atrio è stato progettato da Santiago Calatrava. E lui non mi delude!
Venerdì sera cena con Nonno Odino e zia Eugenia dalla figlia Magda, con il simpatico Ronald e il figlioletto Michael, 4 anni di vivacità e allegria. Piccolo excursus: Odino ed Eugenia sono amici di mio nonno emigrati in Canada dopo la seconda guerra mondiale, per Nonno Odino e zia Eugenia.
Odino -classe 1921- ha iniziato a coltivare la passione della corsa verso i 60 anni e vanta numerosi primati nella classe "over 80" sulle lunghe distanze. A suon di banane e di corse mattutine, ha fatto sue la 100km del Passatore e la maratona, la doppia maratona e la 100km della Nanisivik Midnight Sun (di cui IO ho la maglietta!). Cercate "Odino Soligo" con Google e il primo risultato è la sua scheda personale.
Questo in sintesi spiega il suo feeling con Antonio. La scorsa estare lo ha spinto alla 6 ore della corsa delle Dirty Girls. Chilometri percorsi: 50. Premio conseguito: un paio di mutande con una Dirty Girl stampata sopra.
E' stata una serata molto piacevole. Abbiamo replicato con una visita l'indomani per il caffè del dopopranzo a casa loro, una casa ovviamente enorme che la zia riesce a pulire ancora da sola. Ma la zia è in gamba! Si è fatta una mezz'ora di gioco con Tobia mentre noi chiacchieravamo con il nonno del Canada. Credo se la sia anche spassata, ma alla fine - molto cortesemente - ha commentato che Tobia è sempre in movimento e che si era dovuta concedere un bicchiere d'acqua. Povera! Siamo rientrati con un bell'autobus giocattolo che era stato di Michael, corredato di passeggeri ad incastro.
Aggiungo che a Toronto abbiamo trovato un albergo molto economico in zona ChinaTown. Non avevo mai visto niente di simile: avrei potuto pensare di essere in Cina. Negozi cinesi di prodotti cinesi (anche se convengo con voi sul fatto che i prodotti cinesi siano ormai in qualsiasi negozio). Ma anche banche canadesi con insegne e loghi in cinese. Cinesi ovunque! D'altro canto i cinesi a Toronto sono mezzo milione, un ottavo dell'intera popolazione. Solo qualche anno fa hanno superato numericamente la comunità italiana, che ammonta a quasi un altro ottavo.
L'hotel era all'ultimo piano di un centro commerciale cinese, con receptionist e inservienti cinesi. Arriviamo e la porta della camera attigua alla nostra è socchiusa, presidiata da un cinese dall'aria circospetta. All'interno un vociare concitato. Entriamo in camera un po' titubanti. Di lì a mezz'ora la stanza è piantonata da una pattuglia della polizia che è arrivata con un'ambulanza al seguito perchè se le sono date di santa ragione...
RIENTRO - Finalmente abbiamo fatto il volo di rientro seduti tutti vicini vicini. Peccato che Antonio accusasse un po' di sintomi influenzali e si sia addormentato istantaneamente, mentre Tobia non ne abbia voluto sapere di dormire per 2 ore e mezza...
BILANCIO DEL VIAGGIO - Siamo sicuramente stati penalizzati e limitati dal freddo e dalla neve, anche se il paesaggio ha acquistato un fascino particolare.
Tornerei volentieri in estate per poter vedere la zona dei Grandi Laghi e qualche parco naturalistico.
Abbiamo anche perso un sacco di cose, per fortuna di poco valore: un berretto di Antonio, una bottiglia di shampoo, ovviamente un coltello della serie di quello "cipriota" e - non contenti - un coltello di 4 acquistati al Dollarama, la catena canadese che vende tutto a 1 dollaro. Se adesso volete scrivere una barzelletta su noi e i nostri coltelli... come biasimarvi?!
giovedì 20 marzo 2008
Tanti auguri alla nostra amata zia Laura V. (o Frati - 21.03.1978) !
Un'amica discreta e attenta, che durante il puerperio mi portava le monodosi per il pranzo, perchè non dovessi preoccuparmi di cucinare.
