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lunedì 14 settembre 2009

Paese che vai...

...compleanno che trovi!

Alle feste di compleanno dei compagni di asilo di Tobia si va frequentemente il sabato pomeriggio, dalle 2 alle 4.
I bambini inglesi il pomeriggio non pisolano, altrimenti non potrebbero andare a letto rigorosamente alle 7.30.

Durante la festa sono servite le piu' immonde schifezze di cui i bambini vanno ghiotti. Ovviamente, immancabile, la "jelly": gelatina di fragola o arangia che molleggia sul piatto. Da cui il jingle: "Wibble wobble, jelly on my plate!" e varianti ("on my spoon", "in my tummy").

Al momento clou, arriva -attesissima- la torta.
Ma e' li' che i conti non tornano piu'.
Ci saranno 20-30 bambini, piu' relativi genitori... Bocche da sfamare in quantita'.
E la torta?! Sara' si' e no per 15 misere porzioni. Com'e'?!

E' che la torta non si mangia alla festa.
Prima sparisce. Poi riappare.
Ogni bambino ne riceve una fetta incelofanata nella pellicola, assieme al presente di cui il/la festeggiato/a lo omaggia, di solito un sacchettino con una macchinetta, qualche caramella, altri due o tre amenicoli...
A dire il vero, ho capito che non sento la mancanza delle fette di torta servite a questi compleanni. Ma ancora mi pare scarso spirito di condivisione e di festa non distribuirla.

Difficile anche che il/la festeggiato/a apra i regali seduta stante. Anche quelli si conservano per un altro momento. Quindi, e' buona idea accludere biglietto, non solo perche' "e' molto british", ma per indicare il mittente. Giusto perche' e' carino. Tanto gli inglesi i biglietti si limitano a firmali, perche' e' il pensiero che conta, non il fatto di personalizzarli con una frase ad hoc.
Sperare di ricevere un qualche ringraziamento per il regalo e' utopia, ma questa pare una prassi generalizzata e forse io sono in questo caso quella che e' fuori dagli schemi (quante pretese da ipocrita educazione borghese!). La gente apprezza, non ringrazia.

Ah si'. Se gli inglesi ti fanno un regalo, non tolgono mai il prezzo.
Ma io sono un'immigrata.

L'ultimo compleanno era del figlio di un nostro collega dallo Sri Lanka. E ci siamo trovati immersi nell'intera comunita' di cingalesi (Tobia era l'unico biondo del gruppo). Gente simpatica. Occidentalizzata in molto, ma per fortuna non nel cibo. Ottimo! Stranamente niente riso, ma solo perche' era complicato cucinarlo per cosi' tanti ospiti.

1 commento:

AL.O.F.T. ha detto...

W le torte mangiate, i regali aperti, i prezzi tolti, i ringraziamenti, i biglietti un po' scritti!