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lunedì 3 novembre 2008

Sicurezza

La Politica del Terrore in RIM la fa una quarantenne affezionata all'etichetta delle buone maniere e dell'abito decoroso sul posto di lavoro, e fin qui nulla di male, anzi.
Preceduta da voci di corridoio che la vogliono come una dei "Top 5" dell'azienda, si è presentata per un meeting aziendale sul tema della sicurezza.
Sorvolando banalità quali "cambiare la password ogni spesso" -perchè ad obbligartici ci pensano le policy di Windows o del BES e non abbiamo scampo- è passata ad argomenti più spinosi.
Per esempio, se io, dipendente RIM che "beneficio" di un telefono aziendale, lo presto a chichessia e la malefatta viene scoperta, non solo mi ritrovo sulla strada, ma mi becco pure un'ammenda.
Se poi capitasse che per caso lascio un BETA device -cioè un modello di ultima generazione non ancora sul mercato - incustodito sopra la mia scrivania ed entrasse un esterno che non mi lascia il tempo di ficcare il telefono nella cassettiera... oppure se un mio collega idiota facendo finta di pomi filma il telefono, spedisce il video ad un amico che il giorno dopo lo pubblica su You Tube (è successo)... posso ritrovarmi in prigione per una trentina d'anni, accusato di aver violato il segreto aziendale.

E allora... se in ufficio eviti di appropriarti di device di test, se non riuscendoci li chiudi a chiave nella cassettiera con doppia mandata, se ogni tre giorni ti inventi una nuova password a tredici caratteri alfanumerici random... se fai tutto questo... perchè a casa lasci il tuo pc incustodito per 2 lunghi minuti... e ritorni spensierato alla postazione per scoprire che tuo figlio - l'hacker del 2020 che oggi ha 25 innocenti mesi -è riuscito a scardinare un terzo dei tasti della tastiera?!

Hai 15 minuti per pensarci. Il tempo che ti serve per ricollocare tutte le lettere al posto giusto.
Eppure la risposta non la trovi.

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