Una mamma affettuosa, fantasiosa e molto presente, quantitativamente (per sua fortuna) e qualitativamente (per dote e dedizione).
Una zia generosa di tantissimi consigli, di regali intelligenti e utili, di prestiti.
Una donna dalla fede operosa e motivata.
Per me, un'amica preziosa.
lunedì 17 marzo 2008
domenica 16 marzo 2008
Niagara & Ottawa
Ieri e' (sto scrivendo dal pc di Antonio con tastiera inglese, quindi niente lettere accentate) iniziata la nostra settimana di vacanza e di conseguenza il nostro giro turistico tra Ontario e Quebec.
Siamo partiti dalle Niagara Falls, guida alla mano - quella regalataci da fra' Vanni e fra' Marco, ma in replica anche dalla zia Magda, che ha capito il nostro desiderio di sostituire il suo regalo con un altro libro.
Difficile capire l'importanza delle cascate, che si distinguono non per altezza (solo una cinquantina di metri) ma per portata d'acqua. Comunque, ci hanno fatto una bella impressione, proponendosi nella versione invernale con mezzo fiume coperto di ghiaccio. Ci siamo anche avvicinati all'inizio del salto, bagnandoci di una pioggerellina sottile ma costante. E abbiamo ammirato la massa d'acqua che acquistava velocita' prima di iniziare a precipitare.
Al di la' del fiume Niagara, gli USA... (Cosi' posso dire -senza mentire- di aver visto gli Stati Uniti!)
Nel pomeriggio, veloce puntata a Niagara on The Lake, paesino che si e' conservato in stile vittoriano. Gode di una qualche fama perche' vi si tiene il George Bernard Shaw Festival.
La nottata non e' stata delle migliori. Gli uomini di casa sono tormentati da un fastidioso raffreddore e nessuno di noi ha dormito bene. Quindi stamattina abbiamo posticipato la partenza alle 7. Abbiamo attraversato 550 chilometri di pianura canadese e siamo arrivati ad Ottawa. La citta' e' al confine tra Ontario e Quebec e per questo la rigina Vittoria la elesse proprio 150 anni fa a capitale del Canada, per non scontentare ne' la componente anglofona ne' quella francofona.
A parte qualche palazzo istituzionale in stile, come il Parlamento e la Corte Suprema, e qualche grattacielo, c'e' poco di interessante. Al di la' del fiume, abbiamo fatto un breve giro nella citta' gemella Gatinau(Hull), giusto per dire di aver messo piede gia' oggi in Quebec.
Durante la seconda guerra mondiale la regina olandese Juliana venne a partorire qui e per garantire che l'erede nascesse in territorio olandese, la camera dell'ospedale fu dichiarata terra d'Olanda. Per ringraziare la citta' del favore ricevuto e del contributo dato dai soldati canadesi alla liberazione dei Paesi Bassi dai nazisti, la regina invio' 100.000 tulipani. Da allora ogni anno l'Olanda omaggia Ottawa di 20.000 tulipani. Da questa iniziativa ne e' nato il Festival dei Tulipani.
Siamo partiti dalle Niagara Falls, guida alla mano - quella regalataci da fra' Vanni e fra' Marco, ma in replica anche dalla zia Magda, che ha capito il nostro desiderio di sostituire il suo regalo con un altro libro.
Difficile capire l'importanza delle cascate, che si distinguono non per altezza (solo una cinquantina di metri) ma per portata d'acqua. Comunque, ci hanno fatto una bella impressione, proponendosi nella versione invernale con mezzo fiume coperto di ghiaccio. Ci siamo anche avvicinati all'inizio del salto, bagnandoci di una pioggerellina sottile ma costante. E abbiamo ammirato la massa d'acqua che acquistava velocita' prima di iniziare a precipitare.
Al di la' del fiume Niagara, gli USA... (Cosi' posso dire -senza mentire- di aver visto gli Stati Uniti!)
Nel pomeriggio, veloce puntata a Niagara on The Lake, paesino che si e' conservato in stile vittoriano. Gode di una qualche fama perche' vi si tiene il George Bernard Shaw Festival.
