Povero Goethe...
Siamo tornati di corsa e di fretta dal 10 al 13.
Il concetto di tornare a casa è sempre più ambiguo, usato come facciamo sia in un senso che nell'altro, in partenza e di ritorno. Senza contare che una casa nostra, di cui fossimo proprietari, non l'abbiamo mai avuta!
Come già detto, il motivo del viaggio era l'ordinazione di Enrico il Compare.
Un cerimonia solenne nel bel Duomo di Ferrara lo ha consacrato Don.
Lui era FELICISSIMO. Più felice di tutte le spose che ho visto. Forse meno stressato dai preparativi e meno preoccupato della riuscita delle foto ricordo!
Pischello lungo e magro, è stato ordinato assieme a due compagni di seminario, a un diacono di vecchia data classe '54 e ad un barbuto Ricostruttore Nella Preghiera.
Il Vescovo ha fatto una bella predichetta, accessibile e interessante.
Devo dire che il Pampalugo colla stola faceva proprio effetto...
Per me questa Messa si annunciava come un evento particolare, atteso da molto, memore come sono di Enrico ragazzino ad organizzare la pesca di Mercato Vecchio, degli anni di Diaspora in discernimento di nascosto da tutti (me compresa), dell'ingresso in Seminario e delle tante fatiche serali per prendere il diploma magistrale, a ricopiare assurdamente appunti in bella e a incapponirsi sull'algebra che "non torna". E poi i momenti meno felici e più incerti... ma superati con la caparbietà del carattere e della Fede.
Ho retto bene fino alla Comunione. Pensavo che mi dispiaceva perdere la sua prima Messa (per la quale, bell'amico!, mi ha chiesto di scrivere una preghiera), la sua prima predica, la sua prima consacrazione dell'Eucarestia.
Poi, al momento della distribuzione delle Ostie, nuovi e vecchi presbiteri si sono distribuiti per la Chiesa ed Enrico è stato indirizzato nel transetto da dove noi seguivamo la celebrazione. Così ho ricevuto la Comunione da lui, sciogliendomi in un pianto incontrollato, fissato a futura memoria in uno scatto impietoso.
Compare, Amico fraterno, Buona Missione e... Tanti Auguri visto che oggi sono 29 anche per te!
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