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giovedì 16 giugno 2011

Vestiario

Se lavorassi in centro a Londra, sarei circondata da colleghi vestiti bene (per quanto un inglese medio possa capirne di eleganza) e sarei costretta a fare altrettanto. Unica concessione quello che qui chiamano il "dress-down Friday": il Venerdi' ti puoi vestire un po' piu' casual.

Ma lavoro in un paese di campagna -seppure in una zona molto posh-, si' per un'azienda grande ma in una sede piccola, per di piu' nell'IT. Quindi, se anche sei in jeans o del tutto sbracato, fa lo stesso.
I nuovi arrivati li sgammi subito. "Impinguinati" nei loro completi e incravattati a puntino. Ma dura solo un giorno. (Parlo di uomini perche' la maggioranza di chi mi circonda e' tale: pare sia il mio destino dalle superiori in poi)

Quindi anch'io mi vesto a seconda dell'umore. E si sa che non ho un ottimo rapporto con l'armadio.

Fino a poco fa mi ritenevo fortunata.
Ho scampato lo sguardo giudice - a tratti rassegnato - di mia mamma e di mia sorella che mi controllerebbero ogni mattina sulla soglia di casa. A loro discapito dico che lo farebbero a fin di bene e anche che quel poco di portabile che ho lo devo ai loro regali.
Antonio a me non ci fa proprio caso, a meno che la mise non sia particolarmente oscena o particolarmente indovinata - secondo i suoi criteri, ovviamente, che spesso non coincidono coi miei. Mi piace pensare che a lui vado bene comunque... (Mah...)

Invece adesso trovo in Tobia un nuovo opinionista.
Per fortuna lui si sbilancia solo in commenti benevoli, quando lo colpisco positivamente.
Lo conquisto se mi vesto di rosa -il suo colore- o se mi metto un capo particolarmente allegro.

Stamattina gli e' molto piaciuta l'immensa gonna a fiori che mi sono messa.
"Mi piace la tua gonna. Perche' mi piaccioni i fiori. I fiori sono belli perche' sono colorati"
Poi e' sceso a far colazione e ha detto a suo padre: "Oggi la Mamma e' bella". Giusto perche' anche lui mi degnasse di un'occhiata...! Grazie Tobia.

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