La nottata non e' stata delle migliori. Gli uomini di casa sono tormentati da un fastidioso raffreddore e nessuno di noi ha dormito bene. Quindi stamattina abbiamo posticipato la partenza alle 7. Abbiamo attraversato 550 chilometri di pianura canadese e siamo arrivati ad Ottawa. La citta' e' al confine tra Ontario e Quebec e per questo la rigina Vittoria la elesse proprio 150 anni fa a capitale del Canada, per non scontentare ne' la componente anglofona ne' quella francofona.
A parte qualche palazzo istituzionale in stile, come il Parlamento e la Corte Suprema, e qualche grattacielo, c'e' poco di interessante. Al di la' del fiume, abbiamo fatto un breve giro nella citta' gemella Gatinau(Hull), giusto per dire di aver messo piede gia' oggi in Quebec.
Durante la seconda guerra mondiale la regina olandese Juliana venne a partorire qui e per garantire che l'erede nascesse in territorio olandese, la camera dell'ospedale fu dichiarata terra d'Olanda. Per ringraziare la citta' del favore ricevuto e del contributo dato dai soldati canadesi alla liberazione dei Paesi Bassi dai nazisti, la regina invio' 100.000 tulipani. Da allora ogni anno l'Olanda omaggia Ottawa di 20.000 tulipani. Da questa iniziativa ne e' nato il Festival dei Tulipani.
venerdì 14 marzo 2008
Accenti di soddisfazione
Oggi ultimo giorno di lavoro canadese per Antonio e di "bimbi" per Tobia e la sottoscritta.
Questa mattina Tobia si è svegliato richiedendo -a voce rauca per il raffreddore- i "bimbi". Così siamo tornati al centro per l'infazia di cui vi raccontavo nell'ultimo post.
Altro walzer di mamme, bambini e giochi.
Attacco bottone con la mamma di turno, in realtà la tipica mamma canadese giovane con tre figli a distanza di un paio d'anni l'uno dall'altro. Quella di oggi ne ha una di quattro, uno di due e uno di 3 settimane. Parliamo del più e del meno, e quando scopre che ci siamo trasferiti a Londra (a spanne) mi dice che finalmente capisce perchè ho l'accento inglese. DAVVERO?!?! Wow! E io le assicuro che mi fa piacere, perchè l'accento canadese non mi entusiasma. W la sincerità! D'altro canto, qui book e look non suonano come buuc e luuc, ma come boc e loc. Orrido! Un accento simile ma non uguale all'americano.
In più, qui si sono inventati una serie di parole che hanno un corrispettivo diverso in Inglese Britannico: diaper e pacifier stanno per nappy e dummy (pannolino e ciuccio), mentre il first floor che può suonarci più familiare, in Gran Bretagna è rigorosamente il ground floor.
Da quanto ho avuto modo di capire dalla stessa conversazione, qui esiste la sospensione del lavoro anche per i papà, come in Italia. Le mamme possono stare a casa quasi un anno (non le 6 settimane delle colleghe americane...!). Lo stato paga loro il 60% dello stipendio, l'azienda il restante 40%. Credo comunque che molte donne stiano a casa dal lavoro.
Nota dolente sono le ferie. Mediamente un lavoratore canadese ha diritto a 10 giorni di ferie l'anno. In RIM si reputano fortunati perchè la quota sale a 15.
Nei miei giri in autobus ho visto pochi appartamenti (da notare che Waterloo fa 115.000 abitanti) e molte case grandi, apparentemente singole, tutte allineate con ordine alla stessa distanza dalla strada, con di fronte un bel po' di giardino aperto. Le auto che circolano sono di solito di cilindrata ragguardevole, tipo pick-up e monovolumi, ma forse questo dipende dalle famiglie numerose e dagli inverni rigidi.
PS - buon viaggio e in bocca al lupo al-La Zia Opal, che si sta dirigendo in esplorazione in quel di San Gallo. Noi la prossima settimana gireremo in PT Cruiser... Invidiosa?!
Questa mattina Tobia si è svegliato richiedendo -a voce rauca per il raffreddore- i "bimbi". Così siamo tornati al centro per l'infazia di cui vi raccontavo nell'ultimo post.
Altro walzer di mamme, bambini e giochi.
