Innanzitutto, l'itinerario dell'ultima settimana:
- domenica 16: OTTAWA
- lunedì 17 e martedì 18: QUEBEC città
- mercoledì 19 e giovedì 20: MONTREAL
- venerdì 21 e sabato 22: TORONTO
- domenica 23: ancora TORONTO e ritorno
TOTALE: 2700km. Ovviamente tutti guidati da Antonio, perchè - non sia mai! - l'auto viene sempre noleggiata con un solo guidatore, LUI.
OTTAWA - vedi post del 16 marzo.
QUEBEC - Il nucleo originario di Quebec nasce nel 1608 (Happy 400th Birthday!) su un promontorio che si affaccia sul fiume San Lorenzo, come punto strategico di controllo del commercio delle pelli. Arrivando, si attreversa quindi la parte nuova della città, per poi salire e raggiungere la Città Vecchia Alta e infine ridiscendere lungo una sottile striscia di terra che costeggia il San Lorenzo ed è chiamata la Città Vecchia Bassa, la zona del porto.
I 400 anni della città possono sembrarci relativamente pochi, ma per il contesto canadese è un'età ragguardevole.
Quebec è davvero di matrice fortemente francofona e si caratterizza forse proprio per questo con un centro non molto grande ma elegante.
La periferia, che comunque non è moderna, ci si è presentata con palazzine di qualche piano che, come qui in Inghilterra, hanno un quid di trascurato o di un po' vecchiotto che le rende simpatiche. Per salire agli appartamenti dei piani superiori, spesso ci sono delle scale esterne, belle - in ferro battuto - o semplicemente essenziali (tutte senza l'alzata dello scalino) e fruibili. E' tutto molto caratteristico, tant'è che le mettono pure sulle cartoline. Ma mi chiedo: con quattro mesi e più di nevicate l'anno, insisti nel farti la scala esterna che ti devi necessariamente spalare ogni volta?!
Nel pomeriggio di martedì facciamo un giro all'Ile d'Orlean, un'isola residenziale con case enormi, paesini piccoli, bella vista su Quebec, cumuli di neve di anche 4 metri... Impressionanti!
MONTREAL - Per Montreal vale quanto appena detto per Quebec: matrice francofona, città elegante, scalette esterne.
Montreal è però più grande di Quebec e l'area urbana conta quasi 4 milioni di abitanti. E' la città francofona più grande al mondo dopo Parigi! (Wikipedia la dà per terza dopo Kinshasa, ma siamo lì)
La parte vecchia e più caratteristica è la zona del porto.
Il centro più nuovo è un incrociarsi di via più o meno grandi con negozi raffinati (quelli dove dovremmo fare shopping a prezzi vantaggiosi, ma tiriamo innanzi per poter girare la città)
Concludiamo la notra permanenza con un passeggiata sul Mont Royal, la collina che domina la città e ci regala un bel panorama e uno stuolo di socievoli scoiattoli al seguito (che tripudio di S!).
TORONTO - Toronto è stata per me la grande delusione. Abbiamo iniziato salendo sulla CN Tower: la soddisfazione del giro non ci ha ripagati del costo del biglietto.
Lo "skyline" e l'affastellarsi di negozi di bassa qualità - mi dice Antonio - corrispondono allo stile americano che ha visto a New York (nella sua leggendaria visita lampo alla Grande Mela).
Di qualcosa con una qualche parvenza storica è rimasto ben poco. Mi concedo una puntatina al BCE Place, palazzo il cui atrio è stato progettato da Santiago Calatrava. E lui non mi delude!
Venerdì sera cena con Nonno Odino e zia Eugenia dalla figlia Magda, con il simpatico Ronald e il figlioletto Michael, 4 anni di vivacità e allegria. Piccolo excursus: Odino ed Eugenia sono amici di mio nonno emigrati in Canada dopo la seconda guerra mondiale, per Nonno Odino e zia Eugenia.
Odino -classe 1921- ha iniziato a coltivare la passione della corsa verso i 60 anni e vanta numerosi primati nella classe "over 80" sulle lunghe distanze. A suon di banane e di corse mattutine, ha fatto sue la 100km del Passatore e la maratona, la doppia maratona e la 100km della Nanisivik Midnight Sun (di cui IO ho la maglietta!). Cercate "Odino Soligo" con Google e il primo risultato è la sua scheda personale.
Questo in sintesi spiega il suo feeling con Antonio. La scorsa estare lo ha spinto alla 6 ore della corsa delle Dirty Girls. Chilometri percorsi: 50. Premio conseguito: un paio di mutande con una Dirty Girl stampata sopra.
E' stata una serata molto piacevole. Abbiamo replicato con una visita l'indomani per il caffè del dopopranzo a casa loro, una casa ovviamente enorme che la zia riesce a pulire ancora da sola. Ma la zia è in gamba! Si è fatta una mezz'ora di gioco con Tobia mentre noi chiacchieravamo con il nonno del Canada. Credo se la sia anche spassata, ma alla fine - molto cortesemente - ha commentato che Tobia è sempre in movimento e che si era dovuta concedere un bicchiere d'acqua. Povera! Siamo rientrati con un bell'autobus giocattolo che era stato di Michael, corredato di passeggeri ad incastro.
Aggiungo che a Toronto abbiamo trovato un albergo molto economico in zona ChinaTown. Non avevo mai visto niente di simile: avrei potuto pensare di essere in Cina. Negozi cinesi di prodotti cinesi (anche se convengo con voi sul fatto che i prodotti cinesi siano ormai in qualsiasi negozio). Ma anche banche canadesi con insegne e loghi in cinese. Cinesi ovunque! D'altro canto i cinesi a Toronto sono mezzo milione, un ottavo dell'intera popolazione. Solo qualche anno fa hanno superato numericamente la comunità italiana, che ammonta a quasi un altro ottavo.
L'hotel era all'ultimo piano di un centro commerciale cinese, con receptionist e inservienti cinesi. Arriviamo e la porta della camera attigua alla nostra è socchiusa, presidiata da un cinese dall'aria circospetta. All'interno un vociare concitato. Entriamo in camera un po' titubanti. Di lì a mezz'ora la stanza è piantonata da una pattuglia della polizia che è arrivata con un'ambulanza al seguito perchè se le sono date di santa ragione...
RIENTRO - Finalmente abbiamo fatto il volo di rientro seduti tutti vicini vicini. Peccato che Antonio accusasse un po' di sintomi influenzali e si sia addormentato istantaneamente, mentre Tobia non ne abbia voluto sapere di dormire per 2 ore e mezza...
BILANCIO DEL VIAGGIO - Siamo sicuramente stati penalizzati e limitati dal freddo e dalla neve, anche se il paesaggio ha acquistato un fascino particolare.
Tornerei volentieri in estate per poter vedere la zona dei Grandi Laghi e qualche parco naturalistico.
Abbiamo anche perso un sacco di cose, per fortuna di poco valore: un berretto di Antonio, una bottiglia di shampoo, ovviamente un coltello della serie di quello "cipriota" e - non contenti - un coltello di 4 acquistati al Dollarama, la catena canadese che vende tutto a 1 dollaro. Se adesso volete scrivere una barzelletta su noi e i nostri coltelli... come biasimarvi?!
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