
Domenica 3: arrivo a Paphos
Lunedì 4: da Paphos a Polis e ritorno
Martedì 5: rovine e mosaici di Paphos e visita di Limassol
Mercoledì 6: attraversamento dei Trohodos (con tappa ai vari monasteri e chiese bizantine) e arrivo a Nicosia
Giovedì 7: visita di Nicosia; matrimonio di Hee Jeong e Stelios e ricevimento
Venerdì 8: Larnaka, Moschea di Tekke, Pafo Leftarka, Chappelle Royal; ritorno a Nicosia per la cena del matrimonio
Sabato 9: costa tra Limassol e Paphos; cena da Erato
Domenica 10: altro giro per Paphos; cena da Erato; ritorno a Londra
Le impressioni Il viaggio nel complesso non è stato entusiasmante, ma -piuttosto- lo definirei interessante, sotto molti aspetti. Siamo stati favoriti e al contempo penalizzati dall’essere in bassa stagione. Probabilmente c’erano meno turisti rispetto ai mesi estivi, ma abbiamo trovato alcune mete chiuse.
Senza dubbio le cose più belle che abbiamo visitato sono state le
rovine e i mosaici romani di Paphos e la zona dei Trohodos, con i tanti monasteri e le numerose piccole chiese di epoca bizantina, tutte in pietra esternamente e affrescate internamente. Restano aperte a discrezione del custode che può essere contattato via telefono. Avendo però organizzato il tour con pochissimo anticipo e non potendo prevedere che ritmi avremmo sostenuto con Tobia al seguito, non abbiamo potuto provvedere in anticipo e spesso abbiamo trovato chiuso.
La sensazione è che i Ciprioti stiano puntando poco sul turismo culturale: i siti archeologici sono poco curati e spesso le indicazioni stradali assenti. Al contrario, soprattutto nella zona costiera, stanno investendo tantissimo sul turismo occasionale che sceglie gli hotel “all inclusive” per trascorrere una o più settimane stanziali al mare oppure sugli stranieri che acquistano lì la seconda casa, primi tra tutti gli inglesi che trovano convenientissimi i prezzi degli immobili. Nicosia

Discorso a parte merita Nicosia. Capitale moderna e caotica fuori dalla mura (veneziane) e fatiscente centro storico al loro interno, dopo la caduta del muro di Berlino la città ha il triste primato di essere l’ultima capitale divisa in due: a Nord la parte turca, a Sud quella greco-cipriota. La circolazione di persone da uno stato all’altro sembra diventata una possibilità più facile negli ultimi anni. Ma lungo la “Linea Verde” che taglia la città longitudinalmente ci sono ancora presidi di guardia dell’esercito greco e zone cuscinetto gestite dall’ONU.
Camminando lungo i vicoli chiusi dalle barricate uno si sente dentro alla storia più di quanto quotidianamente non realizzi di essere (“La storia siamo noi…”). Benché geograficamente asiatica, Cipro fa parte dell’Unione Europea e dall’inizio di quest’anno è stato introdotto l’euro.Vien da chiedersi il senso di tutto questo dal momento che un qualsiasi atto di violenza tra le due fazioni pare impossibile in un contesto così occidentalizzato ed europeo. Eppure il confine c’è.
Forse ho vissuto questa situazione con più angoscia io di un comune cittadino cipriota: alle spalle di un presidio greco-cipriota campeggiava la scritta "Nothing is gained without sacrifices and freedom without blood"... Comunque, registro che in una settimana ho visto più bandiere greche che cipriote. Strana la volontà di questo popolo che ottenuta l’indipendenza dalla Gran Bretagna, avrebbe preferito l’annessione alla Grecia.Oggi, pare che l’annessione alla Grecia non sia così caldeggiata dalle nuove generazioni. Ma di fatto nell’isola esiste un dialetto derivante dal greco antico, benché tutti parlino anche greco e inglese. Economicamente, invece, è piuttosto evidente che Cipro sia fortemente legata alla Gran Bretagna. C’è di fatto questa strana eppure chiara commistione di indipendenza e dipendenza dalla Grecia sotto il profilo culturale e dall’Inghilterra sotto quello economico.
Il matrimonio

Anche il matrimonio di Hee Jeong e Stelios ha rispettato questo mix di culture.
L’autoctona ovviamente non è lei, che è invece originaria della Corea. I due si sono incontrati studiando a Manchester, dove li ho conosciuti anch’io. Adesso vivono vicino a Londra, un po’ più a nord di noi. In aggiunta la madre di lui, la signora Tina (una cordialissima ed esplosiva signora), è americana.
Il matrimonio è stato impostato secondo la tradizione cipriota, con appunto qualche contaminazione orientale. La cerimonia secondo il rito ortodosso (lei è cattolica) è stata molto suggestiva, molto cantata. I momento più coinvolgente è stato quando il celebrante ha incoronato gli sposi con due corone bianche legate da due fiocchi a simboleggiare l’unione e la dipendenza reciproca.
Durante la Messa eravamo circa un centinaio e ci siamo chiesti dove fossero le migliaia di persone annunciate nell’invito dagli sposi. Ritornati all’albergo per il ricevimento e il saluto agli sposi abbiamo trovato una discreta quantità di gente già in coda. Al ché, data l’ora, abbiamo deciso di procedere a sfamare Tobia e di accodarci in un secondo momento. Per TRE ore la coda è stata irremovibilmente ferma alla stessa lunghezza, con gente che arrivava solo per salutare gli sposi.
Alle 22, ultimi con gli amici ritrovati di Manchester, siamo finalmente riusciti nell’intento di congratularci con la coppia. Sono state stimate circa 3000 presenze!Deduco che questa sorta di ricevimento molto comune a Cipro sostituisca le visite che da noi si fanno precedentemente alle nozze per consegnare i regali.
Alla cena del venerdì, Hee Jeong si è presentata con uno splendido abito alla coreana. Abbiamo mangiato a buffet, quindi rispetto ai nostri pranzi di nozze in modo più informale.
Dopo un altro cambio di abito si sono aperte le danze, che sono proseguite fino a tarda notte. Ce ne siamo andati abbastanza presto perché era la prima sera che lasciavamo Tobia in custodia ad una baby-sitter e iniziare con una sconosciuta che non spiaccica una parola di inglese (unica nell’isola, credo!) non dà la massima tranquillità!
Erato e la sua famiglia