Attacco bottone con la mamma di turno, in realtà la tipica mamma canadese giovane con tre figli a distanza di un paio d'anni l'uno dall'altro. Quella di oggi ne ha una di quattro, uno di due e uno di 3 settimane. Parliamo del più e del meno, e quando scopre che ci siamo trasferiti a Londra (a spanne) mi dice che finalmente capisce perchè ho l'accento inglese. DAVVERO?!?! Wow! E io le assicuro che mi fa piacere, perchè l'accento canadese non mi entusiasma. W la sincerità! D'altro canto, qui book e look non suonano come buuc e luuc, ma come boc e loc. Orrido! Un accento simile ma non uguale all'americano.
In più, qui si sono inventati una serie di parole che hanno un corrispettivo diverso in Inglese Britannico: diaper e pacifier stanno per nappy e dummy (pannolino e ciuccio), mentre il first floor che può suonarci più familiare, in Gran Bretagna è rigorosamente il ground floor.
Da quanto ho avuto modo di capire dalla stessa conversazione, qui esiste la sospensione del lavoro anche per i papà, come in Italia. Le mamme possono stare a casa quasi un anno (non le 6 settimane delle colleghe americane...!). Lo stato paga loro il 60% dello stipendio, l'azienda il restante 40%. Credo comunque che molte donne stiano a casa dal lavoro.
Nota dolente sono le ferie. Mediamente un lavoratore canadese ha diritto a 10 giorni di ferie l'anno. In RIM si reputano fortunati perchè la quota sale a 15.
Nei miei giri in autobus ho visto pochi appartamenti (da notare che Waterloo fa 115.000 abitanti) e molte case grandi, apparentemente singole, tutte allineate con ordine alla stessa distanza dalla strada, con di fronte un bel po' di giardino aperto. Le auto che circolano sono di solito di cilindrata ragguardevole, tipo pick-up e monovolumi, ma forse questo dipende dalle famiglie numerose e dagli inverni rigidi.
PS - buon viaggio e in bocca al lupo al-La Zia Opal, che si sta dirigendo in esplorazione in quel di San Gallo. Noi la prossima settimana gireremo in PT Cruiser... Invidiosa?!
martedì 11 marzo 2008
Chapters & YMCA
Durante il weekend è cambiata l'ora e le giornate sono lunghe. Peccato essere limitati dai marciapiedi impraticabili col passeggino...
Ho visto gli stabili della RIM che è dislocata su una ventina di palazzine. Appena dico che sono qui per il lavoro di mio marito, subito è chiaro che lavora per la RIM.
Ieri siamo tornati da Chapters, la libreria all'incrocio più vicino. Adulti e bambini possono consultare liberamente i libri e le riviste senza obbligo di acquisto, il che pone il negozio a metà tra una libreria e una biblioteca.
Il motivo della nostra visita era legato principalmente alla grande rotaia in legno corredata di locomotive e vagoni a calamita, con annessi omini, alberelli, segnaletica etc.etc. esposta ad uso dei piccoli utenti.
Una bambina presta a Tobia uno di quei libri con tastiera modello pianoforte e spartiti di filastrocche e canzoni. Una volta tanto spezzo una lancia in favore di Tobia e dico che tutto è successo in un frangente, senza mossa brusche o monelle da parte sua. Fatto è che prende in mano l'ultima pagina e tutte le precedenti si rovesciano all'indietro. Crac! La rilegatura si rompe lungo tutta la pagina. Mi avvio alle casse per spiegare l'accaduto e mi offro di acquistare il libro, anche se 17 dollari li spenderei piuttosto per altri titoli che ho già adocchiato... Il commesso mi dice: "Never mind! Do not bother!": rovinare i libri fa parte del gioco, la libreria lo ha messo in conto quando ha deciso di permettere la libera consultazione dei testi ai potenziali acquirenti. Mi sento un po' in colpa lo stesso, ma grazie. Magari prima di partire tornerò volentieri a spendere quei 17 dollari per i libri di Dr.Seuss che vorrei, senza rammaricarmi per la spesa in virtù del fatto che in fondo mi sto sdebitando del favore ricevuto.
