Il volo del rientro Toronto-Heatrow è stato più felice di quello di andata (ho dimenticato di riferire della tempesta su Toronto che ha reso impossibile l'atterraggio, della deviazione prima a Hamilton -chiuso anche questo per i troppi aerei atterrati- e poi a North Bay, dove abbiamo passato 6 ore senza poter scendere dall'aereo e senza ricevere neanche un bicchiere d'acqua; finalmente a Toronto, alle due di mattina la limo che prenotata per le sei del pomeriggio se ne era ovviamente andata; in coda per un taxi, sono arrivata in albergo alle 4.30 e alle 6.30 è suonata la sveglia...)
Al mio rientro ho scoperto - con mia grande gioia, siete liberi o meno di crederci - che i due uomini da soli se la sono cavata alla grande e se la sono anche spassata un sacco, tanto che sono perfino finiti a dormire assieme! Hanno disegnato, hanno letto i libretti, sono andati al parco...
Per chi si fosse preoccupato, Antonio è stato all'altezza della situazione (non che avessi dubbi). Ha vissuto qualche momento di impaccio (tipo: per lavargli le mani prima di cena ha bruciato la pasta), ma nel complesso l'esperienza non solo gli è piaciuta ma ci è stata anche utile: adesso entrambi concordiamo sul fatto che riuscire a fare qualcosa con Tobia nei paraggi è praticamente impossibile...
L'altro aspetto positivo di questa due settimane tato-papà, è che Tobia adesso è più equilibrato nel cercarci... anzi la mattina alle 6 quando si sveglia chiama sempre "Papà!"...!
Per la cronaca, papà si chiama Totito, la mamma si chiama Amba e Tobia è Bia.
Quando sono arrivata Tobia mi ha recitato la filastrocca:
Mamma mamma ti voglio bene
Mi sei tanto mancata
Sono contento che sei tornata!
(in corsivo le sue parole)
Antonio invece mi ha detto: "Mi sei mancata. C'è un sacco di roba da stirare..."
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