Quando sono arrivata a gennaio Antonio si era preso l'influenza. Questa volta ha rimediato una pallonata in faccia nella partita di calcetto organizzata in pausa pranzo. E' letteralmente rimasto a bocca aperta, nel senso che non riesce a chiuderla del tutto.
Nel pomeriggio ne abbiamo approfittato per farci un giro conoscitivo al pronto soccorso di Ashford. Su consiglio di Aldaisir (il collega scozzese) ci siamo precipitati il prima possibile, per evitare l'orda degli ubriachi che il venerdì sera affollano la sala d'attesa dopo aver subito incidenti di varia natura.
In effetti ce la siamo cavata velocemente. Il responso è stato che la mandibola si sistemerà da sola.
L'esperienza ha rafforzato il nostro status di emigranti/immigranti. Una certa diversità culturale è motivo di orgoglio, soprattutto in fatto di pulizia e senso civico. Ma al momento restano le difficoltà di integrazione, come la comprensione di un sistema sanitario sconosciuto.
1 commento:
Antonioooooooo, ma cosa mi combini ! Te l'ho sempre detto di NON giocare a calcio, oltre a NON essere uno sport è pericolosissimo !
A parte gli scherzi, spero che la tua mandibola rientri in sede quanto prima, così finalmente potrai ricominciare seriamente a correre che alla maratona di Treviso manca ormai quasi mese.
Ci sentiamo presto,
Ciao Stefano.
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