Oggi su suggerimento di un collega di Antonio, siamo andati all' "Early Year Ontario Center" (center all'americana). E' una struttura pensata per i bambini da 0 a 6 anni. Un paio di stanzoni pieni di giochi: una mini cucina in legno completa di set di scope, mocho, spazzolone etc., tamburelli, xilofoni, marionette, costruzioni, bambole, trenini, macchinette e camion, colori etc.etc.
C'è una ricca biblioteca di testi per bambini e per adulti. Attività per i piccoli e incontri di supporto per i genitori. Un cucina con microonde e stoviglie. Depliant a volontà.
E' anche uno di quei luoghi in cui si possono facilmente fare conoscenze, attaccando bottone con le solite domande "Il tuo quanto ha?" o "Come si chiama" e così via.
Una cosa sbalorditiva! E, manco a dirlo, gratuita!
Quando Antonio mi diceva che il Canada sarebbe stato più a misura di famiglia rispetto a Londra, aveva decisamente visto giusto. Rimpiango che quella proposta di trasferimento qui non si sia mai concretizzata: perfino la neve - che non amo particolarmente - mi dà già meno fastidio! Per quanto io possa apprezzare le comodità di casa, mi rattrista un po' l'idea di essere già a metà della vacanza e di dover tornare a Staines, dove mi sono ambientata meno che qui. Ma si sa che l'erba del vicino è sempre la più verde!
ps. Una mamma ha visto che Tobia si girava l'indice sulla guancia per esprimere apprezzamento sullo yougurt che stava mangiando e mi ha chiesto se era il linguaggio dei segni.
Al che ne ho approfittato per chiedere come mai c'è tutto questo interesse per il linguaggio dei segni, visto che ho notato molte pubblicazioni sull'argomento (principalmente libri che spiegano come insegnare ai bambini il linguaggio dei segni).
Mi ha spiegato che da qualche hanno si propone ai genitori di insegnare qualche parola mutuata dal linguaggio dei segni ai figli, a partire dai 6 mesi. Questo perchè così i bambini imparano ad esprimersi coi gesti prima di saper parlare e comunicano le loro esigenze o volontà limitando i pianti fin dalla primissima infanzia. Questa mamma sosteneva che coi suoi figli ha funzionato.
Lo racconto principalmente ai nostri amici con bambini piccoli. Visto che le mode d'Oltreoceano da noi arrivano sempre qualche anno dopo, vi do la possibilità di giocare d'anticipo!
Ho visto gli stabili della RIM che è dislocata su una ventina di palazzine. Appena dico che sono qui per il lavoro di mio marito, subito è chiaro che lavora per la RIM.
Ieri siamo tornati da Chapters, la libreria all'incrocio più vicino. Adulti e bambini possono consultare liberamente i libri e le riviste senza obbligo di acquisto, il che pone il negozio a metà tra una libreria e una biblioteca.
Il motivo della nostra visita era legato principalmente alla grande rotaia in legno corredata di locomotive e vagoni a calamita, con annessi omini, alberelli, segnaletica etc.etc. esposta ad uso dei piccoli utenti.
Una bambina presta a Tobia uno di quei libri con tastiera modello pianoforte e spartiti di filastrocche e canzoni. Una volta tanto spezzo una lancia in favore di Tobia e dico che tutto è successo in un frangente, senza mossa brusche o monelle da parte sua. Fatto è che prende in mano l'ultima pagina e tutte le precedenti si rovesciano all'indietro. Crac! La rilegatura si rompe lungo tutta la pagina. Mi avvio alle casse per spiegare l'accaduto e mi offro di acquistare il libro, anche se 17 dollari li spenderei piuttosto per altri titoli che ho già adocchiato... Il commesso mi dice: "Never mind! Do not bother!": rovinare i libri fa parte del gioco, la libreria lo ha messo in conto quando ha deciso di permettere la libera consultazione dei testi ai potenziali acquirenti. Mi sento un po' in colpa lo stesso, ma grazie. Magari prima di partire tornerò volentieri a spendere quei 17 dollari per i libri di Dr.Seuss che vorrei, senza rammaricarmi per la spesa in virtù del fatto che in fondo mi sto sdebitando del favore ricevuto.
