"Noi" li sponsorizziamo e quindi noi (questa volta nel senso stretto del termine) abbiamo avuto 2 biglietti gratis per il concerto a Londra del loro "360 tour".
Invidiosi?! In realta' devo confessare che i biglietti non li avevamo nemmeno chiesti, forse perche' non ci interessava a tal punto, o forse perche' e' lontanissimo dalle nostre abitudini sbarazzarci di Tobia per una serata da soli. Salvo che poi c'eravamo un po' pentiti di aver perso l'occasione, a quel punto senza pensare seriamente che avremmo dovuto organizzarci col pargolo. Fatto sta che il giovedi' prima del concerto c'erano ancora biglietti disponibili, nonostante paresse che gli unici ad aver disdegnato l'offerta fossimo io e Antonio. Cosi', con la sfrontatezza che a volte premia, Antonio ha candidamente chiesto se ne poteva avere due... e glieli hanno dati. Pensare che io avrei avuto diritto ad altrettanti ingressi.
Insomma, Tobia piazzato dalla sua maestra preferita per la notte e tranquillamente a suo agio in braccia note e affettuose, ci siamo andati.
Mi sono piu' appassionata del fenomeno sociale che della musica. Lo stadio era pieno di gente, non un posto vuoto sugli spalti, ma parterre vivibile anche con la pancia. Pubblico partecipe ma misurato -forse perche' non giovanissimo-, fatta eccezione per i quattro irlandesi sbronzi giusto di fronte a noi che non stavano zitti nemmeno quando la band lanciava qualche messaggio di solidarieta', per l'Iran e Ang Sang Suu Khy, cui il tour e' dedicato. Le due ore sono volate tra canzoni nuove (forse solo per me? Non dite a nessuno che non ne conoscevo 2/3... ) e storiche, mentre pensavo ai poveretti costretti a riproporle da 10 anni a questa parte ad ogni esibizione... Il mega schermo era davvero enorme e tecnologicamente avanzato, ma eravamo abbastanza avanti per non averne bisogno.
Chicca della serata post concerto... abbiamo rivisto dopo due anni Elena e Mattia, i nostri amici padovani emigrati in Irlanda (vedi link al loro blog a lato). E vedere la loro pancia... Li abbiamo "egoisticamente" voluti riaccompagnare in centro a prendere la National Express per Stansted, anche se in metro o bus forse ci avrebbero messo meno. Ma abbiamo voluto approfittarne per chiacchierarci insieme un paio d'ore e farci raccontare dal vivo quello che leggiamo sul loro blog. Ed e' stato piacevole optare per questa scelta.
Speriamo la prossima volta di poterci trovare tutti assieme, Michele e Tobia compresi.
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