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venerdì 30 aprile 2010

25 Aprile 2010 - London Marathon

Ma ve lo avevo detto che l'anno scorso, per il suo compleanno, avevo regalato ad Antonio l'iscrizione al ballot della maratona di Londra 2010? Ovvero la possibilità di essere estratto - 1 su 6 richiedenti - come partecipante senza dover correre per beneficienza. Non per essere taccagni, ma qui correre per beneficienza significa raccogliere dai 1500 pound in su.
Ignara del fatto che per questa data ci sarebbe stata Ines a rallegrare e impegnare le nostre giornate, mi ero detta che potevo concedergli tutto il tempo necessario ad allenarsi. E qui mi incenso da sola - Che brava moglie!! - perchè se aspetto che lo faccia qualcun'altro... continuerò ad aspettare!

In breve, a ottobre Antonio riceve la comunicazione che è stato selezionato e quindi inizia preparazione, funestata alla vigilia della gara dalla vacanzina in Italia (tanto cibo e poche corsette), uno strappetto muscolare alla ripresa degli allenamenti seri, e da una semi influenza che lo colpisce il giovedì prima della gran data.
Sfidando la sorte, però, Antonio la maratona la ha corsa. Ed ha ottenuto la sua peggior prestazione di sempre. Sia per le malandate condizioni fisiche, sia perchè a suo dire ha percorso metà del tracciato con un muro umano di fronte che gli impediva di tenere il suo passo. Questo si spiega facilmente considerando che gli iscritti erano 37.000. Le top runner (donne) sono partite alle 9.00, i top runner (uomini) a una mezz'ora di distanza, il resto della gente alle 9.45, senza gabbie divisorie che differenziassero i concorrenti. E la maggior parte delle persone corre appunto per beneficienza, senza nessuna velleità agonistica e senza guardare all'orologio. Se dopo due orette erano già stati decretati vincitori e vincitrici, dopo tre ore c'era ancora una fiumana di gente registrata al passaggio della metà gara. Significative in questo senso le immagini della BCC, che appunto si sono dedicate a raccontare alcune delle storie dei partecipanti, intenti a raccogliere -encomiabilmente- fondi per questa o quella associazione.
C'era poi chi correva con un'armatura medioevale da 20 chili, chi vestito da uomo ragno, chi con la muta da sub, chi in coppia sotto un costume da cammello... Insomma, più che la gara è l'evento maratona che va seguito e apprezzato!!

Grazie al bisnonno Fiorino e al caro Mattia che -rispettivamente dall'Italia e dall'Irlanda- ha telefonato domenica sera per sincerarsi che l'alteta Antonio fosse sano e salvo.
Mattia, facci un pensierino per quella del 2011...

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