Oggi su suggerimento di un collega di Antonio, siamo andati all' "Early Year Ontario Center" (center all'americana). E' una struttura pensata per i bambini da 0 a 6 anni. Un paio di stanzoni pieni di giochi: una mini cucina in legno completa di set di scope, mocho, spazzolone etc., tamburelli, xilofoni, marionette, costruzioni, bambole, trenini, macchinette e camion, colori etc.etc.
C'è una ricca biblioteca di testi per bambini e per adulti. Attività per i piccoli e incontri di supporto per i genitori. Un cucina con microonde e stoviglie. Depliant a volontà.
E' anche uno di quei luoghi in cui si possono facilmente fare conoscenze, attaccando bottone con le solite domande "Il tuo quanto ha?" o "Come si chiama" e così via.
Una cosa sbalorditiva! E, manco a dirlo, gratuita!
Quando Antonio mi diceva che il Canada sarebbe stato più a misura di famiglia rispetto a Londra, aveva decisamente visto giusto. Rimpiango che quella proposta di trasferimento qui non si sia mai concretizzata: perfino la neve - che non amo particolarmente - mi dà già meno fastidio! Per quanto io possa apprezzare le comodità di casa, mi rattrista un po' l'idea di essere già a metà della vacanza e di dover tornare a Staines, dove mi sono ambientata meno che qui. Ma si sa che l'erba del vicino è sempre la più verde!
ps. Una mamma ha visto che Tobia si girava l'indice sulla guancia per esprimere apprezzamento sullo yougurt che stava mangiando e mi ha chiesto se era il linguaggio dei segni.
Al che ne ho approfittato per chiedere come mai c'è tutto questo interesse per il linguaggio dei segni, visto che ho notato molte pubblicazioni sull'argomento (principalmente libri che spiegano come insegnare ai bambini il linguaggio dei segni).
Mi ha spiegato che da qualche hanno si propone ai genitori di insegnare qualche parola mutuata dal linguaggio dei segni ai figli, a partire dai 6 mesi. Questo perchè così i bambini imparano ad esprimersi coi gesti prima di saper parlare e comunicano le loro esigenze o volontà limitando i pianti fin dalla primissima infanzia. Questa mamma sosteneva che coi suoi figli ha funzionato.
Lo racconto principalmente ai nostri amici con bambini piccoli. Visto che le mode d'Oltreoceano da noi arrivano sempre qualche anno dopo, vi do la possibilità di giocare d'anticipo!
lunedì 10 marzo 2008
A proposito di sanità: commenti dal Venezuela
Leggendo il post del 28 febbraio sui medicinali gratuiti per Tobia, Elisabetta mi scrive dal Venezuela:
"interessante anche che non paghi i farmaci...qui invece la gente muore perchè non può permettersi i farmaci e nessuno si impietosisce...è normale così...l'altro giorno parlavo con una ragazzina, che da un po'ha degli svenimenti, dei forti mal di testa...e le ho chiesto cosa aveva detto il dottore...mi ha risposto che non ci è ancora andata...la nonna sta mettendo via i soldi...quando ce li avrà, andrà...le sembrava addirittura ovvio..."
Un ringraziamento a lei e ad Eugenio che con le loro lettere mensili e le loro mail ci aprono gli occhi su realtà dalle tinte tragiche, che ignoriamo e non ci sforziamo di conoscere.
Ad Elisabetta un abbraccio e un incoraggiamento particolare, visto che sta sperimentando sulla sua pelle le conseguenze delle precarie condizioni igieniche e sanitarie di questo Paese.
"interessante anche che non paghi i farmaci...qui invece la gente muore perchè non può permettersi i farmaci e nessuno si impietosisce...è normale così...l'altro giorno parlavo con una ragazzina, che da un po'ha degli svenimenti, dei forti mal di testa...e le ho chiesto cosa aveva detto il dottore...mi ha risposto che non ci è ancora andata...la nonna sta mettendo via i soldi...quando ce li avrà, andrà...le sembrava addirittura ovvio..."
Un ringraziamento a lei e ad Eugenio che con le loro lettere mensili e le loro mail ci aprono gli occhi su realtà dalle tinte tragiche, che ignoriamo e non ci sforziamo di conoscere.