Come da programma, abbiamo cenato per due sere da Erato, una ragazza trentacinquenne conosciuta in aereo all’andata. Suo figlio Marcos (9 anni) ha intrattenuto Tobia per tutto il viaggio. GRAZIE MARCOS!
Erato e il marito Mario hanno una famiglia che ha qualcuno di voi piacerebbe molto (alla zia Gilda, a Laura V., ad Eugenio ed Elisabetta). Hanno 4 figli di 13,11,9 e 7 anni. Questo significa che lei alla mia età, li aveva già tutti! Inoltre, nei weekend ospitano una ragazzina scozzese trasferita da qualche anno sull’isola con la mamma. La ragazzina vuole essere considerata la “numero 2”…e questo la dice lunga sul rapporto che ha instaurato con la famiglia. Erato non ha rinunciato alla sua attività di capo scout né al lavoro in posta, e il marito le vieta una donna delle pulizie…
Sono stati molto ospitali e gentili con noi. Peccato solo che speravamo di mangiare alla cipriota. Invece la prima sera hanno procurato dei kebab take-away e la seconda sera hanno preparato… pasta!
Nella foto siamo tutti assieme, con la cuginetta Michelle.
La chicca del viaggio
Come ho già spifferato ad alcuni, la chicca del viaggio ha avuto come protagonista Antonio. La sera prima della partenza, molto diligentemente, si è preoccupato di preparare a Tobia il pranzo per l'indomani. Vedo che prende una forchetta e gli ricordo che i controlli a Heatrow sono molto severi, quindi gli chiedo di scegliere una vecchia forchetta che non sia del servizio di tutti i giorni, di modo che se ce la sequestrano non sia una grossa perdita.
Arrivati in areoporto, imbarcati i bagagli, decidiamo di dar da mangiare a Tobia prima di passare i controlli. E Antonio candidamente mi dice: "Oh! Mi sono tenuto il coltello!". Il coltello?!?!? Se mi sono fatta scrupolo della forchetta, men che meno vado a pensare che prenda un coltello...
Lo gettiamo preventivamente prima che ci blocchino al controllo. Ci sequestrano anche la forchetta.
Inutile precisare che il coltello era di un servizio da sei, ora da cinque...!
Al ritorno, a Paphos, un signore di mezza età viene malamente bloccato perchè nel bagaglio a mano ha una bottiglia di liquore. Commento che la guardia avrebbe potuto essere più cortese. Replica di Antonio: "Sì... ma... come se la gente non viaggiasse mai e non conoscesse le regole!"
No comment!
Le foto
Antonio ha pubblicato altre foto della settimana cipriota nel suo sito, all’indirizzo:
http://www.antonioepifani.com/img/Holiday/Cyprus08/index.html
La chicca del viaggio
Come ho già spifferato ad alcuni, la chicca del viaggio ha avuto come protagonista Antonio. La sera prima della partenza, molto diligentemente, si è preoccupato di preparare a Tobia il pranzo per l'indomani. Vedo che prende una forchetta e gli ricordo che i controlli a Heatrow sono molto severi, quindi gli chiedo di scegliere una vecchia forchetta che non sia del servizio di tutti i giorni, di modo che se ce la sequestrano non sia una grossa perdita.
Arrivati in areoporto, imbarcati i bagagli, decidiamo di dar da mangiare a Tobia prima di passare i controlli. E Antonio candidamente mi dice: "Oh! Mi sono tenuto il coltello!". Il coltello?!?!? Se mi sono fatta scrupolo della forchetta, men che meno vado a pensare che prenda un coltello...
Lo gettiamo preventivamente prima che ci blocchino al controllo. Ci sequestrano anche la forchetta.
Inutile precisare che il coltello era di un servizio da sei, ora da cinque...!
Al ritorno, a Paphos, un signore di mezza età viene malamente bloccato perchè nel bagaglio a mano ha una bottiglia di liquore. Commento che la guardia avrebbe potuto essere più cortese. Replica di Antonio: "Sì... ma... come se la gente non viaggiasse mai e non conoscesse le regole!"
No comment!
Le foto
Antonio ha pubblicato altre foto della settimana cipriota nel suo sito, all’indirizzo:
http://www.antonioepifani.com/img/Holiday/Cyprus08/index.html
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