Macchè Louis Hamilton...!
Non dite che lo snobbiamo perchè ha soffiato il titolo sul filo di lana ad un ferrarista che peraltro nel corso dell'anno si è distinto altrettanto poco... (voci in casa confermano le mie opinioni meno che amatoriali).
Ma noi siamo con Paula, Paula Radcliffe di Devenham, Cheshire, detentrice del record mondiale donne nella maratona (2:17:18, Chicago Marthon, 13 Ottobre 2002).
Seconda donna al mondo, ieri ha vinto la sua terza "42 km 196m" di New York, a 34 anni, con una bimba di 22 mesi, Isla, già sulle scene del parterre della Grande Mela lo scorso anno, quando la mamma si aggiudicò la gara a pochi mesi dalla sua nascita.
Tifiamo per lei perchè:
- è donna (e non contestatemi!)
- è mamma (e non contestatemi!)
- il suo è uno sport di tanti sacrifici poco remunerativi
- merita di vedere premiati i suoi sforzi
- se continua ad essere in buona forma fisica, a correre e a vincere qualche gara forse troverà le motivazioni per partecipare alla maratona alle olimpiadi di Londra, nel 2012, a 38 anni ma in casa propria e magari per vincere la medaglia che le manca, l'oro olimpico che le è scappato ad Atene -dove si ritirò a metà percorso- e a Pechino - dove è finita fuori dal podio per essere appena uscita da un brutto infortunio
- e perchè se continua ad essere in buona forma fisica e a correre non avrà tempo di scrivere la seconda parte della sua biografia, che salvo imprevisti non potrebbe essere meno noiosa della prima
La sua prima e al momento unica biografia, dal titolo significativo e fantasioso di "PAULA - My story so far", si conclude nel 2004, anno del soffertissimo ritiro di Atente.
376 pagine, formato A5, font 11.
Le prime 10 pagine per dire che Atene è stata una sconfitta pesantissima, dalla quale ha però imparato molto e ha tratto ispirazione per scrivere il libro.
Le successive 10 pagine per motivare la scelta di redigere una biografia, che le è servita per ragionare sulle emozioni di Atene, che è stata una sonora batosta.
Ancora 10 pagine per ringraziare le persone che le sono state accanto, marito e famiglia, nei momenti difficili post Atene, che è stato uno dei momenti peggiori della sua carriera, ma che le ha fatto capire che ci sono cose più imporatanti nella vita e che lei corre per il piacere di correre, anche se Atene è stata un'esperienza dolorosa e difficile. Sì, perchè se non lo avete ancora capito dopo 30 pagine, il post Atene è stato proprio duro.
B A S T A !
Ho esercitato il Terzo Diritto del Lettore secondo Pennac (in "Come un romanzo", questo sì da leggere): IL DIRITTO DI NON FINIRE IL LIBRO.
Lo ho chiuso e posato definitivamente, come confesso di aver fatto tanto tempo fa anche per Madame Bovary e Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis (perchè tanto vale leggersi I dolori del giovane Werther).
Se l'Ulisse di Joyce è lettura per capire il flusso del pensiero umano, forse "Paula" ti fa scoprire la mente del martoneta, abiutata a ingannare il tempo mentre le gambe macinano chilometri con passi costanti e ripetuti.
Ragazza mia, corri! E quando non gareggerai più, fa'un altro bambino, chè in questo riesci molto molto bene!
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