Ad Elisabetta un abbraccio e un incoraggiamento particolare, visto che sta sperimentando sulla sua pelle le conseguenze delle precarie condizioni igieniche e sanitarie di questo Paese.
domenica 9 marzo 2008
"Getting close to the snowfall record"
Nel 1939 si sono raggiunti i 207 cm di neve, nel 2008 i 195.
In effetti, non ne ho mai vista così tanta. O forse non ho mai visto intere distese di campi completamente bianchi, abituata ad associare la neve alle montagne.
Ci saranno 50 cm buoni di neve, a tratti anche di più, senza considerare i cumuli creati dagli spazzaneve, che raggiungono anche un paio di metri.
Il telegiornale riporta 900 incidenti stradali e conferma che la regione di Ottawa e di Niagara sono state le più colpite dalla tempesta di neve.
In tarda mattinata oggi è spuntato un bel sole e l'aria era limpida, ma purtroppo la temperatura si è mantenuta molto molto bassa.
Per la settimana entrante è previsto freddo ma bel tempo. Per la successiva - quella delle nostre ferie - ancora neve...
In effetti, non ne ho mai vista così tanta. O forse non ho mai visto intere distese di campi completamente bianchi, abituata ad associare la neve alle montagne.
Ci saranno 50 cm buoni di neve, a tratti anche di più, senza considerare i cumuli creati dagli spazzaneve, che raggiungono anche un paio di metri.
Il telegiornale riporta 900 incidenti stradali e conferma che la regione di Ottawa e di Niagara sono state le più colpite dalla tempesta di neve.
In tarda mattinata oggi è spuntato un bel sole e l'aria era limpida, ma purtroppo la temperatura si è mantenuta molto molto bassa.
Per la settimana entrante è previsto freddo ma bel tempo. Per la successiva - quella delle nostre ferie - ancora neve...
sabato 8 marzo 2008
Condizioni avverse...
Sta nevicando...
C'è tanta "NENE"...
Pare sia iniziata la peggiore perturbazione nevosa dell'anno...
Current Weather
Updated:Saturday March 8 2008,9:00 EST- Kitchener-Waterloo
-8°C
Light snow
Feels Like: -15
Wind: N 19km/h
Wind gusts: 30km/h
Sunrise: 6:45
Sunset: 18:19
Relative Humidity: 92%
Pressure: 100.85 kPa
Visibility: 1.8 km
Ceiling: 1500 ft
Snow
Saturday afternoon: 5-10 cm
Saturday evening: 1-3 cm
From Saturday Afternoon to Sunday Morning we expect 10-15 cm of snow.
C'è tanta "NENE"...
Pare sia iniziata la peggiore perturbazione nevosa dell'anno...
Current Weather
Updated:Saturday March 8 2008,9:00 EST- Kitchener-Waterloo
-8°C
Light snow
Feels Like: -15
Wind: N 19km/h
Wind gusts: 30km/h
Sunrise: 6:45
Sunset: 18:19
Relative Humidity: 92%
Pressure: 100.85 kPa
Visibility: 1.8 km
Ceiling: 1500 ft
Snow
Saturday afternoon: 5-10 cm
Saturday evening: 1-3 cm
From Saturday Afternoon to Sunday Morning we expect 10-15 cm of snow.
giovedì 6 marzo 2008
mercoledì 5 marzo 2008
Canada: l'arrivo
Eccoci sistemati a Waterloo (non traducete...!).
Otto ore e più di volo, separati da 10 file di sedili, Antonio incastrato tra qualche altro passeggero nel corridoio, io più avanti a sperare in una sua occasionale visita di cortesia e a gestire la piccola tempesta, che comunque - a dispetto del parere contrario di mamma - ha ricevuto i complimenti per il buon comportamento dai vicini - gente affabile e simpatica come sempre stiamo incontrando ultimamente.
Un'ora di strada in Limousine, gentilmente offerta dalla RIM (da raccontare solo perchè la nostra amica Elena Serena il giro in Limousine se l'è pagato!!!), e siamo arrivati in questa nevosa cittadina dell'Ontario, 100 km a est di Toronto, rinomata per le sue università.
