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mercoledì 30 aprile 2008

Senza titolo

Ho dovuto metabolizzare l'accaduto per un po' di giorni. Adesso sono pronta per raccontarvelo.

Domenica sera stiamo cenando, abbastanza presto per la verità. Alle 7 inizia a ronzarci sopra la testa un elicottero e notiamo un piao di volanti della polizia sotto casa.
Antonio conclude che stiano cercando qualcuno.
Nell'arco di un'ora la situazione cambia poco, se non per il fatto che le volanti aumentano. Ne contiamo dieci. Poliziotti che girano a destra e a sinistra, su e giù, ma senza esito.
Mi metto a pulire i vetri per via di certe manate di Tobia. Credo mi prendano per una guardona: qui, chi cavolo pulisce i vetri anche esternamente che tanto al più tardi domani piove di sicuro?! sicuramente è una scusa per osservare.
Per farvela in breve, ad un certo punto sentiamo qualche urla. I poliziotti accorrono verso il vialetto sotto casa nostra. Dal retro delle casette a schiera dei nostri vicini vediamo uscire di gran carriera una figura, che di corsa scavalca il muretto del giardino di un altro vicino. Sopraggiungono un paio di poliziotti che però non hanno colto la dinamica della fuga e sono un po' spaesati.
A questo punto dalla finestra li indirizzo: "Inside that gardern!".
Mi chiedono conferma e in che direzione andasse.
Prendono un pastore tedesco che abbiamo ribattezzato Rin-Din-Don, il cugino tardotto di Rin-Tin-Tin, perchè non ne vuole sapere di saltare il muro. Lo sollevano di peso e lo scaraventano dentro il giardino. Lui cerca e cerca ma non trova nulla.
Alla fine, scavalca anche un poliziotto dalla parte opposta di dove sta cercando il cane e trova il ricercato, nascosto in un angolo vicino ad una piccola rimessa degli attrezzi. Credo avrebbe aspettato lì fino a che i poliziotti non se ne fossero andati. Si consegna pacificamente e velocemente.
Sono attimi di euforia per i poliziotti che applaudono.
Portano fuori questo tizio ammanettato. E' un ragazzo. Non avrà neanche vent'anni. Non bello, ma nemmeno con la faccia con cui immaginerei un criminale.
Parla con gli agenti. Poi arriva il camioncino e lo portano via.
Un poliziotto suona il nostro campanello e sale per ringraziarci del contributo. Anche lui sembra più giovane di me. Gli chiedo cos'abbia fatto il ragazzo ma la sua risposta rimane sul generico: ha commesso un reato. (Grazie...)
Adesso, potete anche voi ripetermi come Antonio che ho fatto il mio dovere. Ma questa cosa mi ha un po' rimestata.
Prima di tutto, se un anno fa, per il furto a casa nostra, avessero sguinzagliato non dico venti volanti e due elicotteri, ma almeno un paio di pattuglie forse avremmo ancora la nostra roba. (Per chi non lo sapesse, i nostri vicini avevano chiamato la polizia, ma l'auto che è partita alla volta di casa nostra ha subito un incidente a un chilometro da via Lucchesi e i due ladri si sono dileguati con la refurtiva).
Seconda cosa, mi chiedo che rieducazione prevedano qui per i detenuti.
Terzo, visto la dilagante criminalità minorile, viste le scene preoccupanti che si osservano anche in Italia, con ragazzini sempre più spavaldi e maleducati, che si sentono grandi troppo presto, come evitare tutto questo con Tobia?

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