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lunedì 9 gennaio 2012

9 Gennaio 1998

Difficile raccontare i sentimenti nel parlare a Tobia di persone che ormai da tempo non ci sono piu’ e che rappresentano per lui personaggi di storie serali che mi chiede di raccontargli, perche’ vuole sapere di fatti reali e vita vissuta piu’ che di favole.

Ma mi cullo in questi ricordi, soprattutto nei giorni – come questo – dove cadono ricorrenze significative.

Mio Nonno Piero (quello di qualche post fa) era quello dei pranzi di famiglia come gia’ detto. Delle laute mancette che arrivavano a noi nipoti in quelle occasioni. Era lui che si addormentava sopra la tavola subito dopo pranzo per un pisolino ristoratore. Che poi ci concedeva tanta TV durante le ferie d’agosto, mentre mia Nonna sistemava la tavola prima di portarci dalla zia Maria per un pomeriggio di taglio e cucito. Poi arrivava il Nonno, si aggregava la zia Lina e iniziavano a giocare a tresette. Era meglio che il Nonno vincesse, “accusando” Napoli con vigorosi colpi sulla tavola, altrimenti il pomeriggio volgeva al malumore. La sera, era il Nonno che faceva della Settimana Enigmistica una fonte di intrattenimento e cultura, consultando con interesse l’enorme enciclopedia a volumi per cercare le risposte che gli mancavano.

Era sempre lui che in ferie al mare ci svegliava alle 7 (si’ anche in ferie) col solletico sotto i piedi (quanto lo detestavo!), dopo essersi gia’ goduto una lunga passeggiata sulla spiaggia. Che in una di quelle occasioni ci ha sgridate con un “Ve la do io la paga!” che non avremmo mai colto se non fosse stato per il tono... E come dimenticare che immancabilmente entrava in mare per il bagno pomeridiano, si bagnava fino alle ginocchia e mettendo le mani in acqua – IMMANCABILMENTE – si accorgeva di avere ancora occhiali e orlogio ...e cosi’ una di noi due era li’ gia’ pronta a riportarli a riva in custodia alla Nonna.

Mi voleva bene perche’ una di quelle estati gli avevo tagliato un fungo da un orecchio... Lo faceva mia Nonna di solito qunado ricresceva (!), ma quella volta risultava che io ci vedevo meglio di lei e cosi’ era toccato a me procedere. Forbice in mano – appunto perche’confidavano sulla mia vista! – ho chiuso gli occhi... E’ spillato sangue sulla canottiera che si e’ macchiata... Ma il fungo non e’ piu’ cresciuto e tante grazie Ambra che avrai un futuro da infermiera!

Episodio a parte... ci voleva veramente bene. Sono 14 anni che se ne e’ andato e se difficilmente sopravvivera’ nei ricordi oltre la mia generazione oggi so che in diversi lo hanno pensato.

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