Da un paio di mesi Tobia e' entrato nella sequenza infinita dei "perche'??", che cerchiamo di gestire con pazienza, relativa precisione e... fantasia, finche' non riusciamo in qualche modo a rigirargli la domanda.
A quel punto pero' la sua risposta e' ferma e risoluta: "Perche' si'!!".
Quando poi incontriamo i vicini o gente varia, attacca bottone con: "Where is your house?" o "What are you doing?", ripetute ad oltranza o seguite da... indovinate! indovinate!... "Why?".
A me invece ha chiesto come fa il "bambino piccolo" ad uscire dalla pancia.
Ho preferito optare per la verita' e gli ho spiegato che c'e' un buchino vicino a quello della pipi'.
Per fortuna non mi ha ancora chiesto come cavolo il "bambino piccolo" ci e' entrato, nella pancia!
Non ho ancora deciso se propinargli la storia della cicogna -Genoveffa come nel suo amato libretto "Lamberto, Leone innesperto", eredita' della mia infanzia-, dell'ape, del cavolo o della mamma e del papa' che si abbracciano fortissimo... (quest'ultima teoria non ha convinto molto Leonardo...).
Sempre in fatto di approcci e buona educazione, gli abbiamo insegnato a salutare, dalla vicina alle maestre, al commesso del supermercato, al prete a Messa etc.etc.
Ha imparato cosi' bene, che si rivolge indistintamente a tutti. Cosi' se saluta qualche sconosciuto che non lo bada mi chiede: "Mamma, perche' non risponde??". "Tesoro, non avra' sentito... o sara' stato soprapensiero..."
Il giorno che comincero' a dirgli di non dar retta agli sconosciuti mi prendera' per isterica.
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