Qui in zona è stata registrata la temperatura più bassa mai raggiunta al di fuori dei circoli polari (-77°C). Niente di lontanamente immaginabile, anche se in questi giorni abbiamo potuto apprezzare un discreto freddo e qualche lunga ora di nevicata. Deve essere tutto abbastanza nella norma, perchè le strade e i marciapiedi sono sempre puliti, ad eccezione del tratto che ci separa dalla porta dell'hotel alla fermata dell'autobus. Il che dimostra una certa nostra sfortuna e un'ottima preparazione dei residenti all'evenienza neve.
Il centro non offre grandi attrattive nè culturali nè turistiche. Durante il weekend ci dovremmo muovere in macchina, quindi spero che per la prossima settimana avrò qualcosa di meglio da raccontarvi. A Saint Jacob, a qualche chilometro da qui, esiste una grossa comunità di Mennoniti. I meglio noti Amish sono della stessa famiglia, benchè più conservatori e rigorosi. Ho già incrociato una coppia che circolava sul suo carro, ma anche un'altra che acquistava un seggiolino di quelli per assicurare i bambini in auto. In ogni caso, vestono proprio come vi immaginereste ricordando il film "Witness - Il testimone" con Harrison Ford e Kelly McGillis.
Il costo della vita è decisamente basso: nettamente inferiore non solo a quello inglese (circa un terzo), ma anche a quello italiano, soprattutto per quanto riguarda l'abbigliamento.
L'unica pecca è che i prezzi sono esposti senza l'aggiunta delle tasse, per cui il conto è sempre più alto di quanto me lo aspetti. Il famoso prezzo accattivante tipo 9.99$ (dollari canadesi), alla cassa diventa 10dollari&qualcosa...
Paese che vai... usanza che trovi!
Otto ore e più di volo, separati da 10 file di sedili, Antonio incastrato tra qualche altro passeggero nel corridoio, io più avanti a sperare in una sua occasionale visita di cortesia e a gestire la piccola tempesta, che comunque - a dispetto del parere contrario di mamma - ha ricevuto i complimenti per il buon comportamento dai vicini - gente affabile e simpatica come sempre stiamo incontrando ultimamente.
Un'ora di strada in Limousine, gentilmente offerta dalla RIM (da raccontare solo perchè la nostra amica Elena Serena il giro in Limousine se l'è pagato!!!), e siamo arrivati in questa nevosa cittadina dell'Ontario, 100 km a est di Toronto, rinomata per le sue università.
Qui in zona è stata registrata la temperatura più bassa mai raggiunta al di fuori dei circoli polari (-77°C). Niente di lontanamente immaginabile, anche se in questi giorni abbiamo potuto apprezzare un discreto freddo e qualche lunga ora di nevicata. Deve essere tutto abbastanza nella norma, perchè le strade e i marciapiedi sono sempre puliti, ad eccezione del tratto che ci separa dalla porta dell'hotel alla fermata dell'autobus. Il che dimostra una certa nostra sfortuna e un'ottima preparazione dei residenti all'evenienza neve.
Il centro non offre grandi attrattive nè culturali nè turistiche. Durante il weekend ci dovremmo muovere in macchina, quindi spero che per la prossima settimana avrò qualcosa di meglio da raccontarvi. A Saint Jacob, a qualche chilometro da qui, esiste una grossa comunità di Mennoniti. I meglio noti Amish sono della stessa famiglia, benchè più conservatori e rigorosi. Ho già incrociato una coppia che circolava sul suo carro, ma anche un'altra che acquistava un seggiolino di quelli per assicurare i bambini in auto. In ogni caso, vestono proprio come vi immaginereste ricordando il film "Witness - Il testimone" con Harrison Ford e Kelly McGillis.
Il costo della vita è decisamente basso: nettamente inferiore non solo a quello inglese (circa un terzo), ma anche a quello italiano, soprattutto per quanto riguarda l'abbigliamento.
L'unica pecca è che i prezzi sono esposti senza l'aggiunta delle tasse, per cui il conto è sempre più alto di quanto me lo aspetti. Il famoso prezzo accattivante tipo 9.99$ (dollari canadesi), alla cassa diventa 10dollari&qualcosa...
Paese che vai... usanza che trovi!
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