Sono stati giorni molto intensi. Mi è parso di giocare a Tetris per riuscire ad incastrare quanti più appuntamenti possibile ottimizzando i tempi e le risorse senza dimenticare di sistemare casa Ceccato.
Tobia si è portato in Italia la sesta malattia. Le ipotesi più temute sono che se la sia presa nella mezz'ora di visita esplorativa al nido (quindi, cosa potrebbe comportare una frequentazione più lunga e assidua?!) o per via di quella considerazione sussurrata a mezza voce qualche giorno prima con la quale constatavamo che in 17 mesi non si era mai ammalato... Come non sapessimo che queste cose non vanno neanche pensate!
Comunque è stato meglio poter comunicare col suo pediatra, in italiano.
Sono ripartita piuttosto stanca, ma è stato un immenso piacere poter vedere così tanti e affezionati amici. Mi spiace non aver accontentato tutti (la zia Marika, lo zio fra'Marco, la zia Rosanna e la zia Monica), ma ho davvero fatto del mio meglio...
Con chi sono riuscita a vedere ho passato dei momenti molto piacevoli. Un incontro fugace ma inderogabile con la zia "Caia", che ha intelligentemente capito la mancanza di tempo. Una serata che avrei voluto non terminasse con la zia Chiara (GO CHIARA!!! GO!!!) e lo zio Samu. La chiacchierata con Cinzia e Nicola, a cui vanno tutti i miei auguri per i loro progetti di coppia. Un'ora al telefono e un pranzo rilassante con la zia Laura -prodiga di consigli e prestiti come sempre-, l'affettuoso Pietro e il sorridente Paolo. Una chiacchierata-sfogo con la zia Michela, che ha pazientemente ascoltato. La visita di zio Nicola e dell'immancabile Mirko. Un vassoio di pizzette in ufficio che è stato un rinnovato e sofferto saluto agli AtWorkUsers, che sono stati dei colleghi eccezionali ma per fortuna restano degli ottimi amici anche dopo il mio licenziamento.
A tal proposito, riflettevo che sia io che Antonio abbiamo avuto la fortuna di essere sempre circondati da persone molto care. Penso non solo agli amici -che in una qualche misura ci siamo scelti-, ma anche alle conoscenze maturate in contesti solitamente più formali, in cui non è così scontato creare dei rapporti di amicizia autentica, come appunto l'ambito professionale.
L'altra riflessione sui miei amici è che ho visto tutti molto consapevoli e attenti al loro futuro professionale e non. La considerazione vale ancora di più per chi conosco da tanto tempo (Chiara, Marika, Nicola, Michela...), che nel corso degli anni si sono trasformati in adulti dai caratteri forti e dalle personalità interessanti.
Mi mancherete...
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